Citazione di: fish_mark il 21 Apr 2016, 17:33
1) la Lazio ha un volume economico inferiore, che renderebbe questo "giochetto" più complicato
Di sicuro inferiore, ma non tanto da rendere questo giochetto (l'azzardo) molto più complicato e peggio ancora impossibile. Il loro giochetto consiste nel tenere il motore dei flussi finanziari e di cassa a pieno regime, il che ha ricadute positive con la partecipazione a competizioni internazionali (grandi partite) e anche a un circuito di mercato dei calciatori di primo piano.
Si tratta di un'idea non così balzana che per il momento gli sta dando successo (nell'ultimo triennio tra i primi tre posti). Sono convinto che sia un'idea perfettamente replicabile anche alla Lazio, che è l'altra squadra della capitale, vale a dire la città più popolosa d'Italia (circa 4 milioni di persone nella sola provincia) quindi con tutte le potenzialità in grado di renderla applicabile e profittevole.
2) la Lazio ha un potere politico inferiore, che la esporrebbe maggiormente a rischi.
La Lazio esprime interessi di una collettività vasta, quindi potere politico perché la sua esistenza interessa milioni di persone, quindi milioni di potenziali elettori. Se domani mattina dovesse essere messa in discussione la sua esistenza scenderebbero in piazza tifosi, quindi anche la politica, come. già accaduto un paio di volte negli ultimi 30 anni, il che si ripeterà ancora in futuro, se ce ne sarà bisogno.
Questa rappresentazione della Lazio come squadra totalmente abbandonata al suo destino è priva di alcun fondamento anche se molto consolatoria.
3) lo stadio è pura speculazione finanziaria. Sono soldi fatti tramite soldi grazie ad un progetto che può anche non essere mai realizzato. Per questo gli altri non ne sono attratti: perchè concretamente non esiste.
Lo stadio è un progetto che costa molto ma che può dare i suoi ritorni. Concretamente non esiste perché non ancora realizzato, ma se si ha una idea sostenibile, anche sul piano finanziario, può accadere il miracolo - e accade questo miracolo anche in italia (vedi Torino e Udine) – di vedere la sua realizzazione.
Il problema è rendere questo progetto chiaro e identificabile e metterlo a disposizione della discussione pubblica, cosa che è stata fatta finora dall'altra parte del Tevere, la sponda sud per la precisione: quella nord non altrettanto.
Rispondo direttamente sui tre punti:
1) Non ho detto che non si possa fare, ho detto che è più complicato. E rischioso. Questo perchè l'investimento sbagliato, con un volume inferiore, incide di più, ti pesa di più. Si può fare lo stesso? Certamente, ma io non vorrei assolutamente una società che agisse così. La Roulette russa la lascio MOLTO volentieri ad altri
2) Hanno fatto fallire il Napoli, non credo che salverebbero la Lazio sulla base di quel che dici tu. Non capisco proprio sta certezza chi te la dia. E io non mi riferivo a questo con "potere politico".
Con "potere politico" intendevo i mancati controlli della Consob, gli appoggi nelle amministrazioni locali, gli aiuti a raggiungere determinate posizioni di classifica che garantiscono i denari. Questo ce l'ha la Lazio?
Perché senza di questo la strategia al punto 1) si trasforma in un suicidio. Anzi, ti dirò di più: nei confronti della Lazio, è già successo in passato, si muoverebbero proprio per far si che ciò accada, che si trasformi in suicidio.
Non è mania di persecuzione, non è avvenuto solo con noi, ma almeno con altre 3-4 squadre che hanno provato a fare la stessa cosa negli anni '90: napoli, fiorentina, parma, la stessa roma (salvata poi dalla politica).
Il capitalismo mica è un pranzo di gala, non è che i competitor guardano crescere la tua competitività e ti fanno l'inchino. No, ti mettono i bastoni tra le ruote. Con ogni mezzo necessario, lecito o meno. Così funziona.
3) Anche qui non ci capiamo. Quello che dico io è che il volume d'affari che genera lo stadio della rioma è essenzialmente relativo ai mercati finanziari. Non puntano ai ricavi della sua effettiva costruzione, ma sulle possibilità che immediatamente gli consegna attraverso i prodotti derivati. Sono un fondo speculativo finanziario, si nutrono e vivono di queste cose.
Ora anche senza attaccare pipponi politici che buttiamo il sangue sulla crisi e poi speriamo di essere alimentati noi stessi dai suoi vampiri (contraddizioni odierne), ma il punto è che l'affare stadio non c'entra assolutamente NULLA con lo Juventus stadium e Udine (che anche tra loro sono progetti profondamente diversi). Già metterli a paragone significa non essere esattamente consapevoli di cosa si parla e di tenere insieme le cose solo perché in tutti e tre i casi c'è no stadio de mezzo.
Citazione di: kelly slater il 21 Apr 2016, 18:20
Ma se non sogni mai ma che tifi a fare una squadra di calcio?
Sono anni e anni che il risultato di certe partite lo sappiamo 12 mesi prima, come quella di ieri.
Sono anni e anni che sappiamo come andra' l'arbitraggio delle partite.
Sono anni e anni che sappiamo qual'e' il limite che possiamo toccare e oltre il quale si avvia
la retromarcia automatica.
Io una volta feci un paragone e lo riprendo, con il cinema.
E' come se al cinema dove avi ogni tanto per distrarti danno solo film ambientati nella tua citta'
nella tua via nel tuo posto di lavoro.
La reiterazione seriale della routine, della quotidianita'.
Ma che ce vai a fa al cinema?
Rispondo in una volta sola sia a te che a laziale69, che più o meno la domanda è simile.
Io non penso di morire co Lotito, né che sia l'unica opzione possibile.
Come veniva detto tra la gestione lotitiana e quella di pallotta o dell'atletico madrid c'è un mare di possibilità intermedie e incalzare la società su di esse sarebbe cosa buona e giusta.
Quello che dico io quando parlo di effimero e contemporaneo è che mi pare vedere in alcune risposte l'incapacità di valutare effetti a lungo termine con una focalizzazione univoca sul presente.
Del tipo: se oggi vado in CL per due anni di fila che me frega se poi tra 5 anni sto con le pezze ar culo?
Meglio vivere la possibilità del "sogno" a tutti i costi, che aaaaamediocrità attuale.
Ve vorrei poi vedè tra 5 anni come piagni. E come rimpiangi le cazzate dette oggi, in nome di un sogno effimero.
Putroppo credo che sta cosa non riguardi solo la Lazio e manco solo il calcio.
Avendoci strappato completamente un futuro siamo abituati a ragionare e vivere in un eterno presente, come se a prescindere da quel che facciamo il domani non potrà che essere un'eterna ripetizione dell'oggi.
Vale sia al negativo (lo stato di cose presente è immutabile) che al positivo (tanto peggio di così non potrà andare).
E' per questo che dimo "che ce frega". Perché immaginiamo che tanto più o meno non cambierà nulla.
Col cazzo. Proprio col cazzo. Se quanto tiri il grilletto non c'è la vittoria ma il proiettile sei MORTO. E non torni indietro, nonostante oggi, nell'incapacità di immaginarti questa cosa, ti illuda che si possa fare e questo ti da la leggerezza di dire "proviamoci".
Ripeto: se questa è l'alternativa che sperate voi me tengo stretto Lotito, che mi sembra decisamente più lungimirante. E questo la dice lunga, perchè io ritengo Lotito ben poco lungimirante...