Viviamo un momento storico in cui il pensiero può essere condiviso attraverso un'enorme quantità di media. Social, forum, blog, radio, televisione, YouTube e mille altri.
E tutti si sentono autorizzati a dire la loro su tutto.
Un tempo si chiamavano "chiacchiere da bar", oggi sono "opinioni". Siccome ciascuno ritiene che le sue "opinioni" siano la verità, assoluta, ecco una rissa permanente. Quello che si legge tra tifosi della Lazio lo puoi leggere tra i tifosi del Milan o Inter, del Napoli (vedi striscione uscito l'altra notte), della Juve, della Fiorentina, dell'Atalanta, del Verona, del Torino, del Barcellona o del PSG. La stessa cosa avviene in politica, è avvenuta in relazione alla pandemia, la troviamo nella crisi Ucraina, nell'approccio al problema energetico, all'alta velocità, all'urbanistica o al riscaldamento globale.
E tutti hanno, giustamente, un'opinione!
E tutti la vogliono imporre, anche con violenza (non necessariamente fisica), agli altri.
E su quest'ultima parte avrei da eccepire.
Entrando in topic, per me definire un qualcosa associato alla Lazio come CESTONE MALEODORANTE DI PIATTUME E PORACCITUDINE è offensivo verso la storia di questa società, verso che la tifa e la ha tifata, per chi ci soffre e per chi la vive con serenità. Tra un mese nasce il mio primo nipotino (e tra tre mesi ce n'è una seconda in arrivo). Saranno Laziali (in questa cosa non ammetto opinioni contrarie!) e saranno la quinta generazione di Palo Laziali. Nel 1909 mio nonno si iscriveva alla SP Lazio come atleta e da allora la abbiamo tifata, amata e criticata per 113 anni. Ricordo quando, uscendo dallo stadio, tanti anni fa, mio padre disse, guidando la cinquecento sull'Olimpica verso casa, che non ne poteva più e che diventava interista (era il tempo di Sarti Burnich Facchetti...). E per qualche tempo lo ha fatto (parlo di settimane, eh), nel frattempo la Lazio retrocesse, l'Inter perse lo scudetto a Mantova e la coppa dei campioni a Madrid col celtic, ed i tifosi laziali, al bar, contestavano la dirigenza della Lazio. Tanto quanto gli interisti contestavano Moratti (padre) ed Allodi, o Herrera.
Siamo tutti convinti di avere la formula magica in saccoccia: quella del vaccino (sì ma il vaccino fallo te, schiavo di big Pharma), quella della pace (però pure gli ucraini...), della gestione dei rifiuti (but not in my backyard). E, ovviamente, oggi nei bar non si parla più solamente di 433 o di 532, di Mazzola o Rivera, di Cruyff o Beckenbauer. Oggi si discute di indice di liquidità, di Bond, di ROI o di correlate. Ovviamente senza MAI porre la minima attenzione alle "ragioni" dell'altro o al fatto che si stanno sparando una marea di cazzate (da bar).