Citazione di: fish_mark il 22 Apr 2016, 15:53
La narrazione non può svolgersi senza fatti per essere significativa e quindi produrre attrazione fascinazione mobilitazione.
Narrare un ottavo posto non é difficile é inutile. Narrate la notte di Napoli e trattare materia incandescente con cui puoi costruire gioielli. Ma risulta sprecata quando poi la incarti nel cellophane e la metti nel freezer del dimenticatoio.
Sono diventato laziale per uno scudetto del 74 fatto miracoloso in se reso epocale dalla galleria di personaggi che rappresentarono il riscatto storico dei laziali cose di cui mi sono reso conto solo molto tempo dopo (ero un bambino)
In realtà appartengo al gruppo Fiorini di quelli disperati che camminavano rasente ai muri di quelli che si salvavano... Dalla C!
Per narrare ci vogliono fatti e uomini sfide e campi di battaglia e poi la libera interpretazione di tutti perché la letteratura non si trova sulla gazzetta ufficiale o sul bollettino Dell Tass.
La società non deve guidare questo processo ma soltanto promuoverlo.
Quanfo Lotito offrirà una cena a una decina di giornalisti intellettuali artisti allora cambierà la narrazione.
Uno contro tutti perde. Ha già perso e i ha perdo la Lazio come comunità
Quando avrei detto di narrare un ottavo posto? Ma che la storia degli ultimi 10 anni è fatta solo di brutti posizionamenti?
I fatti
CI SONO a volerli vedere. Sottovaluti enormemente l'aspetto soggettivo della narrazione.
Vuoi che te li elenchi? In parte l'ho fatto quando ho citato Klose, il 26 maggio, la CL con Delio, l'altra coppa italia, pechino. ce ne sono a bizzeffe a voler davvero raccontarci in modo diverso.
ma se io te dico CL e tu me rispondi Vignaroli ma de che stamo a parlà FM? De che?
Se al posto che raccontare l'epopea di Re Miro stamo qua a pensà a Perea de che stamo a parlà?
Se invece di celebrare tre trofei ci mangiamo il fegato per due mancate qualificazioni ma chi ce salva?
Siamo stati in grado di far durare il 26 maggio appena 3 mesi perché troppo preoccupati dalle 10 vittorie della rioma del tenente garcia (la quale infatti ha vinto tutto, ma proprio tutto) e vogliamo anche dirci che non ci sarebbero i fatti?
I fatti ci stanno, ma non gli diamo peso.
Abbiamo deciso, consapevolmente o meno, di fissarci su altro e di far passare le cose belle come la pioggia.
Quelle scivolano via, il veleno invece lo raccogliamo con cura.
Ci sono i fatti gli uomini le sfide e pure i campi di battaglia. Ci sono stati. Io li ho visti. Io c'ero.
Ma se siamo troppo presi da altro non c'è fatto che tenga.
Il peso dei fatti lo decidiamo NOI. E, ribadisco, non vale certo solo per il calcio.
E magari a scriverlo sto racconto, non se sa mai, magari qualcuno dei nostri giocatori se ne sente protagonista.
Magari je scatta quella marcia in più. Magari je se rizzano i capelli dietro la nuca quando si avvia al tunnel perchè sente che là fuori è celebrato come fosse un eroe. L'Eroe di questa epica un po' folle che è il calcio.
E' questa marcia in più che rende oggi Vardy l'attaccante più immarcabile della Premier League.
E' questa marcia in più che t'ha fatto vince una coppa Italia contro il Milan, dopo 20 anni che non vincevi un cazzo, in un Olimpico che a un certo punto ha preso per mano la Lazio e le ha detto "
tranquilla amore mio, mo ce pensamo noi a questi" fino a quel gol di Nesta che non poteva che esse l'unico finale possibile.
Zoppo, ma io lo so che voi ce state sempre, la mia non è mica un'accusa, ma un commento sullo stato generale in cui versiamo.
Lo so che è difficile quello che chiedo. E' maledettamente difficile.
Ma è difficile perché ce siamo chiusi noi in questa depressione. Pensavamo di salvare la Lazio da Lotito e invece ci siamo ammalati noi.
La cura? io non vedo altra cura che quel coro contro l'Inter "Lazio Lazio Lazio" che sale piano piano, che si diffonde, che contagia. E che ce risveglia tutti dal torpore, dalla depressione, dal disamoramento.
Un'altra onda d'urto, un altro brivido lungo la schiena.
E a quel punto possiamo dire con orgoglio, Lotito o non Lotito, di essere la Lazio.