19 partite, 39 punti, 29 gol fatti, 19 gol subiti
numeri che dicono tanto, che non dicono tutto, però. e che anzi, se non letti con attenzione, rischiano di essere pericolosamente fuorvianti. perché nel girone d'andata appena concluso, per rendimento e per profilo tattico, non c'è stata una Lazio, ce ne sono state due. molto schematicamente, c'è una Lazio che parte da Bergamo e si ferma a Catania; ce n'è un'altra - da candreva a candreva - che (ri)parte dal derby e arriva alla mezzora finale contro il cagliari
queste "due Lazio" esibiscono numeri assai diversi. nelle prime 11 partite la Lazio totalizza 19 punti (decisamente sotto la media di 2 a partita), segna 17 gol e ne subisce 15, vince 6 partite, ne pareggia 1 e ne perde 4. insomma, una Lazio da zona el. questi i numeri invece delle rimanenti 8 partite: 20 punti (ampiamente sopra la media di 2), 12 gol fatti, 4 subiti, 6 vittorie, 2 pareggi. questo andamento pone la Lazio decisamente al primo posto della classifica (parziale, naturalmente, ma stiamo parlando di due mesi di campionato)
perché questo cambiamento dopo Catania? perché questo ribaltamento della curva rispetto alle stagioni precedenti, nelle quali la Lazio, pur superando i 30 punti alla fine del girone d'andata, dopo partenze sprintate, accusava tra novembre e gennaio puntuali cali di rendimento? può bastare il ritorno in pianta stabile di radu per spiegare questo passaggio dalla Lazio "brillante ma incerta" che batte il milan 3-2 all'olimpico (direi che questa può essere la partita simbolo della Lazio pre-Catania), alla Lazio implacabile che mette a sedere l'inter (nelle ultime tre partite, 4 gol fatti, 1 subito, 9 punti: l'aggettivo implacabile non mi sembra esagerato) prima di Natale?
la Lazio - per aprire la riflessione, non per chiuderla - a me sembra una squadra in piena evoluzione, tattica, tecnica e psicologica. l'impressione è che petkovic stia riuscendo - ma è faticoso e l'esito non è affatto scontato - a coniugare i suoi due poli di riferimento culturali, wenger e capello (ammiro l'ariosità del gioco del primo e la solidità delle squadre del secondo, disse appena messo piede a Roma). se devo pensare ai confini di una stagione per noi finora decisamente positiva, le variabili a mio parere stanno assai più nella capacità di portare a compimento - progressivo, si intende - questo processo di costruzione di una squadra insieme agile, spietata e solida nelle sue geometrie, che non negli esiti imprevedibili del mercato di gennaio
la mia opinione è che quella della prima fase era la lazio di reja con in più qualche dettame di petkovic
dopo catania, con il ritorno di radu e la raggiunta solidità difensiva si è trasformata in una lazio come dici tu capelliana (ma anche mourinhana): ordine, attenzione alla fase difensiva, agonismo e ricorso alle giocate individuali
e il bello è che nella prima fase la lazio fisicamente era in forma, mentre nella seconda non lo è sembrato, o forse volutamente ha tirato il freno a mano in coincidenza con il cambio tattico
una cosa che notavo ieri mentre guardavo in estasi la classifica, è che la Lazio delle squadre in testa è quella che ha segnato meno fuori casa.
