Alcune personali riflessioni su Lotito

Aperto da gesulio, 06 Ott 2010, 10:38

0 Utenti e 1 Visitatore stanno visualizzando questa discussione.

Discussione precedente - Discussione successiva

gesulio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 19.411
Registrato
approfittando della settimana di pausa del campionato, apro questo topic di riflessione su alcuni argomenti molto dibattuti qui dentro, con la speranza che l'assenza di calcio giocato e la conseguente forzata cristallizzazione di una classifica che ci vede al comando solitari, renda la discussione per una volta tranquilla e pacata. je la faremo? vabbe' proviamoci.

parto proprio dalla classifica: primi. da soli.
e Lotito in silenzio.

approvo la scelta di rimanere in disparte, durante questo momento. ma per quanto mi riguarda, Lotito potrebbe anche affermare in mondovisione che è stato lui ad aprire il mar rosso di fronte a mosè e il popolo eletto, non mi tangerebbe assolutamente.
con la Lazio prima in classifica solitaria non ho bisogno di altro. come detto apprezzo la scelta del basso profilo, ma anche uno di segno opposto non cambierebbe di una virgola il mio stato d'animo attuale.

è la mia sensibilità, del tutto personale, e non ho alcuna intenzione di dare giudizi su chi invece la pensa diversamente.

mi limito a constatare che non sono in grandissima compagnia, in questo ambito.
perché invece la comunicazione Lotitiana ha aperto mille e più fronti di discussione e dibattito, segno che quando apre bocca, molti Laziali reagiscono.
il motivo, probabilmente, sta in una sovrapposizione artificiosa del personaggio Lotito all'entità Lazio, che si deve in gran parte alla volontà di Lotito stesso, almeno nei suoi primi anni di presidenza. e che evidentemente molti Laziali hanno, di fatto, accettato.
questa sovrapposizione, unita al giudizio da sempre negativo che prima curva e poi media territoriali hanno rivolto al presidente (senza ritornare sui motivi degli uni e degli altri), fa di Lotito un personaggio inevitabilmente condannato a vincere e a non sbagliare mai.

dalle critiche più o meno fondate agli immancabili lotito pdm allo stadio, seppur di bassa intensità: non ci siamo mai fatti mancare niente di tutto ciò, nel nostro ambiente.

neppure a fronte di periodi eccezionali come il qui presente, o quello che seguiva la conquista del terzo posto o la vittoria di due coppe nazionali.
segno che alla fine i risultati da soli non sono sufficienti a garantirgli un consenso non dico bulgaro, ma almeno largamente diffuso.

ecco, io questa cosa non la capisco. cioè, capisco le critiche sulla gestione del calciomercato, sui casi pandev e ledesma, su ballardini, su come ha affrontato il post preliminare di CL e le mille altre critiche che da sempre si sono abbattute su di lui.
non capisco quando ci si sofferma su quello che dice o non dice, come in questo periodo, in cui la scelta del basso profilo è apprezzatissima.
come se davvero la percezione soggettiva della propria Lazio sia in primis legata alla figura di Lotito.
voglio dire, se proprio devo "personificare" la mia intima immagine di Lazio attuale  me vie' subito in mente Hernanes, non certo Lotito.

ritorno a quanto già detto: la causa di questa sovrapposizione è proprio lui, sono abbastanza convinto del fatto che, almeno inizialmente, questa sia stata una cosa fortissimamente voluta.
ma è una sovrapposizione che nessuno può imporre a nessuno, nemmeno Lotito stesso.

Lotito è il presidente della Lazio ed è il principale responsabile di quanto le accade, sia nel bene che nel male. ma non è la Lazio che vive dentro di me. perché quella è una Lazio indipendente da qualsiasi persona, parola, fatto, avvenimento o risultato di una partita.
la Lazio sola al comando oppure terzultima, come lo scorso anno, evoca in me sensazioni completamente autonome da tutto il resto. e non vedo come possano essere minimamente scalfite da ciò che dice o non dice chiunque, si tratti anche di Lotito stesso.

Gio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 10.857
Registrato
Molto condivido.
Qualcosa meno.
In particolare l'affermazione che Lotito sia condannato a vincere per ottenere consenso.

