Claudio Lotito (Topic Ufficiale)

Aperto da BomberMax, 02 Mag 2019, 11:13

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AutumnLeaves

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Citazione di: sharp il 06 Mag 2024, 22:56
ma il miracolo è che quella Lazio presa nei singoli non valeva il milan e tantomeno la giuve dell'epoca,
non era stata nemmeno progettata per esserlo arrivare dalla B vender uno dei pochi verametne forti e comprare tutti giocatori di B, e fare quei due anni in quella maniera ha allora (e lo avrebbe ancora di più ora)
del miracoloso, come fai a paragonare con l'epoca Cragnotti

quella Lazio nacque casualmente, il fatto che fu bellissima e a tratti imbattibile giocando un calcio ultra moderno, non cambia il fatto che fu una cosa casuale e per quello miracolosa, che tu abbia fatto il seoncdo anno alla grande (tra l'altro imho giocando anche meno bene dell'anno precedente) non cambia il discorso

nel 73-74 prendemmo giocatori che nemmeno giocarono mai, l'unico che ricordo essere un mezzo giocatore fu Borgo dalla propatria e Chimenti (che però aveva 19 anni ) che veniva dal matera, che programmazione ci vedi scusa ???
Leggi bene, io la programmazione la cito solo nell'epoca Cragnotti infatti. 25 e più anni prima il calcio era assolutamente meno strutturato, perché non c'erano le necessità per avere gli assetti societari visti negli anni a seguire. C'erano due tre squadre che giocavano in Europa, il campionato era a 16 squadre e c'era la coppa Italia. La casualità è un luogo comune per giustificare l'interruzione dei tricolori sull'asse Milano-Torino, visto l'astio per quella squadra che veniva dal nulla e che rompeva il culo a tutti per due anni di seguito. L'anno successivo al 74 fu funestato dalla malattia di Tommaso, ed ascoltando le testimonianze dei giocatori fu quello che ruppe la possibilità di un ciclo e segnò l'inizio della fine. A seguire, Cecco etc, è storia che immagino conosciamo tutti.
Resto fermo sulle mie idee.
Ripeto, la casualità fu il Verona di Bagnoli e Galderisi, circa dieci anni dopo.
E Lotito non si deve permettere di mischiare la merda con la cioccolata, per tornare in tema.

AutumnLeaves

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Citazione di: max_im1900 il 06 Mag 2024, 23:26
È squallido che un tifoso della Lazio non riconosca i giusti meriti al presidente che ci ha fatto vincere il primo scudetto della nostra storia. Che  motivo c'èra dire frutto del caso ??.
Una squadra che arriva seconda e prima in due anni non è un caso.

Forse un caso è una squadra che arriva seconda e poi l'anno successivo 7/8
Quoto tutto, pure i punti interrogativi.

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Citazione di: genesis il 06 Mag 2024, 18:15
Scusate, ma non ha detto nulla di sbagliato.
Sarà sbagliato dirlo, sarà sbagliato il contesto e così via.
Ma quella Lazio era stata costruita per non retrocedere e gli addetti ai lavori non le davano alcun credito.
Furono le abilità di Maestrelli e Sbardella, in primis, a farla diventare grande.

I tifosi hanno contestato duramente anche Lenzini e Maestrelli.
Peraltro, estrapolare 8 secondi su un discorso che magari durava due minuti e fuori del contesto della domanda è proprio l'arte della mistificazione dei contenuti.
Ma è normale, la guerra è guerra, ognuno spara quello che può e come può.

Per chi si vuole togliere lo sfizio, e capire come è andata in quei momenti, questo è tratto da Laziowiki che mi pare fonte autorevole:

Uscita con le ossa rotte dal campionato 1970/71 che vede la Lazio retrocedere in Serie B e dopo innumerevoli diatribe fra la presidenza e l'allenatore, le strade di Juan Carlos Lorenzo e Umberto Lenzini si dividono con l'esonero del trainer da parte del contestatissimo presidente. Lenzini, dopo aver sondato il terreno con alcuni allenatori (Pugliese, Helenio Herrera, secondo i giornali), opta a sorpresa per Tommaso Maestrelli fresco anch'egli di retrocessione con il Foggia e, secondo la stampa ed i tifosi, nome di secondo piano nel panorama calcistico. La rottura del rapporto con Lorenzo provoca, da parte dell'allenatore, numerose polemiche velenose che, alimentate dai giornali, rendono l'ambiente elettrico.

