Citazione di: italicbold il 06 Dic 2024, 10:25
Leggevo, nella rassegna stampa, di Napoli che diventa, con l'eliminazione, ancora più favorita per lo scudetto perché ora non ha più distrazioni oltre al campionato. A me sembra una stupidaggine. C'è una specie di editoriale, di non so chi, che quasi saluta con entusiasmo il fatto che ora si pensa solo al campionato. Una specie di messaggio di Conte a Delaurentis. Che idea strana. Come se fossero in fuga. Secondo me un campionato si vince con una rosa che sa limitare al minimo gli imprevisti e in cui chi entra dalla panchina si integra nel gioco rapidamente. Ieri la Lazio aveva in campo parecchi rincalzi eppure la fluidità, i meccanismi sembravano impeccabili. La gestione del pallone, soprattutto nel primo tempo, anche con Tchaouna, Dele Bashiru e Hjsai in campo sembrava la copia conforme della gestione limpida e intelligente osservata i questa stagione. Il Napoli, obiettivamente, è sembrata veramente un'accozzaglia di calciatori messi a caso. Ieri la Lazio non aveva in campo nè Tavares nè il suo sostituto naturale Pellegrini. Non se n'è accorto nessuno.
Io non sono convinto che sia una gran cosa, per il Napoli, essere eliminati in questa maniera. Ci sono equilibri che rischiano di esplodere in uno spogliatoio quando giocatori, anche quotati, non vedono mai il campo.
I soliti luoghi comuni smentiti regolarmente dagli eventi.
Ieri sera Baroni (il suo motto è "io alleno tutti") ha dimostrato che tenere in considerazione tutti quelli che frequentano Formello produce risultati.
Questa rotazione sistematica ci ha portato a fare un percorso perfetto nelle coppe, in cui senza la sola del Ludogorets saremmo al percorso netto.
Se hai una rosa troppo diseguale, e una serie di impegni come i terribili mesi di febbraio da 11 partite, la metà decisive, delle Lazio recenti, è un conto, ma tanto quel calendario ti tocca, se vuoi arrivare in fondo nelle competizioni che affronti.
Se ne giostri 11+i cambi e te ne mancano due o tre rischi di attingere a una panchina demotivata.
Il Napoli ha abortito la cessione di Osimhen e ha una rosa un po' squilibrata, ma c'è gente forte che gioca meno, e ieri si è visto. I nostri in campo si divertono, e fino a che l'atteggiamento resta quello chi entra si aggiunge alla festa.
Ci stanno frenando gli episodi (arbitri e autogol di Gila a Torino in 10), altrimenti saremmo in classifica col Napoli, pur giocando il giovedì. Per ora il doppio impegno non ci pesa, e forse ci sta aiutando, paradossalmente.
Quanto a Sarri, ne parlavamo con IB: se ci si sente di far parte del gotha mondiale degli allenatori si può perdere di vista la dimensione del campo.
Marco Baroni sta smentendo parecchi luoghi comuni anche qui: gente motivata e disponibile, giovane e forte fisicamente, che accetta di lavorare insieme per un obiettivo che è prima di tutto crescere.
Sarri voleva pezzi da 30 milioni l'uno che non poteva avere, perché la cilindrata eccetera, ma dimenticava il downgrade economico: non era a Londra, non era a Torino, c'erano altre vie oltre a Berardi Zielinski e compagnia, bisognava andare oltre, verso i sentieri abbandonati di Monte San Savino, Empoli & co.
Lo stesso peccato di Conte, che lasciò l'Inter perché senza Lukaku e Hakimi lui non poteva giocare. Infatti Simone ha arato i campi di serie A e CL e moltiplicato i gol di Lautaro senza essere il Gristo delle nozze di Cana.
Le storie vere le racconta il campo.
Baroni ci sta dicendo che la serie A è in mano a incompetenti, se un allenatore come lui è arrivato in una piazza decente a 61 anni.
Ma se pensi che Maestrelli arrivò a Tor di Quinto da retrocesso (e contestato...)