penso che ci siano due elementi dai quali è bene liberare al più presto questa nostra riflessione sulla difesa della Lazio. due elimenti che rischiano di dare al nostro lavoro il segno inequivocabile della subalternità. e dunque della sconfitta
in primo luogo, capita sempre più spesso di leggere, in questo e in altri topic, un accostamento tra esiti del calciomercato di gennaio della Lazio e sviluppi delle indagini sul calcioscommesse. la teoria, presente anche in topic di grande assennatezza, se capisco bene dice pressapoco così: la Lazio ha deciso di non operare sul mercato perché le penalizzazioni che la attendono renderebbero vano ogni suo sforzo economico. teoria, a mio parere, strampalata quanto altre mai. anzitutto perché il mercato di gennaio della Lazio non ha alcun bisogno di essere spiegato attraverso logiche esterne (discutere del tema mercato sarebbe di grande interesse, certo però non rincorrendo gli starnazzi dei mille circoli pickwick che animano la comunicazione biancoceleste: tornerà il tempo della ragione e allora ragioneremo), ma ancor più perché tale teoria dimostra una non comprensione assoluta del "modus operandi" del presidente della Lazio. che non è mai di passiva accettazione delle decisione altrui, che cerca lo scontro piuttosto che evitarlo , che nella contrapposizione trova alimento piuttosto che abulia. di fronte alla volontà di punire ingiustamente la Lazio, la scelta sarebbe stata sicuramente quella di accelerare invece di ritardare i programmi di rafforzamento
in secondo luogo, davvero sembra a me incomprensibile questo restare appesi, attoniti quasi, di fronte all cosiddette voci che girano nelle redazioni di questo o quel giornale, di questa o quella redazione radiotelevisiva. sia chiaro: queste voci per noi non debbono avere alcun peso. semplicemente per noi queste voci non debbono esistere. qui siamo di fronte a una inchiesta che, a detta degli stessi procuratori, è ancora lunga, molto lunga. e che si presenta ancora molto difficile, molto complessa. è con questa che noi dobbiamo misurarci, con le carte delle procure e con il modo in cui la stampa ricostruisce e racconta gli sviluppi delle indagini. punto. o vogliamo metterci a rincorrere gli spifferi, genuini e disinteressati come è ovvio, di questo o quell'altro miracolato dalla penna o da un microfono?