Citazione di: Ranxerox il 17 Set 2015, 09:59
Io m'arrendo.
Questo è uno che non ci capiva niente di calcio, che c'aveva solo delle dittarelle di pulizie, qualche buon aggancio politico e la capacità del maneggione di piccolo cabotaggio.
Manco una foto su internet c'era a quei tempi.
Ha preso la Lazio sull'orlo del fallimento e adesso sta ad un passo dall'Elite del Calcio Europeo. Nel ranking UEFA siamo al trentatreesimo posto su 456 squadre e le merde al sessantesimo. E guarda in compagnia di quali siamo, dal primo al trentaduesimo.
Ultimo piazzamento in campionato terzi ad un punto dal secondo.
Ha preso la Salernitana dai dilettanti ed in cinque anni l'ha portata in B facendogli vincere l'unico trofeo della sua storia.
Litigando con mezzo mondo alla fine è comunque riuscito a occupare poltrone importanti in Lega ed in Federazione.
Prima presiedeva società minuscole per fatturato e adesso ne presiede una che fattura 100 milioni di euro l'hanno.
Tutto questo lo deve a se stesso ed alla sua caparbietà, non alla Lazio. Oltretutto, nella maggior parte dei casi, tutte battaglie con l'elmetto in testa e contro tutti perché è uno che va dritto per i caz.zi suoi e non conosce l'arte della diplomazia.
La Lazio è stato uno dei mezzi per soddisfare la sua ambizione. È un imprenditore, mica un missionario. Come il 99% dei presidenti di qualsiasi squadra che fanno sport.
C'ha visto lungo e ha vinto la scommessa della sua intuizione.
Tanto che ha cacciato una trentina di milioni di euro per prenderla e dopo undici anni minimo ce ne può realizzare una centocinquantina laddove decidesse di cederla. Oh, ma un coglio.ne proprio eh!!
I fatti, non io, dicono quindi che è furbo, ambizioso e molto più capace di altri. Al netto dei difetti e della sgradevolezza.
E, come puoi vedere e come scrivi anche te, riesce a far crescere le cose su cui si dedica che siano le squadre, le sue attività, la sua immagine o le sue relazioni interpersonali.
Non è venerazione, sono semplicemente i fatti.
Dei i quali, prima o poi, dovrete prenderne atto anche voi, con la giusta serenità.
Ma è un problema vostro.
Capisco che è dura ammetterlo per chi vive il personaggio Lotito come un incubo personale è sono dieci anni che lo vede come il fumo agli occhi.
A me sinceramente non interessa più di tanto e, come già scritto, è un elemento del tutto marginale.
La sindrome Lotito io non c'è l'ho.
Se poi parliamo delle prospettive della Lazio hai ragione. Non ho certezze solo sensazioni. Come lo scorso anno.
Per non sbagliare allora da oggi comincio ad augurarmi una salvezza con largo anticipo, di riuscire a fare almeno due tre punti nel girone di EL, passare almeno il primo turno di Coppa Italia e che la primavera riesca a qualificarsi per la final eight.
D'altronde sono uno che non è abituato a sognare il meglio per la propria squadra.
Meglio volare bassi.
Che poi il fatto che possa succedere che Milinkovic-Savic possa dimostrare di essere più bravo di Lulic, Hoedt un po' meno di DeVrij, Kishna più o meno come Candreva e Matri leggermente più prolifico di Djordjevic, sarà un pensierino che farò di nascosto nel chiuso del gabinetto di casa.
All'aperto meglio pensare a quanto è incapace Lotito e la sua armata Brancaleone.
Concedimi il tempo della "spizzata" e, secondo me, conceditelo pure te, che nella vita non si sa mai.
Se succederà quello che per ora solo "sento", ed ultimamente in qualche caso è successo contro ogni previsione di chi la sapeva lunga, più lunga di Lotito, di Tare e di Pioli, "farò le mie scale tre alla volta, mi stendero' sul divano, chiudero' un poco gli occhi e con dolcezza partira' la mia mano"
Pensando alla bellezza della Lazio ovviamente non a Lotito. Come faccio da sempre.
Se il precedente messaggio era, come argutamente definito da Bianchina, il manifesto del lotitismo, questo potrebbe essere il suo corollario.
La Lazio è la società tra quelle sotto il suo controllo, che più fattura ed è l'unica quotata in borsa, mica perchè è stato bravo lui a quotarla in borsa o a portarla a poter arrivare a quei fatturati. Il fatturato lo fa la Lazio, perchè è la Lazio, tant'è che nel momento di aumentare questo fatturato, non ci si riesce, proprio perchè manca il valore aggiunto delle capacità manageriali degli attuali dirigenti.
Tutte le altre sue società, quello che erano, sono. Solo che adesso alcune di esse hanno una parte di bilancio che porta ad una tranquillità di gestione e alla continuità dell'attività, garantita dalla Lazio.
Che poi abbia fatto cose eccellenti, nessuno lo nega. Che meriti riconoscenza per aver evitato l'onta del fallimento, nessuno lo nega. Chi lo fa, lo fa per problemi personali suoi.
Il problema è che va benissimo per una gestione tranquilla, con qualche lampo, che lui è il primo a spegnere, ma non si fa mai il salto di qualità definitivo, quello più ambizioso.
Quest'anno è l'esempio migliore. Sei arrivato praticamente secondo, ti accorgi che quelli arrivati primi stanno progettando un anno di transizione, quale occasione migliore per provare ad arrivare primo tu? Non si è posto neppure il problema. Magari ha ragione lui, forse alcuni tifosi hanno creduto di avere una squadra effettivamente da secondo posto e che potesse ambire al primo. Probabilmente è stata fatta una valutazione eccessiva. Probabilmente la Lazio è arrivata quasi seconda, per una serie di circostanze fortuite, difficilmente replicabili, ma in assoluto non era da secondo posto, da seconda forza del campionato. Quindi quello che alcuni tifosi pensavano fosse sufficiente per attaccare il primo posto, in realtà non lo sarebbe stato, sarebbe servito molto di più e di questo in società erano perfettamente consapevoli e si sono comportati di conseguenza, come se il terzo, quasi secondo posto, non fosse mai stato raggiunto.
Il terzo, quasi secondo posto, è quindi da catalogare alla stregua delle precedenti coppe, brillanti lampi nel buio, non sufficienti a veicolare ed illuminare l'orizzonte di ulteriori obiettivi.
Ci dobbiamo accontentare?
Accontentamose.