Mai come oggi mi sento in sintonia con così tanti netters.
La crua realtà è che ad andare allo stadio a tifare a prescindere siamo rimasti veramente in pochi. L'ultima volta che ho visto lo stadio pieno di entusiasmo in campionato è stata nella partita con l'Inda rubataci dall'[...] arbitraggio di Massa. Quella Lazio di Pioli, sbarazzina ed audace, con quello straripante FA, aveva nuovamente fatto innamorare tanti laziali, li aveva strappati al divano e alle passeggiate domenicali facendogli tornare la voglia di parcheggiare a 3 km. di distanza, di fare la fila ai tornelli, di farsi palpeggiare dagli steward, di pisciare nei cessi zozzi e di immaginare la partita dagli spalti dell'Olimpico. Ma quei tifosi andavano coccolati, corteggiati, ammaliati ed invece quell'estate Lotito & Tare hanno lanciato l'ennesimo messaggio di indifferenza rispetto alla pancia della gente.
Ed il risultato è sotto gli occhi di tutti. Come dicevo, siamo rimasti in pochi, ogni domenica qualcuno in meno. Non serve neanche più regalare i biglietti: il tifoso non si sente più attratto, non si sente più così innamorato della lazio al punto da fare sacrifici per lei. Si è scelta la comodità di casa, l'economicità dell'abbonamento televisivo, la libertà di poter cambiare canale se la partita annoia o se dopo 15 minuti si è già sotto di due gol.
Allo stadio siamo rimasti soli, quegli 11 ragazzi con la maglia biancazzurra e noi pochi malati di Lazio.
Ecco qual'è la vera colpa di Lotito: quella di non aver saputo mai parlare alla pancia del tifoso, quella di aver pensato solo allo scudetto del bilancio fregandosene della passione, dell'amore e di tutta quella magia che porta un essere senziente a scegliere masochisticamente i disagi dello stadio rispetto alla comodità del divano e del superHD.
Ecco qual'è l'aurea mediocritas a cui ci ha condannato l'Ebenezer Scrooge del calcio italiano: ha inaridito la sorgente della passione e dell'amore ed ha inculcato nell'animo del tifoso la certezza che le sorti della sua squadra non dipendono più dal suo tifo e che, per quanto un tifoso possa fare, la Lazio sarà sempre quella, una squadra da quarto/quinto posto nelle annate positive e da settimo/ottavo posto in quelle negative.
Il rapporto tifoso/squadra è una magia simbiotica, molto simile a quella che esiste tra due innamorati: quando quella magia si rompe, tutto diventa freddo, banale.
Ecco perchè continuo a chiedere a questa società un gesto d'amore, qualcosa di irragionevole, qualcosa che faccia comprendere ai tanti tifosi addivanati che si vuole cambiare, che ci si vuole provare.