"1/9/2008, 17:52
(Ascoli Piceno) I l piede è sempre quello, ma venerdì contava solo per lui e per la sua scaramanzia: destro o sinistro che fosse, quello che contava era che
Pablo Daniel Osvaldo, oriundo nel senso di italo-argentino, entrasse nell' Italia under 21 con il piede giusto. E lo ha fatto. Per la precisione è stato con il piede destro, come sempre: «E' solo con quello che entro in campo da quando l' ho visto fare a Riquelme, un idolo per me: è questo il motivo per cui faccio quel saltello buffo». LA SCELTA Per noi un novello Camoranesi («no, con lui non ho parlato»), il vero salto Osvaldo l' ha fatto quando ha scelto di vestire la maglia dell' Italia e non dell' Argentina: «Ero ancora a Lecce quando si è cominciato a fare questa ipotesi, dunque se ne parlava da almeno un anno: bene, in un anno nessuno dall' Argentina si è fatto vivo, mi ha chiesto nulla. Questa è stata una spinta per scegliere l' Italia e sono ben contento di aver scelto così: in questo gruppo mi sono trovato bene subito». Si è trovato bene anche venerdì, in quella mezzora da debuttante azzurro contro l' Azerbaigian. Punta centrale (è il ruolo a cui sono più abituato, anche se non mi trovo male neppure da esterno: non mi piace stare lì fermo ad aspettare il pallone»), avrebbe anche potuto esultare subito: «Eh sì, mi è mancato solo di segnare perché l' occasione l' ho avuta: sembrava un gol fatto, ma a volte devo essere più concreto, più cattivo vicino alla porta. Ma arriverà anche il primo gol con l' Italia: io sono già contento così, perché con i compagni mi sono capito al volo». DESTINO Dev' esserci anche un destino che vuole certe cose: tipo che Osvaldo, nato a Buenos Aires, cresciuto nel Lanus e diventato calciatore nell' Huracàn, devoto a Maradona ma con un brasiliano per modello («è Ronaldo, l' ho anche conosciuto»), tifosissimo del Boca Juniors («non perché è il club argentino più "italiano", ma perché è il club più forte del mondo...»),
portato in Italia a 19 da Roberto Zanzi (Atalanta), diventi a tutti gli effetti un giocatore italiano a Fermo, ovvero nelle Marche. Ovvero nella regione che gli ha consentito di avere il nostro passaporto: «Il mio bisnonno, Alessandro Pasquini, partì per l' Argentina da Filottrano (comune in provincia di Ancona, ndr): appena arrivato in Italia ci sono andato, per passare in Comune e sistemare tutte le pratiche burocratiche.Ci ho pensato anch' io, quando ho realizzato che avrei potuto esordire in nazionale proprio in questa regione: eh sì, dev' essere destino». ..........Eppure il ragazzo sa trattare le parole come il pallone con i piedi...
Fonte:gazzetta.it"
L'ho trovato su un forum credo viola -
http://pablodanielosvaldo.forumcommunity.net/?t=19652236Cmq Wikipedia riferisce delle origini di Filottrano (Ancona).
Se fosse una cittadinanza falsa non sarebbe taroccata solo la serie A ma pure le qualificazioni ai mondiali!

Siamo sicuri che i sacchi di sabbia che qui a Roma stanno preparando per domani siano per contenere le esondazioni del Tevere e dell'Aniene?