A nulla vale la vittoria ottenuta nella Coppa delle Alpi per stemperare gli animi surriscaldati che si addensano a Via Col di Lana. Malgrado un ottimo precampionato e la qualificazione in Coppa Italia (unica squadra di Serie B a qualificarsi) con una clamorosa vittoria nel derby, la ritrosia verso Maestrelli da parte di una frangia del tifo laziale non sembra sopirsi, anzi monta giorno dopo giorno e si aspetta la scintilla giusta per accendere il fuoco della contestazione.
Maestrelli e Lenzini i bersagli.
Martedì 5 ottobre i giocatori biancazzurri che si allenano allo stadio Flaminio vengono fatti oggetto di una violenta contestazione che costringe Maestrelli a sospendere la seduta. Il tecnico senza nessun timore, va ad affrontare i tifosi inferociti, iniziando a discutere con loro guardandoli negli occhi. La folla vuole le dimissioni di Lenzini reo, secondo loro, di essere la rovina della Lazio, per sostituirlo con un nuovo presidente e chiedono il ritorno di Lorenzo che, intanto, non smette di inviare parole di fuoco a mezzo stampa. Lenzini, da parte sua, pensa seriamente di lasciare la mano ad Andrea Ercoli o al dirigente delle minori Fabrizio Di Stefano. Inoltre le disastrose finanze della Lazio stanno convincendo il presidente a cedere Giuseppe Massa e Giorgio Chinaglia per fare cassa, e ciò porta ancora più sconforto nell'ambiente laziale.

Sbardella denuncia persino un settimanale sportivo, reo di aver scritto che sia stato lo stesso direttore generale a bloccare la cessione di Chinaglia nel luglio precedente, quando sarebbe già stato tutto concordato con una squadra del nord. La situazione nel frattempo si fa giorno dopo giorno sempre più insostenibile. Le contestazioni avvengono domenicalmente allo stadio con insulti e minacce rivolti al presidente. Scritte offensive appaiono sui muri in città, assieme a volantini firmati dal sedicente gruppo "La Coscienza della Lazio" che racchiude una parte degli oppositori alla dirigenza e all'allenatore. In soccorso del presidente arrivano i due fratelli Aldo ed Angelo che portano un po' di soldi freschi che scongiurano cessioni eccellenti. Per aumentare la rosa a disposizione dell'allenatore si ricorre agli acquisti di due giocatori sulla via del tramonto: Carlo Facchin e Giambattista Moschino.

La Lazio comunque balbetta e non gioca bene. C'è malumore continuo anche se la squadra, in definitiva, non si allontana mai dalle posizioni di vertice. Maestrelli è più volte contestato e rischia l'esonero. La fermezza di Lenzini lo mette però al riparo da ogni pericolo.

Ma chi c'è dietro a tutte queste contestazioni? Non è mai stato chiarito. Nell'ambiente si vocifera che sia lo stesso Lorenzo, assieme ad alcuni dirigenti biancazzurri ed ad alcuni giornalisti a manovrare i fili della contestazione facendo leva su alcuni capitifosi a lui fedeli. La tifoseria smentisce seccamente quest'ipotesi, ma il sospetto rimane e non si fa molto per chiarire la situazione. C'è anche la sensazione che in società si abbia una sorta di timore di qualche ritorsione se si fosse scavato a fondo sui mandanti. L'inverno in casa biancoceleste è duro per l'altalena di risultati e per le dure dichiarazioni di Lorenzo dopo ogni sconfitta. La squadra ne risente ed è emblematica la ribellione del portiere Rosario Di Vincenzo che ha un violento alterco con l'allenatore durante una partita di allenamento. Insomma si va avanti così fino alla primavera quando, il 25 marzo 1972, Lorenzo accetta di allenare il San Lorenzo de Almagro facendo così ritorno in Argentina. Di colpo si calmano le contestazioni e svaniscono nel nulla anche i contestatori della Coscienza della Lazio. I buoni risultati della squadra in lotta per la promozione fanno sì che la tifoseria si schieri finalmente con Maestrelli mettendo così una pietra tombale su dissidi e contestazioni di ogni sorta.