la juve , il milan e la rioma 20 goal
l'inter 16
la fiorentina 15
l'udinese 13
il napoli 12
noi 8
tolti i 7 fischioni tra napoli e catania, nelle altre 7 gare ha subito solo 3 goal
De grandis ora su sky dice "la Lazioa vedo come un miracolo la roma è nettamente più forte tecnicamente"
Quanto mi fanno incazzare mamma mia anche quelli chesi professano laziali ci si mettono
Citazione di: fabrizio1983 il 07 Gen 2013, 13:32
De grandis ora su sky dice "la Lazioa vedo come un miracolo la roma è nettamente più forte tecnicamente"
Quanto mi fanno incazzare mamma mia anche quelli chesi professano laziali ci si mettono
Io manco li sento...guardo solo la Bile che gli trasuda dai pori... :asrm
Citazione di: poiuytr il 07 Gen 2013, 13:11
la mia opinione è che quella della prima fase era la lazio di reja con in più qualche dettame di petkovic
dopo catania, con il ritorno di radu e la raggiunta solidità difensiva si è trasformata in una lazio come dici tu capelliana (ma anche mourinhana): ordine, attenzione alla fase difensiva, agonismo e ricorso alle giocate individuali
e il bello è che nella prima fase la lazio fisicamente era in forma, mentre nella seconda non lo è sembrato, o forse volutamente ha tirato il freno a mano in coincidenza con il cambio tattico
A me è sembrato esattamente il contrario: tentativo di calcio totale nella prima fase, poi una Lazio più cinica e Rejana, sebbene con un atteggiamento diverso, più propositivo e con qualche idea di gioco in più (circolazione della palla e occupazione degli spazi che l'anno scorso ci sognavamo).
Io condivido il pensiero di arkham sul piano tattico.
e comunque credo non si possa scindere l'attegiamento della Lazio in campionato senza dare peso alle partite di EL che sono cascate in mezzo alle 19 di campionato.
la Lazio è l'unica squadra italiana ad aver vinto il girone di EL, cosa che non ricordo a memoria da diversi anni in coppa per noi.
dopo catania, il mister ha dato più peso alle sue scelte in chiave di equilibrio, dove si è reso conto che è difficile giocare senza il supporto del Tata a centrocampo.
Citazione di: arkham il 07 Gen 2013, 13:43
A me è sembrato esattamente il contrario: tentativo di calcio totale nella prima fase, poi una Lazio più cinica e Rejana, sebbene con un atteggiamento diverso, più propositivo e con qualche idea di gioco in più (circolazione della palla e occupazione degli spazi che l'anno scorso ci sognavamo).
mica hai detto poco, quella squadra perme non aveva idea di gioco questa si...rispetto all'inizio vedo minore movimento ma credo dipenda sopratutto dal calo fisico e dalla mancanza di alcuni uomini che potrebberodarci il cambio tipo brocchi ederson...
Io spero di riavere presto al 100% Ederson e Lulic.
Sarebbero due ottimi acquisti per allargare la rosa dei titolari e avere valide alternative a partita in corso.
Citazione di: fabrizio1983 il 07 Gen 2013, 13:53
mica hai detto poco, quella squadra perme non aveva idea di gioco questa si...rispetto all'inizio vedo minore movimento ma credo dipenda sopratutto dal calo fisico e dalla mancanza di alcuni uomini che potrebberodarci il cambio tipo brocchi ederson...
Non è vero che non aveva un gioco, tutte le squadre hanno un gioco.
La Lazio aspettava molto corta sulla tre quarti e si distendeva in verticale il più velocemente possibile.
Non aveva varianti, e andava in difficoltà con le squadre che restavano molto dietro la linea della palla, non lasciando spazi.
Oggi mi sembra che l'atteggiamento sia quello di "andare a prendersi il campo", anche se le manovre avvolgenti e il costante pallino di gioco che avevo visto nelle prime uscite ora lo vedo molto più raramente.
Citazione di: arkham il 07 Gen 2013, 13:43
A me è sembrato esattamente il contrario: tentativo di calcio totale nella prima fase, poi una Lazio più cinica e Rejana, sebbene con un atteggiamento diverso, più propositivo e con qualche idea di gioco in più (circolazione della palla e occupazione degli spazi che l'anno scorso ci sognavamo).
io sono d'accordo con te
È la Lazio più solida della nostra storia. Quella di Maestrelli fu una bellissima alchimia mistica oltre che tecnica; quella di Cragnotti fu "ostriche e champagne... Poi pagherò".
