vorrei sottolineare due risposte di petkovic: la prima è quella che apre l'articolo "vive da solo all'olgiata", la seconda è tratta da "la scalata di petkovic"
1. "Non mi sento un allenatore straniero, ho vissuto e lavorato in Paesi diversi. In ognuno di questi ho cercato di calarmi immediatamente nella realtà locale, da nessuna parte mi sono mai sentito uno straniero"
2. "La Premier è il torneo più vario. C'è lo stile inglese puro, quello francese, quello italiano. In questo momento però la Bundesliga è ancora più interessante. Con tanti laboratori di gioco, in primis quello del Borussia Dortmund"
due tasselli, a me sembra, che aggiungono chiarezza sulla tendenza sovranazionale della Lazio - le radici a Roma e in Italia, lo sguardo in Europa - e sul modello tecnico (e anche sulla filosofia societaria, lo aggiungo io, perché di ciò nella intervista non c'è traccia) di riferimento (i tanti laboratori della bundesliga)