Questa era la situazione a fine stagione 1971/1972. Appena promossi in A.
Molte analogie e situazioni che si ripetono identiche.
Non c'era una lira, acquisti di giocatori a fine corsa per rimpolpare la rosa e la contestazione a Lenzini che era "il male della Lazio" perché non faceva sognare i tifosi costruendo una squadra competitiva.
A me, a dir la verità, non sembra una situazione nella quale si stesse programmando lo scudetto per arrivarci due campionati dopo.
Che "la coscienza dei tifosi della Lazio", cuore pulsante della contestazione, invece non c'ha capito un cazzo, visto quello che è accaduto dopo due anni, appare abbastanza evidente.
Ma sicuramente avranno festeggiato pure loro lo scudetto di Lenzini che era "il male della Lazio"


AutumnLeaves

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Quindi secondo il tuo illuminato parere, il tifoso della Lazio è nammerda dagli anni 70.  :pp
Confrontare quegli anni e quelle contestazioni è materia per sociologi, di quelli bravi però. Sputare su quello scudetto, a difesa del fortino del senatore invece è un'ossessione incurabile.

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Ranxerox

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Citazione di: kelly slater il 06 Mag 2024, 18:32
Niente ... io penso che anche se un giorno griderà Forza Rxxa ci sarà qualche laziale che lo giustificherà.
Ha vinto lui , stamoce.
Ha vinto lui non per i laziali che non lo contestano apertamente, che sono una minoranza. "La sparuta minoranza".
Ma perché ha comprato legittimamente la Lazio e da lì in poi ha rimbalzato tutto e tutti. Ma proprio di brutto.
Un osso duro.
Troppo duro per chi pensava di metterlo a fare il pupazzetto.
Gli errori nella vita si pagano.
Potevano farsi i cazzi loro quelli che ne hanno agevolato l'avvento.
Ripartivamo dalla C, per la gioia di tutti, e adesso sicuramente avevano già vinto duecento scudetti come facevamo sempre prima che arrivasse lui.
In realtà la Lazio è molto dignitosa, ma non interessa granché.

Ranxerox

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Citazione di: AutumnLeaves il 07 Mag 2024, 00:15
Quindi secondo il tuo illuminato parere, il tifoso della Lazio è nammerda dagli anni 70.  :pp
Confrontare quegli anni e quelle contestazioni è materia per sociologi, di quelli bravi però. Sputare su quello scudetto, a difesa del fortino del senatore invece è un'ossessione incurabile.
Quindi non capisci un cazzo di quello che leggi e spari a casaccio.
Come sempre d'altronde.
Sei diventato un disco rotto.

Peraltro si, se dici ad un sociologo che adesso è tempo di contestazione, analizzata la situazione generale, la gestione societaria e i risultati sportivi, per prima cosa ti consiglia di andare da uno psicologo.
Ma bravo però.
Perché se no un tifoso del Torino (tanto per dirne uno) si dovrebbe mettere una pistola in bocca e tirare il grilletto.
Sempre se parliamo del tifoso che deve sognare.
Non vince un cazzo da una vita, non va in Europa, ha perso settecento derby di seguito e non ne vince uno da 20 anni.
Eppure è una squadra col blasone e di una citta metropolitana che, se tanto mi dà tanto, anche lui meriterebbe ben altro.

Per ultimo.
Lo sai come è finito Lenzini dopo la programmazione? Con una montagna di debiti, ha dovuto passare la mano senza alcun potere contrattuale e con la Lazio in B dove se non ti ricordi è rimasta per anni.
Lo sai come è finito il sogno Cragnotti?
Con la società sull'orlo del fallimento, i libri in tribunale, montagne di debiti di diverso genere e fornitori non pagati, giocatori regalati per coprire i buchi ed onorare i pagamenti rateali degli acquisti precedenti, e un buiaccaro che ha preso la Lazio a prezzo di saldo scontando le fatture insolute dei suoi appalti con la Regione.
Bisogna ricordarsele tutte le cose che sono accadute nel tempo, non solo quelle che hanno fatto piacere.
Dopodiché quello sta lì da vent'anni. Se non lo sopportate più, levatelo con tutti i mezzi possibili, mica ve lo impedisce nessuno.