In questo senso Lotito è vittima delle aspettative da lui stesso create.
Se ci si presenta come l'inventore del calcio o quello che ha trovato la chiave di volta per vincere senza spendere o l'unico che capisce (io parlo di calcio voi di pallone ...), inutile poi sorprendersi delle reazioni se mancano i risultati.
Specie se, poi, le colpe per tale mancanza sono sempre degli altri. Dell'ambiente in particolare (che non ci capisce niente quando si vince e, poi, è il primo responsabile quando si perde).
Lo sforzo attuale di Lotito è tardivo, ma molto apprezzabile .
Ora far finta che non sia successo niente perchè Lotito è cambiato è impossibile, ma la direzione è giusta.
E l'atmosfera che si percepisce è quella di un cambiamernto in positivo di tutte le componenti.
L'essenziale è che la società prosegua su questa strada senza tentennamenti o passi indietro.
L'ambiente seguirà.

Io più volte in passato ho sostenuto che Lotito avrebbe dovuto fare il primo passo. L'ha fatto (anche più d'uno) e di questo gli va dato atto. Ora bisogna proseguire.
Questo può essere un grande anno davvero.


calimero

*
Lazionetter
* 6.603
Registrato
Secondo la mia personalissima opinione per Lotito accade, in negativo, quello che avviene per Totti nell'altro reparto. Lì l'icona positiva si sovrappone all'immagine stessa della squadra, il suo bene viene anteposto a quello generale: se, paradossalmente la Roma retrocedesse (volesse il cielo) ma esso divenisse capocannoniere e vincesse l'agognato Pallone d'Oro (insignificante trofeo che assume importanza solo se viene accostato al fesso) il magnifico popolo sarebbe in festa. Per Lotito opera l'identico meccanismo solo che l'icona è negativa: anche un'ipotetica vittoria dello scudetto (volesse il cielo)  sarebbe accolta malissimo dai suoi denigratori, che non riuscirebbero a godersi l'evento perchè percepito come un successo personale del nemico che si sono trovato.

C'è però una differenza fondamentale nei due fenomeni: l'icona positiva per le cacche è un assioma accettato in modo pressochè unanime (per fortuna), l'icona negaiva per i laziali non è così universalmente riconosciuta benchè i "media territoriali" diano l'impressiane che sia così. Esiste, fortunatamente, nella tifoseria comune (molto migliore di quanto non si creda) una maggioranza di teste pensanti che critica quando c'è da criticare e riconosce i meriti quando è il momento. Il problema è che quando le  cose non vanno bene (come lo scorso anno) critiche oggettive e critiche precostituite si sommano dando l'impressione che  l'intero popolo laziale sia pregiudizialmente contro il presidente.

Adler Nest

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 41.578
Registrato
Lotito è un personaggio che segmenta.
Il tempo è galantuomo e ci dirà dello spessore della sua presidenza.
In estrema sintesi ha messo a posto i conti della Lazio, ci ha fatto vincere 2 trofei e ascoltare di nuovo le note della CL.
Come non ringraziarlo.
Poi da Laziale con il dna controcorrente, più lo contestano e più lo difendo.
Questi i +
I - sono state la gestione di alcune vicende (Pandev e Ledesma, per fortuna rientrata), il non essere riuscito a prendere la palla al balzo di rafforzare le squadre in estate come poi fa in gennaio e le trattative estenuanti.
I + sono molto più pesanti dei - e quest'anno va tutto bene.
Ha una certa verbosità fin eccessiva nel comunicare; sarebbe più efficace fosse più asciutto.
Oggi se usa o meno un basso profilo mi tange poco.
Di natura preferirei il silenzio, ma se parla forse lo fa per spostare i riflettori su di lui in modo che lascino in pace squadra e mister.
Loro sì devono cercare di isolarsi e continuare così.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

gesulio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 19.411
Registrato
Citazione di: Gio il 06 Ott 2010, 10:53


In questo senso Lotito è vittima delle aspettative da lui stesso create.

sì, ma infatti l'ho detto pure io, il concetto che esprimo è il medesimo.
la mia domanda semplice e diretta è: ma a te, con la Lazio prima in classifica, se Lotito afferma "sono stato io a inventare il fuoco, la routa, il computer e anche il calcio" oppure non dice nulla, che ti cambia? io questo non capisco.

