Sul nuovo acquisto biancoceleste Lorik Cana, dopo la prestazione di ieri in terra elvetica, si è sollevato un coro di critiche e di dubbi sull'effettivo valore del calciatore. Già durante la preparazione estiva, aveva fatto discutere una polemica implicita tra il Tare e Reja dove, mentre il ds ne pubblicizzava la duttilità tattica, il goriziano lo etichettava come doppione di Ledesma e Matuzalem, nonostante fosse stato acquistato come possibile erede di Brocchi.
Alla luce delle prestazioni poco convincenti del mediano albanese, seppur con le dovute attenuanti relative al poco utilizzo, abbiamo contattato in esclusiva il suo ex procuratore, Claudio De Nicola, che il giocatore lo conosce bene e commenta così le recenti critiche: "Conosco bene il calciatore e sinceramente ritengo non sia utilizzato nelle posizioni a lui congeniali, nè credo possa adattarsi al gioco di mister Reja nel ruolo di centrocampista, in una squadra che tende a costruire, ricca di ottimi palleggiatori".
Può spiegarci meglio?
"Lui è un giocatore che fa della forza fisica e dell'agonismo le sue doti migliori, per questo si adattava benissimo ad un calcio come quello turco, dove sono più permissivi su un certo tipo di interventi. Certe caratteristiche possono essere esaltate solo in squadre che applicano una diversa filosofia di gioco, maggiormente improntate alla battaglia e non a proporre continuamente gioco".
Reja ha precedentemente dichiarato che, per caratteristiche, Cana non può considerato una centrocampista alla Brocchi, bensì alla Ledesma, ma con meno attitudine alla regia. Concorda?
"Assolutamente si, sono daccor con mister Reja. Non ha il passo della mezz'ala, ne i piedi adatti per fare il regista. Potrebbe agire al fianco di un centrocampista alla Matuzalem, ma non in un campionato come quello italiano, che viaggia su ritmi di gioco elevatissimi".
Quindi il giocatore non è adatto al nostro campionato?
"Non proprio. Quando presi il mandato per il giocatore in Italia, lo presi per proporlo come difensore centrale, ruolo che occupa stabilmente in nazionale da quasi tre anni e che interpreta con grinta e personalità. Lo paragonerei a uno come Portanova, che potrebbe fare molto bene in una realtà come quella del difensore romano".
Eppure la Lazio lo ha pagato quasi come un top player, non potrebbe quindi esprimarsi come tale nel ruolo di centrale difensivo?
"Con il lavoro e l'applicazione potrebbe diventare una buona alternativa in difesa, per una squadra del calibro della Lazio, ma a patto che giochi al fianco di un difensore bravo con i piedi, come ad esempio Dias o Radu."
Francesco Pagliaro - [...]