Supponenza, supponenza, supponenza. A ogni livello.
Si pensava che fare la stagione col mistero di pulcinella del rinnovo dell'allenatore, cogli acquisti fatti arrivare dopo tre partite dall'inizio del campionato, con ruoli chiave in cui ti ostini a far giocare i senatori, con la genialata di spendere tutto il tuo budget per prendere la riserva della scarpa d'oro, con una qualificazione agli ottavi di champions fatta passare come un trofeo, fosse tutto gratis. Tutto normale.
L'unico incazzato sembra il presidente. Per il mister la prestazione è molto buona e siamo tanto stanchi. Per il ds ci vuole equilibrio e abbiamo raggiunto l'obiettivo. Per LA e Acerbi, la Lazio è una società di peracottari che fa finta di essere diventati ricchi. E intanto in campo la gente inizia a mandarsi a fanculo.
Triste spettacolo, ma i segnali sono sempre stati tutti dello stesso tenore a partire da luglio.