cholo1966

*
Lazionetter
* 2.735
Registrato
a me tifoso non cambia nulla o quantomeno cambia solo a livello di simpatia o antipatia per il personaggio, probabilmente cambia però alla squadra ed in questo senso sono convinto che il tentativo di cambiamento del presidente sia, almeno in parte, dovuto all'arrivo di reja che, a livello gestionale, credo sia un'esperto in materia, e credo che l'incipit fu il famoso ritiro di norcia

tevere top

*
Lazionetter
* 1.620
Registrato
Deve mantenere il basso profilo, parlare il meno possibilie, ieri intervenuto in radio per commemorare la morte di Gianni Elsner, ha fatto un figura terribile, usando lo spazio per pubblicizzare la radio della lazio, ha trasmesso pochissima emozione, con poche parole verso Gianni, il suo silenzio sarebbe stato più apprezzato.

Centurio

*
Lazionetter
* 20.566
Registrato
Citazione di: Gio il 06 Ott 2010, 10:53
Molto condivido.
Qualcosa meno.
In particolare l'affermazione che Lotito sia condannato a vincere per ottenere consenso.

In questo senso Lotito è vittima delle aspettative da lui stesso create.
Se ci si presenta come l'inventore del calcio o quello che ha trovato la chiave di volta per vincere senza spendere o l'unico che capisce (io parlo di calcio voi di pallone ...), inutile poi sorprendersi delle reazioni se mancano i risultati.
Specie se, poi, le colpe per tale mancanza sono sempre degli altri. Dell'ambiente in particolare (che non ci capisce niente quando si vince e, poi, è il primo responsabile quando si perde).
Lo sforzo attuale di Lotito è tardivo, ma molto apprezzabile .
Ora far finta che non sia successo niente perchè Lotito è cambiato è impossibile, ma la direzione è giusta.
E l'atmosfera che si percepisce è quella di un cambiamernto in positivo di tutte le componenti.
L'essenziale è che la società prosegua su questa strada senza tentennamenti o passi indietro.
L'ambiente seguirà.

Io più volte in passato ho sostenuto che Lotito avrebbe dovuto fare il primo passo. L'ha fatto (anche più d'uno) e di questo gli va dato atto. Ora bisogna proseguire.
Questo può essere un grande anno davvero.

mi riconosco in questo post, quindi condivido.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

fish_mark

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.968
Registrato

Nel complimentarmi con l'ottimo editoriale del già con-direttore di una prestigiosa rivista degli anni 80 provo a fare qualche appunto.

Hai sottolineato come se il presidente dovesse "anche affermare in mondovisione che è stato lui ad aprire il mar rosso di fronte a mosè e il popolo eletto" non ti tangerebbe assolutamente.
A me la cosa - ma è una opinione assolutamente personale - darebbe non poco fastidio, perché il personaggio non è privo di coraggio in tal senso (i precedenti supportano questo mio timore) e perché poi una dichiarazione del genere sono sicuro turberebbe l'armonia di un intero ambiente, culminata nell'incredibile (ma mica tanto) primato in classifica.

Successivamente parli di una tua personificazione dell'attuale momento in Hernanes, non certo in Lotito. D'altronde, noti precisamente che la causa di questa sovrapposizione è proprio lui, e da lui fortissimamente voluta.
Qui sta il suo errore più grave di comunicazione: la ricerca spasmodica di stare sempre davanti alle telecamere e ai taccuini. L'ho visto all'opera dal vivo: accerchiato dal nugolo di cronisti e cameraman, se potesse ci rimarrebbe ore ed ore a parlare e parlare dell'universo mondo; non dà mai l'idea di volersene andare.
Un presidente di una società di calcio, peraltro importante come la Lazio, deve centellinare le sue dichiarazioni, deve rendere sempre più rare le sue apparizioni. I veri protagonisti devono essere i calciatori e al massimo il tecnico.
In questo senso, un grosso contributo alla contestazione è stato dato proprio da questa sovraesposizione che ha accentrato su di lui le attenzioni, benevole e spesso malevole, del mondo della comunicazione.
Spero che i suoi collaboratori lo abbiano convinto e in questo senso ho qualche speranza. Del resto, la soluzione di questi problemi è semplice semplice: vincere e saper vincere soprattutto.
Abbiamo già vinto con lui, ma non ha avuto l'intelligenza di conquistare definitivamente il campo. Aveva servito su un piatto la palla match, era sul 40-0, ma da lì cominciò a fare tutto quanto di più sbagliato si potesse fare.
Ricordo un altro presidente odiatissimo per molti, lunghi anni. Si chiamava Sensi Franco e per 7 anni gli si disse di tutto, a ragione e a torto: oggi è considerato (come è giusto) un padre della patria ma sbaragliò tutti definitivamente soltanto vincendo lo scudetto.

