Bellissima giornata Laziale ieri ad Auronzo.
Mister Reja ha concesso ad una selezione di allenatori del bellunese di assistere da bordo campo all'allenamento, casualmente proprio ieri mattina sono stato nominato vice allenatore dell' Alpina, carica da cui mi sono dimesso in serata

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Inutile che vi parli dei commenti dei vari tecnici (veri) presenti:favorevoli per i vari Dias Radu Zarate Bresciano non proprio elogiativi per il nuovo arrivato Pintos, la parte che mi ha lasciato a bocca aperta è stato quando a fine allenamento mister Reja si è avvicinato alle panchine dove eravamo posizionati per avere un colloquio con noi invitandoci a fare delle domande regalandoci un clinic di una lucidità e di una sincerità sconcertante.
Il modulo: Reja i tre in difesa ha deciso di schierarli lo scorso anno per dare più sicurezza al reparto arretrato vista la delicata situazione di classifica e considerando anche l'abitudine di Biava e Dias a questo schema difensivo ma in linea teorica non ha nulla contro i 4 in linea. Il modulo tipo per una squadra lui lo decide in base alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione; in questa Lazio il modulo che vorrebbe attuare è il 3412 schema che gli permetterebbe di avere maggiori opzioni offensive, sempre che il presidente gli compri qualche giocatore.
L'importante però è che di qualsiasi modulo l'allenatore conosca ogni dettaglio, i giocatori sono spietati nel captare eventuali mancanze nella preparazione del tecnico e questo porta immediatamente ad una perdita di autorevolezza. Il mister con espressione colorita ci ha spiegato che indossa mutande di latta e non lo inxxla nessuno tantomeno i giocatori.
La disciplina è forse la prima cosa per Reja. Arrivato alla Lazio da Spalato rimase sconvolto dal primo pranzo a Formello: gente che chiacchierava, chi si alzava e se ne andava mentre altri ancora mangiavano, tutte cose insopportabili per Reja che ha immediatamente imposto un regolamento ferreo: telefonini vietati, ci si siede tutti insieme, ci si alza da tavola tutti insieme solo quando tutti hanno finito e Rocchi ha chiesto il permesso al mister. Arrivato a Roma Reja si è trovato davanti uno spogliatoio spaccato in tre gruppi, i sudamericani capeggiati da Ledesma, gli italiani con Siviglia Brocchi Mauri e Rocchi ed i vecchi con Firmani Del Nero ed altri non meglio specificati.
Ognuno di questi gruppi portava avanti i propri interessi e quelli del suo "capetto" ed il concetto di squadra era totalmente sconosciuto.
Elemento ancora più devastante era il comportamento di Lotito che parlava con i vari giocatori; il mister ha imposto a Lotito di non presentarsi a Formello e di non parlare con i giocatori se non per il tramite di Rocchi.
In campo Reja non esita ad intervenire bloccando sul nascere ogni battibecco, ieri uno tra Del Nero e Radu, ed ogni polemica come ha fatto con Lich fermatosi durate una partitella dieci contro sei, arbitrata da Reja stesso, perchè convinto di avere subito un fallo.
Il dialogo è stato:
R perchè ti sei fermato?
L non era fallo quello?
R e che adesso lo decidi tu quando è fallo? Giocaaa
Gli è stato chiesto come si deve comportare un allenatore in questi frangenti e ripensando all'accaduto Reja ha unito pollice ed indice della mano destra ad indicare la capacità encefalica di Lich, già la scorsa settimana protagonista tra primo e secondo tempo di un amichevole di una interminabile polemica con arbitro e guardalinee che ha costretto Reja alla sostituzione.
Zarate: reja ha una grandissima considerazione di Maurito ma per lui prima di tutto viene la squadra e solo se Zarate comincerà a giocare per la squadra vedrà il campo da titolare. Ha iniziato molto bene il ritiro ma ultimamente sta tornando ai vecchi vizi. Secondo il mister Zarate gioca per il pubblico e non per la squadra e questo non va bene. Ci ha fatto l'esempio dello scorso anno quando con Kolarov sulla fascia Maurito si incaponiva nel dribbling senza guardare i compagni ed alla fine anche Kolarov s'è stufato di farsi 70 metri di corsa e non ricevere mai la palla.
Sia ben chiaro che con Reja gioca sempre chi se lo merita e gioca per la squadra, metterebbe in panchina anche Messi per il bene della squadra pensa Zarate Il mister non legge giornali, non ascolta radio non guarda trasmissioni sportive e di quello che dicono i procuratori, anche se gli rompono i cosiddetti, se ne frega altamente ndrCavanda: del belga Reja è innamorato quanto se non più di me. Secondo lui ha tutto per essere un grande giocatore ed in questo ritiro ha dimostrato grande impegno e serietà ( ed anche sangue freddo, posso testimoniare che nella partitella Cavanda e Licht si sono scontrati duramente in un paio di occasioni e mentre lo svizzero ha reagito nella prima occasione con un non proprio signorile "mbè cazzo voi?", magari le parole non erano proprio quelle ma il senso si, e nella seconda con una bella gomitata in faccia, il belga non ha proferito verbo) e se continuerà così lo farà sicuramente giocare. La serietà sembra essere ad oggi proprio quello che manca a Cavanda per fare il grande salto. Lo scorso anno in primavera ha combinato parecchi guai e non sempre andava a dormire subito dopo cena il giorno prima delle partite, anzi.
I procuratori: secondo Reja sono uno dei grandi mali del caqlcio attuale. lo stress maggiore per un allenatore di alto livello non è sul campo ma sicuramente fuori dal campo dove i procuratori rompono i colleoni in ogni maniera possibile, tanto più in una piazza come Roma con quattro televisioni e dieci radio che parlano 24 ore al giorno di calcio. Lotito è uno che porta le trattative per le lunghe ma spesso la colpa è dei procuratori che chiedono "commissioni" folli sulla compravendita del loro assistito; anche con Kolarov si è andati avanti un
mese per colpa delle commisioni ai procuratori quando le squadre erano già d'accordo, Kola sarà un affare sui 22 milioni ma 3/4 di questi non finiranno alla Lazio.
La preparazione: ad inizio ritiro sono stati fatti dei test ed i giocatori divisi in cinque gruppi seconda delle loro capacità e dello stato di fornma in cui si erano presentati in ritiro, il lavoro è stato differenziato mirandolo sui singoli giocatori, lavoro che ha dato i suoi frutti tanto che i gruppi da cinque sono diventati tre. niente più ripetute su 800 o 1200, niente corse nei boschi; solo scatti brevi ripetuti dieci volte su 30 40 80 mt molto spesso con slitte per potenziare evitando le salite. La corsa in salita è innaturale, porta problemi alla schiena ed alle articolazioni.
La rosa: dieci di quelli in ritiro se ne devono andare. non riesce a lavorare al meglio con tutta questa gente, lui tenta di coinvolgere tutti ma è molto difficile. Purtroppo cedere qualcuno non è semplice perchè ormai le squadre sono complete, perchè Lotito non è uno semplice nelle trattative e sempre per i procuratori.
In conclusione Edi Reja è un gran signore, persona di rara disponibilità e tremendamente serio e concentrato sul lavoro.
Belle iniziative come questa sono fondamentali, ieri erano presenti una trentina di allenatori che parleranno in maniera entusiastica della Lazio ognuno a venticinque ragazzi, fatevi un po' i conti.