AutumnLeaves

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Citazione di: Ranxerox il 07 Mag 2024, 00:39
Quindi non capisci un cazzo di quello che leggi e spari a casaccio.
Come sempre d'altronde.
Sei diventato un disco rotto.

Peraltro si, se dici ad un sociologo che adesso è tempo di contestazione, analizzata la situazione generale, la gestione societaria e i risultati sportivi, per prima cosa ti consiglia di andare da uno psicologo.
Ma bravo però.
Perché se no un tifoso del Torino (tanto per dirne uno) si dovrebbe mettere una pistola in bocca e tirare il grilletto.
Sempre se parliamo del tifoso che deve sognare.
Non vince un cazzo da una vita, non va in Europa, ha perso settecento derby di seguito e non ne vince uno da 20 anni.
Eppure è una squadra col blasone e di una citta metropolitana che, se tanto mi dà tanto, anche lui meriterebbe ben altro.

Per ultimo.
Lo sai come è finito Lenzini dopo la programmazione? Con una montagna di debiti, ha dovuto passare la mano senza alcun potere contrattuale e con la Lazio in B dove se non ti ricordi è rimasta per anni.
Lo sai come è finito il sogno Cragnotti?
Con la società sull'orlo del fallimento, i libri in tribunale, montagne di debiti di diverso genere e fornitori non pagati, giocatori regalati per coprire i buchi ed onorare i pagamenti rateali degli acquisti precedenti, e un buiaccaro che ha preso la Lazio a prezzo di saldo scontando le fatture insolute dei suoi appalti con la Regione.
Bisogna ricordarsele tutte le cose che sono accadute nel tempo, non solo quelle che hanno fatto piacere.
A me sembra che chi non capisca un cazzo, o peggio, faccia finta di non capire sia tu, che prima lanci il sasso e poi, quando qualcuno ti fa notare che hai scritto una serie di cazzate, ti si chiude la vena. Ribadisco che stai sputando sui tifosi della Lazio (e non da oggi) di ogni epoca e sui pochi anni di gloria della nostra società, a protezione delle tue ossessioni. Rileggiti, ma bene, e poi ritorna qui a parlare civilmente, cosa che non ti riesce quando vieni contraddetto.

sharp

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Citazione di: AutumnLeaves il 06 Mag 2024, 23:29
Leggi bene, io la programmazione la cito solo nell'epoca Cragnotti infatti. 25 e più anni prima il calcio era assolutamente meno strutturato, perché non c'erano le necessità per avere gli assetti societari visti negli anni a seguire. C'erano due tre squadre che giocavano in Europa, il campionato era a 16 squadre e c'era la coppa Italia. La casualità è un luogo comune per giustificare l'interruzione dei tricolori sull'asse Milano-Torino, visto l'astio per quella squadra che veniva dal nulla e che rompeva il culo a tutti per due anni di seguito. L'anno successivo al 74 fu funestato dalla malattia di Tommaso, ed ascoltando le testimonianze dei giocatori fu quello che ruppe la possibilità di un ciclo e segnò l'inizio della fine. A seguire, Cecco etc, è storia che immagino conosciamo tutti.
Resto fermo sulle mie idee.
Ripeto, la casualità fu il Verona di Bagnoli e Galderisi, circa dieci anni dopo.
E Lotito non si deve permettere di mischiare la merda con la cioccolata, per tornare in tema.

leggi bene anche tu, io ho parlato di casualità nel creare quella squadra,
non che non meritassimo e/o che non dessimo fastidio,
venivi dalla B e prendesti tutti giocatori di B senza nessun nome, Sbardella era un fenomeno
e Maestrelli anche di più , sono convinto anche io che se Maestrelli non si fosse ammalato avremmo continuato a fare bene , non benissimo, economicamente era già un miracolo, scomparso il Mr quei giocatori non fecero più niente di veramente eclatante nel resto della carriera, di verametne forti c'erano Giorgio Vincenzo Cecco e Wilson, poi Frustalupi (un genio incompreso per anni) ma era anziano. forse Garla, il resto erano giocatori che fecero le fiamme con il maestro Martini e Petrlli sembravano Suurbier e Rijsbergen, ma non lo erano non ci si avvicinavano minimamente (quelli erano fenomenali i nostri furono bravissimi eh)

ranx ha riassunto storie che nonostante fossi piccolo ricordo ancora , la coscienza della Lazio cazzo i tifosi
(vip) che chiedevano di cacciare Maestrelli e richiamare Lorenzo, le vicissitudini economiche, si incanalò tutto
casuale intende mica il risultato , ma come si arrivò a creare quella squadra ed è quello che intendeva Genesis (lo ha anche ribadito), non so se è quello che intendeva Lotito (e sinceramente nemmeno mi interessa), non sento mai le sue dichiarazioni dal giorno che si è insediato (ero terrorizato dopo la prima volta, temevo veramente il peggio da li me le risparmio).