A me sembra che il progetto Lazio sia chiaro, solido e frutto di capacità di alto livello.
Sono stati fatti dei passaggi molto concreti e progressivi. Dopo aver riassestato la squadra con 2 anni di Reja e aver costruito un'ottima ossatura, ora si vuole dare un respiro più internazionale alla squadra, dal punto di vista del gioco e anche, da non sottovalutare, per quanto riguarda la valorizzazione dei giovani.
L'idea di una squadra capelliana, cinica, solida, ma anche geometrica, ariosa e capace di lanciare giovani alla Wenger (Onazi Kozak Cavanda... Rozzi Keita) è estremamente affascinante. Soprattutto perchè il tutto è costruito sulle nostre forze economiche, senza strafare. E tutto questo prescinde dalla nostra idea di calciomercato, anche se sono convinto che questo è l'anno del salto. Lo stesso Lotito ha detto che bisogna coniugare il progetto tecnico ed economico con le vittorie. Questo il passo finale. Petko ci aiuterà a crescere.
Citazione di: arkham il 07 Gen 2013, 13:43
A me è sembrato esattamente il contrario: tentativo di calcio totale nella prima fase, poi una Lazio più cinica e Rejana, sebbene con un atteggiamento diverso, più propositivo e con qualche idea di gioco in più (circolazione della palla e occupazione degli spazi che l'anno scorso ci sognavamo).
secondo me no invece
il presunto calcio spettacolo derivava semplicemente da una strepitosa forma fisica con in più qualche schema di petkovic
la lazio di adesso non è rejana semplicemente perchè reja non ha mai ottenuto 20 punti in 8 gare senza perdere mai
Io, forse più pessimisticamente, credo che questo non sia l'anno del salto, bensì l'anno (o biennio) dell'ALL-IN.
Abbiamo molti giocatori importanti a fine carriera o comunque all'inizio della loro parabola discendente (Biava, Dias, Klose, Mauri); stiamo parlando di grandi giocatori per la Lazio, che non possono essere facilmente rimpiazzati a meno di liquidità folli.
Insomma, io credo che si abbiano 18 mesi per portare a casa qualcosa (anche un piazzamento CL), e che questo 'qualcosa' potrebbe permetterci di aumentare le entrate per sostituire degnamente i giocatori citati.
Al fianco di questi super-titolari stanno comunque inserendosi o crescendo delle ottime realtà (Ciani, Cavanda, Onazi, Keità), supportate da ottimi giocatori nel pieno della maturità (Marchetti, Konko, Radu, Ledesma, Hernanes, Gonzalez, Candreva, Lulic...).
Insomma, sono molto ottimista da qui a 18 mesi, un pochino più ansioso per il medio periodo.
E comunque, tra 18 mesi, beato chi c'ha n'occhio.
Citazione di: lagazzella il 07 Gen 2013, 14:20
Io, forse più pessimisticamente, credo che questo non sia l'anno del salto, bensì l'anno (o biennio) dell'ALL-IN.
Abbiamo molti giocatori importanti a fine carriera o comunque all'inizio della loro parabola discendente (Biava, Dias, Klose, Mauri); stiamo parlando di grandi giocatori per la Lazio, che non possono essere facilmente rimpiazzati a meno di liquidità folli.
Insomma, io credo che si abbiano 18 mesi per portare a casa qualcosa (anche un piazzamento CL), e che questo 'qualcosa' potrebbe permetterci di aumentare le entrate per sostituire degnamente i giocatori citati.
Al fianco di questi super-titolari stanno comunque inserendosi o crescendo delle ottime realtà (Ciani, Cavanda,Onazi, Keità), supportate da ottimi giocatori nel pieno della maturità (Marchetti, Konko, Radu, Ledesma, Hernanes, Gonzalez, Candreva, Lulic...).
