Che pena.
Che pena mi fa, Mauro, vederti così. Involuto, svogliato, disorientato, e sì, diciamolo pure, scarso.
Perchè chi non sa giocare in una squadra è scarso, lo devi sapere. Se sai fare 10mila palleggi di fila vai al circo o, al massimo, sulla rambla central ad esibirti per i turisti. Non giochi a calcio, o anche a pallone se vuoi, in serie A.
E' una pena vedere che la lezione del mister l'hanno, più o meno, imparata tutti. Anche i meno dotati, Scaloni o Cavanda per dirne due, si sono messi d'impegno e contribuiscono alla causa.
Tu no.
Tu sei quello del dribbling eterno, della giocata da applausi, ma che oramai riesce una volta su dieci. E gli altri a correre e a seguire gli schemi e si vede che le tue cose non le apprezzano più. Ti hanno lasciato indietro, si divertono di più a studiare la lezione del professore appena arrivato che a fare a gara a chi fa più palleggi.
E purtroppo, caro Mauro, mi sa che siamo fuori tempo. Come a scuola, arriva il tempo degli scrutini e dei giudizi. Promossi e bocciati, senza appello. Che se no tutto il progetto ne soffre.
E chi è indietro ripete l'anno, ma da un'altra parte.
Ciao.