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Sbardella e Tommaso erano due fenomeni nel trovare gli uomini giusti al posto giusto. E fenomeno fu Lenzini che li portò alla Lazio. Loro non scelsero i nomi casualmente, ma avevano le competenze per farlo. Che poi alcuni si siano persi non significa nulla, nel contesto Lazio erano il massimo e contava solo questo

sharp

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ok quello che dovevo scrivere l'ho scritto inutile continuare

Ranxerox

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Citazione di: AutumnLeaves il 07 Mag 2024, 00:56
A me sembra che chi non capisca un cazzo, o peggio, faccia finta di non capire sia tu, che prima lanci il sasso e poi, quando qualcuno ti fa notare che hai scritto una serie di cazzate, ti si chiude la vena. Ribadisco che stai sputando sui tifosi della Lazio (e non da oggi) di ogni epoca e sui pochi anni di gloria della nostra società, a protezione delle tue ossessioni. Rileggiti, ma bene, e poi ritorna qui a parlare civilmente, cosa che non ti riesce quando vieni contraddetto.

Ma rileggi bene te che io non sputo su niente della Lazio da sempre e per principio, cosa che invece fate continuamente voi.
Su ogni cazzo di santissima cosa. Basta leggere ogni topic.
Insulti sul presidente, sui giocatori, sugli allenatori.
State col veleno che vi acceca ogni anelito di entusiasmo e parli di sputare a me?
La tristezza fatta tifoso orco zio.

A me manco i tifosi della Roma parlano della Lazio come ne state parlando voi.
Pare che state tifando la merda fatta squadra. E io so' quello che sputa sulla Lazio e sui tifosi?
State a fa' tutto da soli a dire il vero.

La "coscienza della Lazio" ha contestato Lenzini e Maestrelli.
È un fatto.
Quelli, due anni dopo, ti hanno fatto vincere lo scudetto.
Ed è un'altro fatto.
Quindi quelli che dicevano che Lenzini e Maestrelli erano il male della Lazio e che dovevamo essere cacciati, sono stati smentiti dai fatti.
Quindi sì, non c'hanno capito un  cazzo.
Sputavano loro sui tesserati della Lazio e se lo sono dovuto rimangiare lo sputo, perché poi, a scudetto vinto, hanno festeggiato come chi non gli cacava il cazzo.

Siccome la storia insegna a non ripetere gli stessi errori, 1+1 fa due, accendi il cervello e tira le conseguenze.

Se no aderisci a: "Emozione Lazio" altra associazione di tifosi che voleva trovare il modo di far cadere il tiranno.
La storia si ripete perché noi non saremo mai una strisciata e il DNA del tifoso Laziale sempre quello rimane.

Insoddisfatto, contestatore, livoroso.
Pure con Cragnotti è accaduto, tanto che nella "querelle" della cessione di Signori era sul punto di mollare per la contestazione dei tifosi.
Stendiamo un velo sul trattamento riservato al povero Calleri, che invece ha gettato le basi della Lazio 2.0, preparando quello che ci ha fatto godere dopo con Cragnotti e adesso con Lotito.

Non vi godete niente e vi sta bene, che ormai siete entrati in circolo vizioso dal quale non potete più uscire.
Ogni cosa: è corpa de Lodido

Per divertimento ho cercato nei profili dei più fervidi contestatori, i post, di entusiasmo dopo la quarta vittoria di Tudor in campionato.
Il gelo. In alcuni casi, assoluto.
Francamente impressionante,
ma è ovvio che ognuno reagisce come gli pare.