Historia se repetit? Oggi ho qualche speranza.


Gio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 10.857
Registrato
Citazione di: gesulio il 06 Ott 2010, 10:58
sì, ma infatti l'ho detto pure io, il concetto che esprimo è il medesimo.
la mia domanda semplice e diretta è: ma a te, con la Lazio prima in classifica, se Lotito afferma "sono stato io a inventare il fuoco, la routa, il computer e anche il calcio" oppure non dice nulla, che ti cambia? io questo non capisco.

Gesulio, non cambia molto.
A parte qualche considerazione sullo stile, sulla scaramanzia e sul buon gusto, ma queste sono cose personali e contano poco.
Però, e ribadisco il concetto, se poi,  quando le cose vanno male, la responsabilità è mia perchè fischio allo stadio o perchè non ci vado  (perdona la semplificazione), allora le parole contano tutte.
Perchè da chi ha inventato "la ruota ed il  computer" ci si aspettano spiegazioni e non giustificazioni.

Quindi ben venga il basso profilo in attesa del ritorno alla normalità


matador72

*
Lazionetter
* 13.140
Registrato
Citazione di: gesulio il 06 Ott 2010, 10:58
sì, ma infatti l'ho detto pure io, il concetto che esprimo è il medesimo.
la mia domanda semplice e diretta è: ma a te, con la Lazio prima in classifica, se Lotito afferma "sono stato io a inventare il fuoco, la routa, il computer e anche il calcio" oppure non dice nulla, che ti cambia? io questo non capisco.

Hai perfettamente ragione Gesulio, a me e a noi laziali non cambia nulla, il discorso cambia per l'esterno, per i non laziali.
Quando Lotito si presentava a i microfoni delle TV a me non dava fastidio, anzi trovavo che prendesse tutti per i fondelli senza che loro lo capissero, il prblema è iniziato quando in un vaneggiamento da onnipotente ha iniziato a sparare cavolate a destra e a manca.
In quel momento ho capito che alla prima avversita' il mondo dell'informazione, fatto da paraculi che si sentono dei padrieterni , e non solo l'informazione locale , l'avrebbe attaccato e attaccato pesantemente, e questo clima ostile si sarebbe riversato sulla squadra.
Cosa che è puntualmente avvenuta in piu' occasioni.
L'informazione sportiva in Italia è fatta per lo piu' da giornalisti che scartati da qualunque testata si mettono a scivere o parlare di calcio e spesso vogliono sentirsi dire quello che loro hanno in testa e mal sopportano le voci fuori dal coro.
Per far capire meglio questo ti cito un episodio avvenuto a SKY domenica pomeriggio con il mister del Cagliari BIsoli.
Lo incalzavano sulla questione Conti  Agostini non convocati per volere della societa' , si dice, alla terza volta in cui Bisoli ha risposto che lui parlava solo dei presenti e non degli assenti si è sentito un " si vabbè allora...." detto da Massimo Mauro e la D'amico ha frettolosamente slutato Bisoli, come a dire "se non riusciamo a fare un po di polemica che ci frega di Bisoli"

gesulio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 19.411
Registrato
Citazione di: fish_mark il 06 Ott 2010, 11:37

Abbiamo già vinto con lui, ma non ha avuto l'intelligenza di conquistare definitivamente il campo. Aveva servito su un piatto la palla match, era sul 40-0, ma da lì cominciò a fare tutto quanto di più sbagliato si potesse fare.

