Nella situazione in cui ci troviamo, sarebbe di buon auspicio riazzerare tutto, mettere da parte le rivincite personali, i dogmi, e i partiti presi.
Il 6 gennaio ricomincia un altro campionato e ogni retaggio sarebbe destabilizzante. Ognuno di noi ha in mente un modello di Lazio, è sempre stato così.
Quel presidente, quell'allenatore, quella squadra. Quella Lazio e basta. E' normale.
Quello che non è più normale è la reazione individuale e collettiva contro il non verificarsi di questo modello che tutti noi abbiamo in mente.
Reazioni esagerate, secondo me. Andare a rivangare risultati, medie gol, derby vinti e persi:mi chiedo che senso abbia.
C'è un errore di base: molti tifosi sembrano tifare per se stessi e per le proprie ragioni da avvalorare, mettendo la Lazio in secondo piano.
Lo so, la mia è saggezza retorica, però siamo da tempo scivolati nel burrone dell'ossessione. Almeno questa è l'impressione che diamo, dentro e fuori.
Qualsiasi allenatore fosse arrivato, qualcuno avrebbe trovato modo di protestare, accanendosi con la bava alla bocca, contro questo e contro quell'altro.
Boh.
A me interessa fare un passo alla volta, recuperare un po' di compattezza, incamerare punti.
Nel calcio ciò che è assolutamente vero oggi, domani sarà falso. E viceversa.
Take it easy!