Insomma, sono molto ottimista da qui a 18 mesi, un pochino più ansioso per il medio periodo.
E comunque, tra 18 mesi, beato chi c'ha n'occhio.
quoto e sottoscrivo tranne il "più ansioso per il medio periodo"
io sono diciamo...fiducioso per il medio periodo.
Proprio il quadro dipinto molto bene da lagazzella mi porta ad una conclusione opposta.
Praticamente gli unici giocatori che hanno davanti non più di un paio di stagioni sono 4:
Dias Biava Klose Mauri. Non li abbiamo pagati complessivamente più di 10 mio. Il resto della squadra ha davanti ancora 4-5 stagioni. I giovani che si stanno affacciando sembrano sempre più interessanti (altri ne arriveranno anche a gennaio per la Primavera). La Lazio è sempre più appetibile per i similKlose, giocatori motlo forti a fine carriera. Figuriamoci se centriamo la CL e Tare ha anche due spicci veri per fare mercato.
sono verissime, intelligenti e giustificate entrambe le letture (quella di lagazzella e di dajelaziomia)
forse la verità sta nel mezzo, come sempre
è pur vero che, mai come quest'anno, la possibilità c'è, è lì, appena poco più avanti
qualcuno potrebbe dire "eh, ma anche l'anno passato..."
si, ma non c'era petko
la differenza è qui: paradossalmente neanche tare e lotito immaginavano che vlado potesse avere un impatto simile sulle teste prima che sulle gambe e sugli schemi, ed ora credo che anche loro vedano che, con uno o due ritocchi/rinforzi, il grande balzo in avanti sia lì
a pochi metri
e subito
Grazie Aquilante per l'analisi puntuale, rigorosa e anche raffinata che io non saprei mai fare. Sono anche d'accordo con Arkham sul fatto che il maggiore equilibrio rende più "rejana", se dobbiamo usare questo termine, la Lazio post-Catania della Lazio pre. Meno frizzante ma molto più solida.
Credo anche, come Aquilante del resto, che la crescita non sia finità qui. Cioè Petko sta ancora affinando i meccanismi, non dico che il bello deve ancora venire ma insomma quasi.
Ora però, se ci manca qualche gol fatto specie in trasferta è perché ci manca un attaccante che segna quando Klose non c'è (e accadrà, inutile sperare nel contrario) o non segna (ogni tanto accade, come è ovvio), quindi lo dovremmo comprare, prima ancora del centrocampista anche se io so' regazzino e quindi a Lampard non direi mai di no. A preside', comprace una punta che segna qualche gol...
Per il resto, tutto dipenderà dalla capacità di Petko di evitare cali psico-atletici nel girone di ritorno. Faremo il salto o non lo faremo? Secondo me lo faremo in questo campionato ma non dipende solo da noi. Noi ci dobbiamo solo credere.
Avanti Lazio
Citazione di: DajeLazioMia il 07 Gen 2013, 14:40
Proprio il quadro dipinto molto bene da lagazzella mi porta ad una conclusione opposta.
Praticamente gli unici giocatori che hanno davanti non più di un paio di stagioni sono 4:
Dias Biava Klose Mauri. Non li abbiamo pagati complessivamente più di 10 mio. Il resto della squadra ha davanti ancora 4-5 stagioni. I giovani che si stanno affacciando sembrano sempre più interessanti (altri ne arriveranno anche a gennaio per la Primavera). La Lazio è sempre più appetibile per i similKlose, giocatori motlo forti a fine carriera. Figuriamoci se centriamo la CL e Tare ha anche due spicci veri per fare mercato.
Mauri ha davanti più di due stagioni, per il resto sono d'accordo
Citazione di: Svennis il 07 Gen 2013, 13:17
una cosa che notavo ieri mentre guardavo in estasi la classifica, è che la Lazio delle squadre in testa è quella che ha segnato meno fuori casa.
