19 partite, 39 punti, 29 gol fatti, 19 gol subiti
numeri che dicono tanto, che non dicono tutto, però. e che anzi, se non letti con attenzione, rischiano di essere pericolosamente fuorvianti. perché nel girone d'andata appena concluso, per rendimento e per profilo tattico, non c'è stata una Lazio, ce ne sono state due. molto schematicamente, c'è una Lazio che parte da Bergamo e si ferma a Catania; ce n'è un'altra - da candreva a candreva - che (ri)parte dal derby e arriva alla mezzora finale contro il cagliari
queste "due Lazio" esibiscono numeri assai diversi. nelle prime 11 partite la Lazio totalizza 19 punti (decisamente sotto la media di 2 a partita), segna 17 gol e ne subisce 15, vince 6 partite, ne pareggia 1 e ne perde 4. insomma, una Lazio da zona el. questi i numeri invece delle rimanenti 8 partite: 20 punti (ampiamente sopra la media di 2), 12 gol fatti, 4 subiti, 6 vittorie, 2 pareggi. questo andamento pone la Lazio decisamente al primo posto della classifica (parziale, naturalmente, ma stiamo parlando di due mesi di campionato)
perché questo cambiamento dopo Catania? perché questo ribaltamento della curva rispetto alle stagioni precedenti, nelle quali la Lazio, pur superando i 30 punti alla fine del girone d'andata, dopo partenze sprintate, accusava tra novembre e gennaio puntuali cali di rendimento? può bastare il ritorno in pianta stabile di radu per spiegare questo passaggio dalla Lazio "brillante ma incerta" che batte il milan 3-2 all'olimpico (direi che questa può essere la partita simbolo della Lazio pre-Catania), alla Lazio implacabile che mette a sedere l'inter (nelle ultime tre partite, 4 gol fatti, 1 subito, 9 punti: l'aggettivo implacabile non mi sembra esagerato) prima di Natale?
la Lazio - per aprire la riflessione, non per chiuderla - a me sembra una squadra in piena evoluzione, tattica, tecnica e psicologica. l'impressione è che petkovic stia riuscendo - ma è faticoso e l'esito non è affatto scontato - a coniugare i suoi due poli di riferimento culturali, wenger e capello (ammiro l'ariosità del gioco del primo e la solidità delle squadre del secondo, disse appena messo piede a Roma). se devo pensare ai confini di una stagione per noi finora decisamente positiva, le variabili a mio parere stanno assai più nella capacità di portare a compimento - progressivo, si intende - questo processo di costruzione di una squadra insieme agile, spietata e solida nelle sue geometrie, che non negli esiti imprevedibili del mercato di gennaio