Eccellente analisi della Turco. Alcune affermazioni sono opinabili, altre sono opinioni e come tali non surrogabili da prove, mentre vengono presentate come fatti, ma glielo perdono perché RAGIONA prima di parlare. Niente slogan sciocchi, niente prese di posizione aprioristiche.
#bielxit
Ho detto che avrei aspettato di conoscere la posizione della Lazio prima di esprimere un'opinione. Dopo la conferenza stampa di ieri e trascorse 24 ore utili a rimettere insieme i pezzi del puzzle, supportata anche da qualche informazione aggiuntiva, ritengo di essermi fatta un'idea della situazione che non ha la pretesa di essere il Verbo.
Non credo assolutamente si sia trattato di un piano preordinato e studiato a tavolino come qualcuno sostiene.
Ritengo la Lazio ci abbia provato davvero ma anche che il loro massimo non sia stato sufficiente. Perchè? Perché questa società non è strutturata per puntare obiettivi di così alto profilo. Non ha acquisito ancora la giusta "sensibilità" per trattare personaggi di questo spessore.
Che Bielsa fosse particolare, accentratore, maniacale, esigente lo si doveva sapere dall'inizio. Il fatto di avergli consentito di partecipare attivamente al mercato e alle trattative "come mai nell'era Lotito" come ci ha detto ieri Tare, non può essere considerata una "concessione" ma l'unica via possibile se hai veramente l'intenzione di portare Bielsa sulla panchina del Lazio.
Cosa rimproverare al Loco? Di essere stato poco "flessibile"? Può darsi, ma nella sua storia lo è mai stato? Di non essersi "fidato" delle promesse fatte ma che tardavano a realizzarsi? Come giudicarlo per questo? Decidere di accordare o meno la propria fiducia, o decidere quando smettere di farlo, è scelta personale ed epidermica e in quanto tale non opinabile.
Non credo ci sia dietro un'offerta della nazionale argentina per due motivi: la parola per Bielsa ha un valore. Lo sa bene Moratti che non riuscì a portarlo all'Inter perché il rosarino aveva già promesso a un suo ex giocatore candidato nel board del Bilbao che qualora fosse stato eletto avrebbe guidato i baschi. Così fu, nonostante l'offerta economica dell'Inter fosse 4 volte superiore a quanto avrebbe guadagnato in Spagna. Il secondo motivo è che l'AFA è allo sbando: commissariata, con enormi problemi economici e con guerre intestine al momento difficilmente risolvibili. E se anche prima o dopo dovessero convincerlo (Veron tra i primi) a prenderne il comando NON si dica che sia stato per questo che ha rinunciato alla Lazio. Perché Bielsa voleva fortemente l'Italia e altrettanto fortemente la Lazio. Lo ammette anche ieri Tare quando racconta di un allenatore che arriva a Roma a inizio giugno per stare un giorno, prolunga il soggiorno fino a 3, che arriva avendo visionato non so quante partite di ogni giocatore della rosa, che si era studiato anche la primavera, che stila un Programma di Lavoro nei dettagli, anche i più apparentemente insignificanti.
Signori Bielsa, semplicemente, il 7 luglio ha SMESSO di fidarsi. Giusto o sbagliato non lo so. Ma ancora ieri, 9 luglio, dei giocatori di cui si era parlato - in entrata o in uscita - zero riscontri.
Vero, il mercato in Italia è difficile, ha i suoi tempi. Ma la storia recente dice anche che questa società sia unica al mondo per la lentezza e la "particolarità" con cui opera sul mercato.
Non ravvedo malafede nella conduzione di questa operazione Bielsa da parte della Lazio, ma trovo solo conferme su quello che penso e dico da sempre: manca la struttura e "la sensibilità" calcistica.
Mi spiego meglio: ieri Tare ha detto di aver avuto insieme a Calveri ampie deleghe da Lotito per gestire il rapporto con Bielsa sotto tutti gli aspetti. Bene ci sono momenti in cui anche un intervento da parte del presidente di un club si rende necessario. Altrimenti a cosa serve? Mi vengono in mente Moratti, Agnelli, Berlusconi, Cragnotti che pur avendo fior di dirigenti non mancavano di supportarli intervenendo anche in prima persona. Per dare importanza all'interlocutore in una trattativa (pensate a cosa diceva Mourinho di Moratti), per risolvere una empasse, anche per fare la voce grossa se necessario.
Ma il nostro, più che preoccupato per la Lazio, era troppo occupato con l'Italia a Euro 2016 (per far cosa non è dato sapere) dove peraltro era già presente il massimo esponente titolato della spedizione Carlo Tavecchio, presidente della FIGC.
Nessuno può vietare a Lotito di anteporre i suoi interessi evidentemente prioritari alla Lazio, di alimentare il suo EGO con questi atti di presenza inutili quanto patetici, ma si può almeno chiedere di inserire nei quadri della società nella casella DG sorprendentemente vuota, figure capaci, credibili e spendibili in sua assenza?
Perché questa è l'amarezza che mi resta: la sensazione che se la Lazio avesse avuto al suo interno persone dalla lunga esperienza in questo mondo come ad esempio Pietro Lo Monaco, Pierpaolo Marino ecc, Bielsa sarebbe arrivato a Roma già dal primo luglio, a prescindere dai giocatori.
Ma da queste parti si cita Pascoli invece di prendere finalmente coscienza della propria enorme, tragica, inadeguatezza.
I sogni - per ora e non so fino a quando - rimettiamoli nel cassetto!