ecco, il punto è proprio questo: perché se lui FA qualcosa di sbagliato o di giusto, le critiche o i complimenti ci stanno.
ma quello che dice, può essere di cattivo gusto, o del tutto scollegato dalla realtà, quello che dice può dipingerlo come arrogante, sbruffone, invadente, tutto quello che vi pare.
ma non cambia niente di fronte a quello che fa, sia esso giusto o sbagliato.
la sovraesposizione l'ha voluta lui, d'accordo.
ma il nostro ambiente l'ha accettata, ciascuno di noi, ingigantendo sempre i suoi eccessi e rendendoli molto più macroscopici delle sue opere.
parlando di lui per come appare, ci distoglie inevitabilmente da quello che dovrebbe essere il cuore del problema, o il massimo interesse, per un tifoso: e cioè quello che fa.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

fish_mark

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 15.968
Registrato
Citazione di: gesulio il 06 Ott 2010, 11:46
ecco, il punto è proprio questo: perché se lui FA qualcosa di sbagliato o di giusto, le critiche o i complimenti ci stanno.
ma quello che dice, può essere di cattivo gusto, o del tutto scollegato dalla realtà, quello che dice può dipingerlo come arrogante, sbruffone, invadente, tutto quello che vi pare.
ma non cambia niente di fronte a quello che fa, sia esso giusto o sbagliato.
la sovraesposizione l'ha voluta lui, d'accordo.
ma il nostro ambiente l'ha accettata, ciascuno di noi, ingigantendo sempre i suoi eccessi e rendendoli molto più macroscopici delle sue opere.
parlando di lui per come appare, ci distoglie inevitabilmente da quello che dovrebbe essere il cuore del problema, o il massimo interesse, per un tifoso: e cioè quello che fa.

Infatti, io personalmente ho chiesto a più non posso il suo allontanamento mica per l'accostamento di cravatte sbagliato oppure perché aveva risposto in modo non urbano ma per quanto faceva.
Guarda quest'anno: ha fatto una campagna acquisti azzeccata ma normale - si vende e si acquista -, non si è incaponito fino allo stremo in stupide contese dove aveva tutto da perdere (ha rinnovato Ledesma per dire, anche se rimane la querelle Manfredini, roba di poco conto però) e in ogni caso, ha dato autonomia a Tare nel condurre il mercato.
Risultato? Primi. E' un caso? Credo proprio di no, come sono convinto che molte delle critiche gli siano arrivate e finalmente ne abbia fatto tesoro.

Bianchina

*
Lazionetter
* 15.809
Registrato
Lotito non e' solo il presidente della Lazio.
Ne e' anche il proprietario.
Ed essere il proprietario di un'entita' cosi' emozionale come una squadra di calcio, che i tifosi sentono "loro", a volte piu' della famiglia, della citta' e della patria, se non sei piu' che bravo e rispettoso dell'anomalia, e, soprattutto, se non appaghi i sogni di primato, e' difficilissimo.
Deve essere per questo che le "grandi" hanno da tempo scisso la proprieta' della societa' dalla gestione.
Per dire: un milanista rifondarolo puo' essere rimasto tifoso malgrado berlusconi: a far da alibi e cuscinetto c'e' galliani. E ai tempi di Cragnotti? lo sapevamo tutti che la fattucchiera ballava sul filo. Ma in fondo che ce ne importava? C'era Zoff. E' stato l'avvento della "famiglia" e della gestione familistica ad accelerare la fine.
Non e' un caso se i presidenti piu' antipatici, piu' visceralmente odiati o amati, piu' contestati, sono proprio quelli che identificano la loro persona con la societa'.
Se tu, presidente padrone, non mi fai mai dimenticare  che la squadra e' tua, io, da tifosa, mi sento espropriata di una parte di me. E sogno il giorno in cui potro' buttarti fuori.
A meno che tu non mi appaghi. Come un arabo, un russo, un berlusconi. A meno che tu non mi faccia vincere tutto. pecunia non olet e non olent coppe e scudetti.

