Sono anni che la Lazio ci abitua a una alternanza di anno buono, anno cattivo. A memoria va così da almeno 15 anni con un paio di eccezioni nei due anni di Reja e nei primi due di Simone. Anche quest'anno sembra la stessa cosa. Anno buono fino a febbraio, anno cattivo ora. Perché questo è un altro campionato, concaltre regole e difficoltà. Prima la smettiamo di pensare a cime era prima, a quello che poteva essere e meglio è. Lo scorso anno c'abbiamo messo mesi prima di assorbire la sconfitta all'ultima con l'inter. Ora non abbiamo mesi davanti, ma giorni per capire che questo è un nuovo campionato e che dobbiamo guardare in avanti e non indietro o ci faremo male, molto, come è sempre accaduto nella nostra recente storia.