Stamattina faccio fatica a leggere i commenti. La delusione è stata forte, ho bisogno di sfogarmi un po' anch'io. Non sono ancora in grado di dialogare. Chiedo scusa quindi se entro nel topic senza leggere gli altri interventi.
Secondo me ieri ce la siamo fatta sotto. Questa squadra ha poca personalità. La cosa che mi ha stupito di più, nelle due partite con il Bayer, è che i nostri uomini di solito più presenti atleticamente (Basta, Parolo) sono stati tritati. Sto parlando di due giocatori a cui voglio bene e che l'anno scorso sono stati tra i migliori. Ieri, anche per merito degli avversari, sono sembrati due giocatori normali, se non di livello inferiore. Ma sono ingiusto, la partita di ieri non te la fanno vincere Basta e Parolo.
La Lazio in Italia gioca a ritmo alto, pressa, attacca con tanti giocatori: insomma, quello che ha fatto il Bayer nelle due partite, ma a una velocità superiore. Perché? Era impossibile fare il nostro solito gioco contro di loro? Sono dei fenomeni? A me non sembra. Sono bravi, sicuramente, e anche loro sono allenati bene. Però andando a memoria noi (intendo le squadre italiane) con i tedeschi o gli inglesi spesso abbiamo sofferto, siamo stati messi sotto fisicamente, sì, però poi li abbiamo sempre o quasi sempre fregati con le nostre qualità tecniche, con la nostra capacità di interpretare le situazioni di una partita. La Lazio questo non lo sa fare. Quando l'avversario la blocca, lei sbatte contro il muro. Non possiamo accettare la lotta con chi arriva sulla palla sempre prima di noi. Dobbiamo imparare ad abbassare il ritmo, a gestire la palla. Ieri, siccome loro ci pressavano bene, abbiamo pensato di verticalizzare subito, di anticipare il gioco. Scelta per me suicida e poco intelligente.
In effetti Pioli ha provato a giocarla diversamente. Per un po' ha funzionato, poi dopo la dormita di de Vrij ci siamo sbracati. Avevamo un solo modo per provare a fare gol, Keita che approfitta di qualche errore dei difensori: troppo poco. Nel secondo tempo loro si sono organizzati, e noi non l'abbiamo capito.
Attenuanti ce ne sono: l'assenza di Biglia, il rigore su Keita. Sì, poteva andare diversamente. Non è successo.
La delusione è forte. Non sono tra quelli che pensano che il vero calcio si giochi solo in Champions League. Sono troppo vdm dentro. Però sono preoccupato perché la squadra aveva investito molto su questo passaggio del turno, investito non soldi ma aspettative. Ci tenevano, per alcuni era un mantra. Ecco, la paura è che la squadra, svanito l'obiettivo che le dava una forte motivazione, possa sgonfiarsi.
I giocatori hanno bisogno di aiuto, di nuovi stimoli che li facciano correre come l'anno scorso o se possibile di più. Anche qui, penso che comprare nuovi giocatori spesso sia controproducente. Stavolta no. Servono giocatori forti (non Matri, per intenderci, che è buono ma non eccita nessuno tranne la moglie). È il momento di rilanciare. Lotito caccia li sordi adesso è una frase opportuna. Bisogna far capire ai nostri giocatori che quest'anno invece di arrivare terzi vogliamo arrivare secondi. Questo sì che sarebbe uno stimolo. C'è poco da fare, l'anno scorso si erano create le condizioni per fare un grande campionato: avevamo fame, venivamo da un anno balordo. Quest'anno invece, svanita la Champions, per quale motivo i nostri dovrebbero dare di più, per arrivare (se tutto va bene) di nuovo terzi? No, dobbiamo puntare più in alto, solo così forse riusciremo a ripeterci.
È una questione oserei dire sessuale. L'eccitamento non lo puoi pianificare, non puoi dire "adesso mi eccito", non funziona così. I giocatori della Lazio, per eccitarsi, per dare di più, devono avere un obiettivo grande. Terzi già ci sono arrivati, sarebbe la normalità, sesso coniugale.
Non lasciamo la squadra in balia dei "se": se Gentiletti è forte davvero, se Milinkovic è pronto, se Klose sta bene, se Patric è più forte di Cavanda, se Radu sta bene fisicamente, se Felipe Anderson si migliorerà, se Keita finalmente diventa un giocatore vero. Questi "se" rischiano di diventare degli alibi. Prendiamo due terzini forti, o uno ambidestro, un vice Biglia e un centravanti forte. Poi ne riparliamo.