Citazione di: happyeagle il 17 Mag 2016, 17:13
Di eterno c'è solo l'almanacco una volta scritto. La cronicizzazione del galleggiamento non è irreversibile, comunque è molto probabile, quasi certo, che Lotito non rischierà la sua proprietà per andare incontro ai sogni di una tifoseria umorale e condizionabile, oramai la corrispondenza tra investimenti e risultati non è automatica e soprattutto non c'è più la certezza di un ritorno economico a fronte di spese fuori budget. Questo è il frutto amaro di dieci anni di contestazione, c'è chi andrà comunque allo stadio e chi ci andrà solo in qualche occasione speciale, chi ci andrà per insultare a prescindere e chi si emozionerà come al solito guardando giocare la Lazio, io della sveglia al collo non ne ho bisogno, tifo la Lazio no la contestazione.
Difatti Sensi, quando la banca gli ha presentato il conto, gli ha dovuto ammollare i beni di sua proprietà mica quelli dei tifosi. Oltre al pacchetto nazionario di maggioranza di sua proprietà che aveva dato come garanzia di parte dei prestiti. Roba sua, non della roma.
Così come Moratti ripianava le voragini di bilancio coi soldi di famiglia. La sua di famiglia però mica quella dei tifosi. Una stima parlava di un pozzo senza fondo di circa mille miliardi in dodici anni.
Berlusconi provvede con quelli del suo gruppo industriale. Difatti, come è entrato in fase di ridimensionamento, automaticamente ha ridimensionato il target della squadra. I buffi mica li pagano le Brigate Rossonere.
Squinzi paga lo sponsor che pareggia la forza economica di alcune sue competitor con 22 milioni tirati fuori dalla sua azienda di proprietà. Cioè i suoi.
Cragnotti, che lavorava con la movimentazione dei giri di soldi delle banche e non c'aveva granché di intestato, al momento della presentazione del conto, ha semplicemente mandato in default una multinazionale agroalimentare e accarozzato 400 milioni di euro di debito sulla Lazio a disposizione di chi veniva dopo di lui. E, nel caso di fallimento, avrebbe dato in culo a chi quei soldi doveva riceverli, dallo Stato a scendere, tipo Napoli soccer, Florenzia Viola, Città di Palermo e via dicendo.
Lotito, che non rischia del suo perché non c'ha un gruppo industriale dietro ne tantomeno un patrimonio a prova di bomba, evita come la peste il debito monstre e gestisce la società di cui è proprietario movimentando i soldi che produce la società di cui è proprietario.
È una cosa perfettamente normale. Non un abominio imprenditoriale.
Che poi, sul fatto che è evidente che, nonostante l'autofinanziamento, si può ulteriormente migliorare l'organizzazione societaria e l'ottimizzazione dei risultati sportivi, non ci piove. Ma, per quanto possa azzardare ed ottimizzare, non è che potrai discostarti molto da un profilo che porta la Lazio a viaggiare tra il terzo ed il sesto posto in base alle annate e ai risultati delle altre. Non lo dice Lotito o Ranxerox. Lo dice la storia, non solo la nostra. In cinque anni la Juve ha vinto lo stesso numero di scudetti che Lazio e roma hanno vinto in 207 anni complessivi.
Viaggiare costantemente tra il terzo ed il sesto posto comunque rimarrebbe un galleggiamento più che dignitoso e non la mediocrità o lo stato vegetativo di cui si accenna che, invece, oggettivamente rappresenta tutta un altra situazione. Chi ha fatto
undici anni de B dovrebbe pure saper bene come declinare al meglio queste variegate sfumature nei risultati sportivi.
Poi è ovvio che se uno vuole contestare a oltranza è nel pieno diritto di farlo.
Effettivamente siamo nel bel mezzo di un dramma sportivo e sull'orlo del baratro.