Assoluto

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Citazione di: Ranxerox il 06 Mag 2024, 01:27
Non dipende da me e manco da loro.
A me Lotito non ha convinto già la prima volta che andò sotto la curva.
Ma la realtà dei fatti è questa.
Il presidente è lui e non sembra ci sia qualcosa di diverso all'orizzonte.
Ma ciò non significa che questa Lazio faccia schifo solo perché è la Lazio di Lotito.
A me sembra invece molto competitiva e sulla strada giusta come poche volte nella nostra storia.
Non facciamo il passo più lungo della gamba ma siamo sempre cresciuti, un pizzico alla volta e difficilmente siamo tornati indietro.
Io me li auguro altri dieci anni fissi tra Champions e Europa League. Pure 5 in una e 5 nell'altra.
Quando ero un millenial io, pareggiare fuori casa era un'impresa, giocare la coppa UEFA un sogno irraggiungibile e invece di guardare chi stava davanti per raggiungere la gloria, guardavamo indietro per vedere quanti punti ci separavano dalla retrocessione.
Non un anno solo, era la normalità.

Dopo lo scudetto del '74 il trofeo successivo l'abbiamo alzato nel 1998. 25 anni dopo.
Io non ho pianto in quel momento, ma al fischio finale della semifinale con la Juve perché, per la prima volta della mia vita da tifoso, la mia squadra avrebbe giocato "la finale" di un trofeo.

Era la prima volta e non l'avevo mai assaporato prima. Il tutto dopo ben 33 anni di tifo.
UNA FINALE
È stata un'emozione incredibile il solo arrivarci.

Con tutto il rispetto delle nuove generazioni, alle quali auguro di essere molto più fortunate di noi, posso tranquillamente confermare che Lotito ha fatto molto di più e meglio di tanti altri presidenti, adesso si può essere veramente orgogliosi di essere tifosi della Lazio, visto il livello della squadra e visto che questo è uno dei migliori momenti di forza della nostra storia, sia sotto l'aspetto dei risultati che della qualità del gioco e dei giocatori.

Per cui va bene contestare e sperare in un futuro ancora migliore, ma nel frattempo possiamo raccontarci e vivere la Lazio attuale molto meglio di come stiamo facendo e con una maggiore serenità.
Non è difficile.
Ti avevo risposto nel topic di Castellanos, prima che la moderazione cancellasse tutto. Ti rispondo anche qua.

Sì, hai ragione sul fatto che questa è comunque una Lazio solida se prendiamo in esame la storia di questa squadra, fatta di alti e bassi, momenti belli ma anche altri drammatici, per cui che l'attuale Lazio sia in un certo senso rassicurante è condivisibile.
Tuttavia, il problema del tifoso con Lotito è un altro. A parte l'antipatia del personaggio, il suo modo di fare, di comportarsi, quello che dice e come lo dice, che spesso fa vergognare il tifoso e non lo fa sentire affine al suo presidente (e quindi non rappresentato), il vero problema è la staticità che si prevede da qui in avanti.
Quando auspichi una maggiore fortuna alle prossime generazioni, questo augurio purtroppo cadrà nel vuoto, perché le prossime generazioni con Lotito vedranno sempre e solo quello che stiamo vedendo oggi noi. Se per te è una fortuna il momento attuale, ragiona sul fatto che tu avrai sì, sofferto per una Lazio che rischiava la retrocessione, ma hai potuto sperare di meglio, sognare un futuro migliore, mentre incitavi una squadra comunque combattiva, con un'identità forte. E poi hai avuto Cragnotti, la Lazio stellare tanto desiderata (e durata troppo poco), che non sarebbe esistita senza l'ipotesi di un cambio di presidenza, se la gestione del tempo avesse deciso che la Lazio apparteneva a lei e lei soltanto, quale che fossero le possibilità di crescita.
Da oggi in poi, con la dinastia Lotito, questi sogni saranno proibiti, irrealizzabili. La mancanza di sogni farà passare la voglia a molti tifosi, anche se la Lazio dovesse (e non sarà mai così) arrivare tutti gli anni dal quarto al terzo posto. Se non puoi sognare di arrivare primo, muori.

