31/01/12, 06:29
CALCIO/Lazio: Ufficiale, Cisse saluta e va al QPR
ROMA - Il suo messaggio di addio: «Mi dispiace che sia finita così, spero che in futuro possa andare meglio. In questo momento non ho voglia di parlare, domani (oggi, ndr) dirò la mia su tutta la situazione», firmato Cisse. L'ingresso al 36' del secondo tempo di Chievo-Lazio, il passaggio per Klose nell'azione che ha portato al momentaneo 2-0, il ringraziamento di Miro, l'abbraccio dei compagni, il saluto ai tifosi al 90'. Sono state queste le ultime immagini di Djibril Cisse con la maglia biancoceleste. E' stato ceduto a titolo definitivo al Queen's Park Rangers come anticipato venerdì scorso dal Corriere dello Sport-Stadio, ha firmato un contratto di quattro anni e mezzo, si è tagliato l'ingaggio pur di arrivare al QPR: era il suo sogno giocare a Londra. Farà coppia con Federico Macheda.
L'AFFARE - Le società hanno chiuso l'operazione ieri mattina. Gli inglesi verseranno 5 milioni di euro nelle casse biancocelesti, secondo certe indiscrezioni il pagamento sarà biennale. Lotito aveva preso Cisse dal Panathinaikos per 5,8 milioni (pagamento triennale), gli aveva fatto
firmare un contratto di quattro anni più opzione sul quinto a 2,2 milioni totali (1,8 più bonus). La Lazio risparmierà questa cifra e recupererà l'investimento. E' stata una buona operazione considerando il rendimento del giocatore, il cartellino si era deprezzato. Lotito ha provato sino all'ultimo a strappare più soldi al QPR, sperava di vendere l'attaccante a 6,5-7 milioni.
LA CRISI - Cisse non voleva più giocare a Roma, ha lasciato la Capitale ieri alle 18.50 col manager Piola (aveva prenotato quasi tutti i voli del pomeriggio), ha raggiunto Londra. Il francese ha salutato i compagni a Verona, la sua scelta l'aveva fatta. Ha chiesto la cessione più volte, sogna l'Europeo, vuole riconquistare la Francia. Reja l'ha utilizzato nella prima parte della stagione, poi l'ha accantonato. Con Klose non è mai nata una coppia, Cisse ha sofferto la sua esplosione. E' arrivato come la Bestia, è partito in silenzio. E' stato amato dai tifosi, fu accolto come un eroe, il suo nome è stato intonato sin dal primo giorno. Ha scelto di andare via, ma gli sarà dispiaciuto lasciare la missione a metà: «Non mi sono mai arreso», ripeteva. E' entrato in crisi da novembre in poi, non ne è uscito, ha perso il posto da titolare. Non ha mai digerito il ruolo di esterno e quando è stato utilizzato come punta nel 4-3-1-2 non ha convinto. Il rapporto con Reja si era logorato e le critiche l'avevano innervosito. Più che i gol rimarranno nella storia i suoi sfoghi su Twitter. La società e Reja l'hanno protetto per tanto tempo, si aspettavano una reazione diversa, non ha combattuto come un leone.
I NUMERI - I suoi numeri: 8 assist complessivi, è stato più decisivo come suggeritore, 1849 minuti di gioco totali, 501' in Europa League, 1193' in campionato (18 presenze, 5 subentri e 5 sostituzioni) e 155' in Coppa Italia. Ha segnato solo cinque reti, una in serie A (contro il Milan a
settembre), una in Coppa Italia, tre in Europa. Troppo poco per uno come lui, troppo poco per un attaccante scelto per aumentare il potenziale offensivo dopo le partenze di Zarate e Floccari. L'anno scorso segnarono più di lui in campionato...
d.r.
Rassegna stampa a cura di [...] tratta da il Corriere dello Sport