Minimoog

*
Lazionetter
* 893
Registrato
Citazione di: gesulio il 06 Ott 2010, 10:38
approfittando della settimana di pausa del campionato, apro questo topic di riflessione su alcuni argomenti molto
ecco, io questa cosa non la capisco. cioè, capisco le critiche sulla gestione del calciomercato, sui casi pandev e ledesma, su ballardini, su come ha affrontato il post preliminare di CL e le mille altre critiche che da sempre si sono abbattute su di lui.
non capisco quando ci si sofferma su quello che dice o non dice, come in questo periodo, in cui la scelta del basso profilo è apprezzatissima.
come se davvero la percezione soggettiva della propria Lazio sia in primis legata alla figura di Lotito.
voglio dire, se proprio devo "personificare" la mia intima immagine di Lazio attuale  me vie' subito in mente Hernanes, non certo Lotito.



Io personalmente in questo momento immagino la Lazio e penso ad Hernanes, non certo a Lotito. Finalmente direi, perchè doveva essere così da tempo.

In un altro topic, prima di questi raggi di sole, affermavo che in tutte le epoche il tifoso ha associato la squadra all'immagine di un giocatore simbolo, e che solo di questa il simbolo non esisteva, se non il suo presidente; il presidente scalda le folle? Fa i colpi di tacco? Segna sotto l'incrocio dei pali? No, e nel bene o nel male questo processo di personificazione Lazio=Lotito, con tutte le vicissitudini e gli eccessi, si è rivelato perdente; il disamore dei tifosi (e parlo di me come di altre migliaia e migliaia di innamorati biancocelesti disinteressati, non certo degli irriducibili o degli amici loro..) è stato il risultato più tangibile di questa politica.
Forse oggi Lotito ha capito lo sbaglio, o forse qualcuno gliel'ha fatto notare: sta di fatto che ora nella Lazio gioca un grande giocatore, che forse diventerà un campione. Si chiama Hernanes e fa cantare la palla, ruba l'occhio e fa sognare i tifosi, che finalmente ricominciano a parlare di azioni di gioco meravigliose e di calcio giocato in generale, e (spero) non più di buie vertenze giudiziarie contro i giocatori o di tristi meccanismi extra-calcistici.

In questo momento più Lotito tace, meglio è; l'attenzione vada sulla squadra, su Floccari che svaria e Mauri che si inserisce. Se si vuole ripartire, si riparte da qui.

gesulio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 19.411
Registrato
Citazione di: Bianchina il 06 Ott 2010, 11:53
Lotito non e' solo il presidente della Lazio.
Ne e' anche il proprietario.
Ed essere il proprietario di un'entita' cosi' emozionale come una squadra di calcio, che i tifosi sentono "loro", a volte piu' della famiglia, della citta' e della patria, se non sei piu' che bravo e rispettoso dell'anomalia, e, soprattutto, se non appaghi i sogni di primato, e' difficilissimo.
Deve essere per questo che le "grandi" hanno da tempo scisso la proprieta' della societa' dalla gestione.
Per dire: un milanista rifondarolo puo' essere rimasto tifoso malgrado berlusconi: a far da alibi e cuscinetto c'e' galliani. E ai tempi di Cragnotti? lo sapevamo tutti che la fattucchiera ballava sul filo. Ma in fondo che ce ne importava? C'era Zoff. E' stato l'avvento della "famiglia" e della gestione familistica ad accelerare la fine.
Non e' un caso se i presidenti piu' antipatici, piu' visceralmente odiati o amati, piu' contestati, sono proprio quelli che identificano la loro persona con la societa'.
Se tu, presidente padrone, non mi fai mai dimenticare  che la squadra e' tua, io, da tifosa, mi sento espropriata di una parte di me. E sogno il giorno in cui potro' buttarti fuori.
A meno che tu non mi appaghi. Come un arabo, un russo, un berlusconi. A meno che tu non mi faccia vincere tutto. pecunia non olet e non olent coppe e scudetti.

la figura cuscinetto come la chiami tu, quella che scinde nell'immaginario del tifoso la società dalla proprietà, funziona poco e niente, invece. guarda per esempio le contestazioni feroci a Berlusconi, e non Galliani, che si sono succedute in questi mesi prima dell'acquisto di Ibra e Robinho.

