io rimango ancorato alle dichiarazioni di Mauri, dei suoi legali e di Brocchi di venerdì scorso....
I due giocatori della Lazio protagonisti di due lunghe audizioni in Procura federale per Lecce-Lazio e Lazio-Genoa
E Brocchi tranquillizza i tifosi: «Non dovete mai dubitare di me»
ROMA – Per una questione di minuti, appena un paio, il grande accusatore e uno dei suoi bersagli?? non si sono incontrati davanti al portone di via Po che porta agli uffici della Procura Federale. Sì, perché Stefano Mauri è stato il primo ad arrivare, intorno alle 9.24, due minuti prima di Gervasoni. Sorridente, Mauri, nonostante la lettura mattutina degli stralci dell'interrogatorio cremonese di Gerva??, quello datato 12 marzo, nel quale il nuovo pentito del calcioscommesse tira in ballo il fantasista laziale per due partite, Lazio-Genoa e Lecce-Lazio. Quel sorriso non svanisce neanche dopo tre ore e mezza di audizione, con le sue parole incrociate in tempo reale con quelle di Gervasoni. «Sono sereno e tranquillo, non posso parlare perché cè la giustizia sportiva all'opera. E durato tanto l'interrogatorio perché ci sono state tante domande, io sono tranquillo» , spiega Mauri. Più tardi, attraverso il suo sito ufficiale, il trequartista biancoceleste ha voluto rassicurare ulteriormente i tifosi: «Ho la massima fiducia negli organismi federali. Tutto l'incontro si è tenuto in un clima assolutamente disteso e spero che la vicenda venga definita e chiusa al più presto. Ci tengo a ringraziare tutti i tifosi che in questi giorni mi sono stati vicino... Grazie per tutto l'affetto e la carica che mi trasmettete» . I suoi legali, gli avvocati Melandri e Buceti, si dicono soddisfatti: «Non cè stato alcun confronto diretto con Gervasoni. Non sono state fatte contestazioni, cè stata un illustrazione spontanea della vicenda. Il colloquio è durato tanto perché abbiamo voluto chiarire tutti gli aspetti. Confidiamo in una rapida definizione della vicenda e nell'archiviazione» . Per i suoi legali, dunque, Mauri ha dimostrato «l'estraneità assoluta» alla vicenda.
BROCCHI REPLICA – Con gli 007 di Palazzi ha parlato per oltre quattro ore ma all'uscita Cristian Brocchi dà la sensazione di voler proseguire anche davanti ai microfoni. «Ma è meglio che io non parli, altrimenti potrei dire cose sconvenienti...» , chiosa il centrocampista biancoceleste. Che manda però un messaggio al popolo laziale: «I tifosi non devono mai dubitare di me» . Ad accompagnarlo cè l'avvocato Dania Manti, ex vice questore aggiunto di Roma in servizio presso la Mobile. Tocca a lei interpretare lo stato d'animo di Brocchi: «L'audizione è durata tanto perché abbiamo avuto un piccolo problema tecnico finale, sè rotta la stampante... Abbiamo definitivamente chiarito la nostra posizione. Siamo molto soddisfatti. Cristian ci ha tenuto tantissimo a chiarire questa situazione perché è un ragazzo dedito allo sport. Ama il calcio, è una figura specchiata, è unicona per la gioventù, quindi desiderava uscirne, dimostrare la sua estraneità ai fatti e la sua innocenza» . Nessuna parola su Gervasoni.