Risposta all'articolo apparso sul sito internet "IlTempo.it"
Fonte: Roberto Arduini [...]
"Vanno capiti, sono gente di campagna", esordisce Giuseppe Sanzotta sul sito internet di uno dei più importanti quotidiani della capitale facendo riferimento ai tifosi della Lazio. Ora, chi vi scrive è nato e cresciuto a Roma, città eterna in cui il più bel gioco del mondo è arrivato grazie a Luigi Bigiarelli e ai suoi nove valorsi amici che decisero, il 9 gennaio 1900, di dar vita alla Società Sportiva Lazio, prima squadra della Capitale, polisportiva più grande d'Europa.
Ci preme però sapere cosa intende il Dottor Sanzotta con "Gente di campagna". Questa espressione ci sembra avere un tono vagamente dispregiativo: c'è forse qualche problema, eventualmente, ad esser nati in campagna? Chi è venuto al mondo in Sabina o nella Tuscia, tanto per fare un esempio, ha forse qualche dote intellettiva in meno rispetto a chi è nato a Via del Corso o a Piazzale Flaminio? Se il riferimento non aveva tenendeze discriminanti, ci potrebbe spiegare, il Dottor Sanzotta, perchè chi è nato in campagna andrebbe capito?
Proseguendo, l'estensore del pezzo scrive che la città di Roma sarebbe nata per merito di una lupa che allattò Romolo e Remo, affermando che questa sarebbe storia. Ma stiamo scherzando? Un giornalista di un quotidiano così autorevole, non è forse in grado di distinguere cosa differenzia la STORIA dalla LEGGENDA? Il Sanzotta afferma che senza la lupa, ci sarebbero stati solamente dei pastori "Pecorino e Caciotte", quelli sì Laziali. Che vuole dire? Anche qui notiamo un qualcosa di vagamente sprezzante verso chi, nel Lazio come altrove, al di là della propria fede sportiva, si è guadagnato, si guadagna e si guadagnerà da vivere facendo il pastore, lavoro umile ma onesto, che non comporta alcun tipo di danno verso il prossimo, anzi.
Di difficile comprensione, a nostro avviso, è anche il riferimento che nell'ultimo versetto dell'articolo il Sanzotta fa a Lobont, portiere della Roma, considerato come "un rumeno strappato agli stabili Iacp in cui avrebbe fatto meglio". Cosa vuol dire? Detto che l'Iacp non esiste più, e che è stato da un pezzo sostituito dall'Ater, ci piacerebbe capire che tipo di senso e di fine ha l'accostamento.
Discutibile è anche l'affermazione "Il cuore della capitale è a Trastevere o a Testaccio, lì sì i laziali sono extracomunitari". Primo: di Laziali è piano sia a Trastevere che a Testaccio, così come è pieno nel quartiere Salario, ai Parioli, e in molte altre zone di Roma, senza dover per forza far distinzione tra centro e periferia (perchè le possibilità economiche non devono e non dovranno mai stabilire il valore o la credibilità di una persona). Secondo: la città di Roma è piena di extracomunitari che lavorano, pagano le tasse, si sono integrati ed hanno preso a cuore le sorti di una delle due squadre capitoline. Che male c'è in questo, dottor Sanzotta?