Credo che la differenza tra la prima e la seconda Lazio l'abbiano fatta, principalmente, gli impegni europei (più intensi nella prima fase che nella seconda), oltreché ovviamente, un processo di progressivo affinamento dei meccanismi.
in effetti l'importanza della europa league ricordata da blow deve essere evidenziata. quel primo posto a noi è costato non poco, se vogliamo ci è costato il primo posto campionato
non può essere una coincidenza infatti che le tre trasferte europee sono state seguite, in campionato, da due sconfitte e un pareggio
dopo Londra abbiamo perso con il genoa
dopo Atene abbiamo perso a Firenze
dopo Maribor, il pareggio a Bologna
8 punti, tre trasferte 8 punti. la controprova non c'è, non sappiamo quali risultati avrmmo ottenuto "trascurando" quelle trasferte, però il dubbio che forse saremmo riusciti a evitare quelle cadute in campionato non possiamo trascurarlo
detto questo, per me il primo posto nel girone di el vale tantissimo e bene ha fatto la Lazio a giocarsi tutte le sue carte. il secondo posto invece del primo è un prezzo accettabile
abbiamo vinto il girone di EL con in girone Panathinaikos e Tottenham!
siamo secondi in campionato e ancora in coppa italia!
VOTO 9 alla prima stagione del Mister
VOTO 9 alla squadra
Citazione di: poiuytr il 07 Gen 2013, 14:17
la lazio di adesso non è rejana semplicemente perchè reja non ha mai ottenuto 20 punti in 8 gare senza perdere mai
Vabbè, se questo è il parametro allora nessuna squadra potrà essere definita "Capelliana"!
Sulle previsioni a medio periodo purtroppo abbiamo solo una certezza: un giocatore all'altezza di Miroslav Klose difficilmente lo avremo in attacco, quando il tedesco ci lascerà.
Per questo ritengo che si debba puntare a vincere subito.
Pure senza Klose (e con Zarate e Floccari in attacco) siamo arrivati a giocarci la Champions persa solo per la differenza reti , il livello della rosa (sopratutto i titolar) attualmente è tra i più alti della Serie A , Klose o non Klose
E' vero, ma "giocarci la champion's" è una cosa, "vincere" è un'altra.
Questa è una delle Lazio più belle che io ricordi.
Le precedenti (Maestrelli, Eriksson, Mancini) hanno suggellato il loro ciclo arricchendo la nostra bacheca.
Questa squadra qui deve riuscire a fare altrettanto perché poter schierare uno dei giocatori simbolo di tutta la Serie A, non è cosa che ci ricapiterà facilmente.
Dobbiamo vincere, restare sugli annali. Magari quelli di una competizione prestigiosa.
E chi non vorrebbe vincere ? Secondo me siamo lontano dal poter vincere una competizione prestigiosa (vale a dire EL/CL oppure campionato) , servirebbero tanti innesti che Lotito non puo'/non vuole fare e l'ha già dimostrato nel passato
Dopo la sbornia di questa domenica, provo a dire una cosa.
Secondo me il calo c'e' stato anche quest'anno ed e' tutt'ora in atto. Quest'anno, a differenza degli anni scorsi, abbiamo porto a casa partite che negli anni scorsi, in periodo di crisi, perdevamo regolarmente.
Juve, Parma, Inter, Samp, Cagliari. Tutte partite che non abbiamo giocato benissimo, ma che, anche con un po' di fortuna, abbiamo portato a casa. Se devo trovare la differenza con gli anni precedenti, direi che questo gruppo c'ha i nervi d'acciaio.
Interessante articolo sulla llsn, riprendendo lo spunto iniziale del topic. Sul concetto di Lazio 3.0 a partire da alcune dichiarazioni di Petkovic . Più lo sento parlare, più lo vedo e più mi rendo conto di che colpo abbiamo fatto. In Italia come approccio è un Klose degli allenatori. Sta avendo un impatto sull'ambiente, compresi i tifosi, veramente importante.
