Citazione di: Sliver il 27 Apr 2016, 18:12
.
La storia è nota: Lotito mette sul tavolo un credito di 18 milioni, spalma il debito (6 milioni per 20 anni) dopo le botte prese dai tifosi e inizia il "risanamento". Incassando ogni anno decine e decine di milioni dalle tv.
Anche con il debito la collocazione della Lazio è comunque ai vertici del calcio italiano. Non significa vincere obbligatoriamente qualcosa, ma nemmeno sentirsi "miracolati", in 12 anni, davanti alle due coppe italia e alla supercoppa. Anzi: ogni possibile passaggio di consolidamento viene puntualmente bucato, in un mix di incapacità e dolo mascherato. Cioè, sperare di investire poco e male e ottenere risultati.
Matematica o idealità pure, qui i conti non tornano.
Miracolati no, ma è molto più di quanto fatto dalla Fiorentina che è la squadra a noi prossima come bilancio e dimensione.
Un Po meno di quanto fatto da Napoli e Roma in termini di posizionamento, ma non come trofei, almeno rispetto alla Roma.
Squadre che hanno vissuto contestazioni in questi anni, ma non la nostra guerra.
Insomma che si guardi la matematica dei trofei, dei bilanci e delle posizioni, o l'ideale dei "momenti poetici" noi dovremmo avere un passato recente simile a chi ho citato.
Non lo abbiamo. Qualcosa non torna, no? Evidentemente nella narrazione prodotta e nello scarto con quella gli altri competitor c'è un'incognita che spiega questa differenza non giustificata da risultati o immaginario (di campo).
Questa incognita è il coefficiente L.
Ecco, io non vorrei vivere in una realtà pacificata, evviva le contestazioni.
Mi basterebbe una situazione analoga alle altre. Mantenere il raziocinio, ma senza ossessioni che compromettono ogni narrazione, avvelenano il clima e allontanano tutti i sani di mente.