ogni squadra di un certo livello ha un personaggio di riferimento che coincide con la proprietà stessa, non riesco a ricordare un solo esempio in cui a fronte di problemi di classifica, si siano verificate contestazioni cruente ai direttori sportivi o a figure dirigenziali che non corrispondessero a quella detentrice la proprietà.
se l'inter vince o perde, la responsabilità è di moratti, non oriali. se la roma vince o perde, c'è la sensi in testa ai tifosi, non pradè. zamparini, non sabatini. e così via.
è così dappertutto, la Lazio di Lotito non costituisce alcuna anomalia.

dipingere come "fatto nuovo" la gestione familistica delle società di calcio che di conseguenza innesca nel tifoso un meccanismo di "espropriazione percepita" secondo me è anacronistico e non centra il problema.
è impossibile che il tifoso attuale ignori il fatto che la sua squadra, materialmente, è di un altro. consciamente o inconsciamente il tifoso lo sa che è così.

il problema Lotito a me sembra soltanto un problema di immagine sovrapposta, una dinamica che sicuramente Lotito ha favorito, con il suo modo di "comunicare" sempre molto estremo. ma che non ci ha imposto nessuno se non noi stessi.

alteadler

*
Lazionetter
* 3.055
Registrato
Mi piace discutere con gente come voi, che cerca di approfondire i problemi senza preconcetti e senza astio.
Dett questo, trovo che Bianchina abbia ragioni da vendere: il problema è nato quando Lotito - dopo l'acquisizione e la ricerca di facili consensi (Di Canio, la chiamata all'agenzia delle entrate, il "Duce-Duce" intonato dagli IRR in quel di Bologna, sic! :() ha cominciato a usare l'"io" al posto del "noi". Sicuro di essere dalla parte della ragione - e magari lo era pure... - il nostro ha preso a strologare in italiano e latinorum per convincere il bobolo che solo lui vedeva chiaro.

Lo puoi anche fare, è evidente. Ma sai quanto gliene frega a gran parte della tifoseria che stai a risanà i conti se poi la squadra sul campo soffre, se riesci a farti scappare Pandev a zero euri, se mandi Ledesma ai lavori forzati e se nel momento del successo maggiore (vedi traguardo Champions) compri un due di coppe e non un fante di bastoni....

Dice: evvabbè, ma che vuoi da certa gentaccia! Io nulla. Capisco però che il tifo (che è una malattia difficile da curare) non è che lo mantieni spalmando l'ingaggio di Manfredini - dico per dire - o con l'acquisto di Vignaroli!!!!

Ora, vuoi per esperienza o per una serie di congiunzioni astrali (c'è la teoria dei decenni che andrebbe approfondita  ;) e lo dico per chi mi capisce....) Lotito ha ingranato finalmente la marcia giusta. Qualcuno non ci crede e giura che ricadrà nel solito vecchio clichè. Io, pragmatico come sono, gli mando un applauso e mi congratulo con lui. What else?

gesulio

Sostenitore
*****
Lazionetter
* 19.411
Registrato
gli eccessi "comunicativi" di Lotito li conosciamo tutti, e credo diamo tutti per scontato che questo tipo di sovrapposizione sia stata da lui innescata attraverso i suoi comportamenti.
è indubbio poi che in caso di stagioni deludenti o disastrose, la contestazione ci sta tutta, così come avviene in ogni società d'Italia, in cui a fronte di risultati negativi si contesta innanzitutto la proprietà e non la dirigenza.

quello che a me sorprende della nostra situazione è la reazione a risultati positivi: in questo momenti mostriamo grande approvazione per l'operato della proprietà non solo perché siamo primi da soli ma anche perché "Lotito sta zitto".
se Lotito invece avesse cominciato a sparare le sue solite spacconate, magari in latino, sono sicuro che il giudizio sarebbe stato del tutto differente, così come lo è stato tutte le volte in cui la Lazio andava bene e Lotito sbruffoneggiava davanti le telecamere e i taccuini.
mentre credo che per gli interisti, tanto per fare un esempio, poco sarebbe cambiato alla fine della stagione appena conclusa, se Moratti invece di starsene tranquillo e signorile come ha fatto, avesse preso e cominciato a pontificare con aria da messia appena sceso dalla croce.