Citazione di: arkham il 07 Gen 2013, 16:53
Vabbè, se questo è il parametro allora nessuna squadra potrà essere definita "Capelliana"!
il parametro è che gli 11 che scendono in campo sono gli stessi, altrimenti l'affermazione non avrebbe senso
facciamo un passo per volta cerchiamo di centrare questa benedetta champions che sn due anni che ci sfugge... continuiamo cosi ,facciamo un paio di buoni acquisti e manteniamo questo passo e cerchiamo di arrivare tra le prime tre. poi se a poche giornate dalla fine dovessimo stare a 4 punti dalla juve allora dovremo puntare allo scudetto.ma nel frattempo manteniamo i piedi per terra e andiamo avanti cosi senza fare troppi calcoli.
Citazione di: aquilante il 07 Gen 2013, 12:49
19 partite, 39 punti, 29 gol fatti, 19 gol subiti
numeri che dicono tanto, che non dicono tutto, però. e che anzi, se non letti con attenzione, rischiano di essere pericolosamente fuorvianti. perché nel girone d'andata appena concluso, per rendimento e per profilo tattico, non c'è stata una Lazio, ce ne sono state due. molto schematicamente, c'è una Lazio che parte da Bergamo e si ferma a Catania; ce n'è un'altra - da candreva a candreva - che (ri)parte dal derby e arriva alla mezzora finale contro il cagliari
queste "due Lazio" esibiscono numeri assai diversi. nelle prime 11 partite la Lazio totalizza 19 punti (decisamente sotto la media di 2 a partita), segna 17 gol e ne subisce 15, vince 6 partite, ne pareggia 1 e ne perde 4. insomma, una Lazio da zona el. questi i numeri invece delle rimanenti 8 partite: 20 punti (ampiamente sopra la media di 2), 12 gol fatti, 4 subiti, 6 vittorie, 2 pareggi. questo andamento pone la Lazio decisamente al primo posto della classifica (parziale, naturalmente, ma stiamo parlando di due mesi di campionato)
perché questo cambiamento dopo Catania? perché questo ribaltamento della curva rispetto alle stagioni precedenti, nelle quali la Lazio, pur superando i 30 punti alla fine del girone d'andata, dopo partenze sprintate, accusava tra novembre e gennaio puntuali cali di rendimento? può bastare il ritorno in pianta stabile di radu per spiegare questo passaggio dalla Lazio "brillante ma incerta" che batte il milan 3-2 all'olimpico (direi che questa può essere la partita simbolo della Lazio pre-Catania), alla Lazio implacabile che mette a sedere l'inter (nelle ultime tre partite, 4 gol fatti, 1 subito, 9 punti: l'aggettivo implacabile non mi sembra esagerato) prima di Natale?
la Lazio - per aprire la riflessione, non per chiuderla - a me sembra una squadra in piena evoluzione, tattica, tecnica e psicologica. l'impressione è che petkovic stia riuscendo - ma è faticoso e l'esito non è affatto scontato - a coniugare i suoi due poli di riferimento culturali, wenger e capello (ammiro l'ariosità del gioco del primo e la solidità delle squadre del secondo, disse appena messo piede a Roma). se devo pensare ai confini di una stagione per noi finora decisamente positiva, le variabili a mio parere stanno assai più nella capacità di portare a compimento - progressivo, si intende - questo processo di costruzione di una squadra insieme agile, spietata e solida nelle sue geometrie, che non negli esiti imprevedibili del mercato di gennaio
Mirabile analisi, anche per me è esattamente così. Infatti avevo già postato un po' di tempo fa che alcune prestazioni negative come quelle di Napoli erano dei veri e propri peccati di gioventù difficilmente ripetibili.
La squadra ha ormai trovato una sua fisionomia ed un suo equilibrio. E' meno istintiva ma più matura, come era prevedibile man mano che il lavoro del tecnico dava i suoi frutti.
