Cosmo nel suo Fondo delle 12.14 ha provato a individuare una exit strategy per lui e anche per noi che si può sintetizzare in Politica, stadio, vendita.
La prima - la politica - è da tempo fuori dall'ordine del giorno, visto che i tentativi (forse fantomatici) non sono si sono trasformati in atti concreti come la presentazione del nostro in una lista elettorale, segno che il personaggio non è semplicemente inviso a gran parte della tifoseria, ha proprio scarso appeal (dalle comparsate da Santoro e Domenica In non va più in là dal confronto diretto con Mauro). Insomma, voleva e poteva essere "er Berlusconi de noantri", il personaggio capace di risolvere il problema dell'Alitalia e la moralità dei c.d. magnager. In realtà, siamo proprio lontani da quel modello inarrivabile che esprimeva se non altro un campione di imprenditore, pieno di successo, di glamour e di sorrisi.
La seconda, obiettivo storico e mission ancillare ma strategica all'entrata a Formello, è impraticabile per motivi tecnici, politici e finanziari arcinoti senza che da un lato sia mai stata pubblicizzata nella sua organicità, né d'altro lato abbia mai coinvolto una parte seppur minima di opinione pubblica, tifosa o meno.
La più praticabile, anzi l'unica sostenibile è l'ultima, vale a di re la vendita della società in maniera tale da monetizzare il lavoro di un decennio.
Rimarrebbe l'alternativa del rilancio, ossia di provare ad allestire una squadra competitiva per il vertice, accompagnata dall'eclissi pressoché totale della sua proiezione mediatica, ma è uno scenario difficilmente praticabile.