Contenuto sponsorizzato
Acquistando tramite questo link contribuisci a sostenere il nostro sito, senza costi aggiuntivi per te.

Bianchina

*
Lazionetter
* 15.809
Registrato
Citazione di: Bianchina il 06 Ott 2010, 11:53

Ed essere il proprietario di un'entita' cosi' emozionale come una squadra di calcio, che i tifosi sentono "loro", a volte piu' della famiglia, della citta' e della patria, se non sei piu' che bravo e rispettoso dell'anomalia, e, soprattutto, se non appaghi i sogni di primato, e' difficilissimo.

Se tu, presidente padrone, non mi fai mai dimenticare  che la squadra e' tua, io, da tifosa, mi sento espropriata di una parte di me. E sogno il giorno in cui potro' buttarti fuori.
A meno che tu non mi appaghi. Come un arabo, un russo, un berlusconi. A meno che tu non mi faccia vincere tutto. pecunia non olet e non olent coppe e scudetti.

perdona, Gesulio, ma a me sembra che diciamo la stessa cosa.
Imporre la propria personalita' debordante, il proprio marchio a un'emozione centenaria dalle mille sfaccettature e' difficile e molto molto rischioso perche' ti costringe a una continua verifica e nel calcio le verifiche corrispondono ai risultati.
E comunque leggete quest'intervista uscita ieri sull'Unita'. L'uso insistito del pronome "noi" - come scrive Alteadler - e' un'assoluta novita'. Bene cosi' (a parte la classifica)

http://www.unita.it/news/104264/nessuna_rivincita_mi_baso_solo_sulla_logica_di_bacone

Yanez_de_Gomera

*
Lazionetter
* 3.072
Registrato
Se il nostro presidente afferma di essere Mosè e la Lazio é prima in classifica, a me sinceramente interessa solo la Lazio prima in classifica. La storia della serie A (specie se andiamo un po' indietro con la memoria....) é piena di presidenti Mosè, Isaia, Geremia, Elìa, Ezechiele (anche lupo), Star-Trek, Godzilla, Nembo-Kid e chi più ne ha più ne metta.
C'é però un altro problema, che é più tipico di questa fase (diciamo così) storica. Oggi l'industria calcio in Italia vive praticamente grazie ai soldi delle tv, le quali vivono grazie ai soldi degli sponsor. Del resto, se qui da noi un cretino isterico come CheccoTotti diventa il simbolo mediatico del calcio pulito e lui viene ricoperto d'oro insieme a tutta quella banda di rifiuti tossici ambulanti che gli zompettano accanto, é evidente che qualche cosa di strano c'é.
Personalmente, é un meccanismo che mi fa schifo, ma le cose stanno così, che ci piaccia o no. Per cui, o ci si ritira in uno sdegnoso isolamento e ci si dedica ad attrezzare la squadra del Monte Athos, oppure si resta in Italia e si fanno i conti con la realtà, cercando di navigarci dentro senza esserne stritolati e senza veder vanificato da un cattivo spot pubblicitario tutto il buon lavoro che (magari) viene fatto.
Ecco, a me sembra che Lotito in quest'ultimo periodo stia diventando più attento a questo aspetto del problema, che poi é una forma di tutela dei suoi stessi investimenti nel mondo del calcio. Per questo ho fiducia che il presidente continuerà sulla strada intrapresa, che é la strada della cura dell'immagine sua e della sua Lazio. Se vuoi "vincere", in questo calcio italiano finto, taroccato e farlocco, devi costruirti un'immagine (o la devi cotruire intorno alla tua azienda) positiva, accattivante, mediaticamente vincente. Se la Lazio diventa un bel prodotto da vendere sui mass media (e qui l'idea dell'aquila che vola é stata geniale), vedrai che arrivano miracolosamente i sorrisi, i riconoscimenti, gli inviti, gli elogi dei commentatori prezzolati sui network nazionali, che sono quelli che contano veramente, altro che le tv locali e... volete che vi dica che cosa penso a proposito degli arbitraggi e della famosa "fortuna" nelle decisioni arbitrali che alla fine del campionato sempre si compensa ?

Discussione precedente - Discussione successiva