Penso anch'io che ci siano ancora margini di miglioramento. Ma indubbiamente Petko è riuscito mirabilmente a trasmettere quello che aveva in testa (Capello e Wenger) che, per certi versi, sarebbe il calcio "perfetto" e i ragazzi sembrano seguirlo con fiducia.
Abbiamo acquisito moltissime certezze, tanto che in questo momento iniziamo a vedere qualsiasi partita con la sensazione che possiamo vincerla. Un pareggio è già una delusione, qualsiasi sia l'avversario.
L'unica incognita rimane la tenuta fisica fino alla fine della stagione perchè questa è la prima preparazione che fanno Petko ed i suoi collaboratori.
Se teniamo anche sotto quell'aspetto arriviamo fino in fondo alla grande perchè sul piano atletico non mi sembra che la Lazio vada più o meno veloce con il passar delle partite. Più che altro ci sono giocatori che attraversano periodi di forma migliori o peggiori ma il ritmo complessivo della squadra e pressochè lo stesso. Un "rinforzino" più prolifico in avanti ed il gioco è fatto.
Io spero che gli episodi con Napoli e Catania siano stati una parte del processo di crescita (col Genoa in casa è un altro discorso), ma sono le partite che ancora mi fanno temere qualche crollo verticale simile a quelli visti negli ultimi due anni.
D'altro canto vedo una squadra molto compatta, che segue il mister e questo mi fa ben sperare.
Sicuramente sarebbero utili degli innesti, quelli che ormai sappiamo tutti, ma non so se potrebbe essere un rischio per lo spirito di squadra che si è creato
Mi piacerebbe restare così e vedere sbocciare Kozak, Rozzi, Onazi, Keita in un quadro equilibrato e compatto; il rischio sarebbe grande ma io lo correrei!
sono d'accordo con tutti voi ma mentre leggevo i vostri commenti ho pensato ad una cosa... l'Europa League.
Considerando che abbiamo giocatori con eta' avanzata, non moltissimi ricambi e non credo che faremo acquisti a gennaio, come la mettiamo nel reggere 2 competizioni logoranti come Campionato e EL? Gia' di per se' il campionato e' tosto, metteteci che ci metteranno i bastoni tra le ruote (arbitri e media), qualche scivolone imprevisto e magari la squadra non sara' sempre reattiva ai fattori imponderabili. Poi se ci aggiungiamo pure Borussia prima e Stoccarda poi...
... rischiamo di non prendere nulla quando potremmo concentrarci seriamente su un obiettivo che su un altro. Se fosse per me andrei avanti in tutte le competizioni possibili ma se a fine anno arriviamo 5 in campionato e usciamo agli ottavi....insomma mi roderebbe ... e parecchio.
voi che pensate?
:ssl
Citazione di: Matias Jesus Almeyda il 08 Gen 2013, 10:08
Poi se ci aggiungiamo pure Borussia prima e Stoccarda poi...
Cioè col Borussia tu hai già vinto? 'Ste cose le scrivono i romanisti, veramente.
Rega', ho capito l'entusiasmo, ma calma. Calma. Ve prego.
no, ovviamente no. Siccome ho molta fiducia nella squadra e faccio una previsione ottimistica dico che si passa col borussia.
La forbice per fare previsioni si fa tra prospettive superottimistiche e prospettive superpessimistiche.
mai fatto il romanista, non ti preoccupare.
Citazione di: poiuytr il 07 Gen 2013, 20:17
il parametro è che gli 11 che scendono in campo sono gli stessi, altrimenti l'affermazione non avrebbe senso
No, nel senso che non possono essere solo i risultati a definire l'atteggiamento di una squadra.
Comunque è una disputa molto legata alla valenza che si da dell'aggettivo "Rejana". La Lazio di Petko ha domostrato nelle ultime partite di poter essere speculatrice come quella di Reja, ma certo non è attendista come quella di Reja.
Non so se mi sono spiegato bene...