Inoltre, anche se guardando la classifica tutto sommato quest'anno non è così negativo, drammatico è stato il gioco, le dinamiche interne, il comportamento di allenatore, giocatori e presidente che non rinforza a gennaio. Lo è stato l'atteggiamento della squadra in partite contro squadrette, il non recuperare mai una situazione di svantaggio, il gioco piatto, monotono, senz'anima, la mancanza di voglia, il bruciare certi giocatori (leggasi Kamada), l'assenza di un attacco degno di questo nome e una difesa colabrodo.
Poi guardi la classifica e pensi "Ah, però, mi sembrava peggio", ma il viaggio è stato una sofferenza. Mettici pure che questa sembra solo l'anticamera di una prossima annata che si prevede disastrosa, con la perdita di giocatori importanti (non fenomeni, ma comunque titolari da rimpiazzare) e introiti scarsi per rimediare, considerando che Lotito di suo non mette un euro.

Insomma, non è detto che una Lazio magari più scarsa ma più combattiva, con un'identità più forte e giocatori che danno tutto sia peggiore di questa "solida realtà" piatta e incolore. Uno potrebbe rassegnarsi all'idea di non essere da prime posizioni e sognare di diventarlo, ma è difficile fare i conti con l'idea che da qui al termine dei tuoi giorni assisterai sempre alla stessa, solita manfrina, tutti gli anni, senza sperare che qualcosa possa cambiare.

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shaolin

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Ah... reietto ce sei tu e tre quarti de villa s.sebastiano. spali solo fango sulla storia della Lazio. Quando sparirai sarà sempre troppo tardi. Non ho aggiunto nulla al topic ma ho avuto un rigurgito antifascista

WhiteBluesBrother

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Ho fatto un post che è sparito. Annamo bene.
Cerco di riassumere.
Confronti con quello che è successo oltre 50 anni fa con i protagonisti tutti morti sono irricevibili. Il calcio è il
Mondo sono cambiati 5 volte come minimo.
I competitor nostri dalla stagione prossima saranno il Toro di Tintoretto e La Violacea del capo Ndrangheta di oltre oceano, due teste di cazzo che non capiscono nulla e non solo di calcio, per fortuna nostra.
Questo fra senato e totale mancanza di soldi, struttura, deleghe, senza un allenatore di livello, con una squadra da ricostruire ci lascia con prospettive nere con la concorrenza che andrà in CL che ci saluta proprio.

Adler Nest

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Tempo ormai di bloccare pure sto topic...
Un Vietnam continuo.

max_im1900

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Senza stare a scomodare sbardella e lenzini, visto che sono passati 50 anni e tanti di noi manco c'erano, e tanti altri non ci sono più.

La programmazione di lotito la vedremo tra un mese, con la squadra da rifondare e un allenatore che, come tanti avevano detto, così yesman non è.

GiPoda

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Citazione di: max_im1900 il 06 Mag 2024, 23:26
È squallido che un tifoso della Lazio non riconosca i giusti meriti al presidente che ci ha fatto vincere il primo scudetto della nostra storia. Che  motivo c'èra dire frutto del caso ??.
Una squadra che arriva seconda e prima in due anni non è un caso.

Forse un caso è una squadra che arriva seconda e poi l'anno successivo 7/8
Invece può essere un caso come ci ha ricordato Tudor giorni fa ovvero che poi c è il campo altrimenti la classifica sarebbe sempre quella stabilita alla fine del calciomercato.
E meno male.
E' il bello del calcio.
Penso siamo tutti d accordo che il Napoli sia stato costruito in questi anni per cercare di vincere uno scudetto.
Lo ha vinto eppure  l anno dopo, cioè quest anno, si ritrova ottava a quasi 40 punti dalla capolista  a tre giornate dalla fine.
Succede quindi, pure a quelli che avevano programmato una squadra da vertice e fatto, per raddrizzare la barca, il famoso mercato di gennaio ad esempio.

shaolin

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Diciamo che con Lotito lo scudetto non lo vinci manco per il "caso" .
Questo non ha il minimo rispetto per i tifosi e per la nostra storia.

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GoodbyeStranger

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Citazione di: Achab77 il 06 Mag 2024, 07:33
Il tuo penultimo post (non questo, che è uno gnegne abbastanza trascurabile) devo ammettere che è stato illuminante.
E non è la prima volta che succede, ma ci faccio caso solo adesso: molti dei netters come te, che rispondono a chi critica sempre in maniera frontale e diretta, spesso lo fanno con una prosopopea da marchese del grillo, tipo "io so io e voi...".
La buttate sull'insegnare la vita agli altri, sullo screditare l'interlocutore mettendone in discussione l'istruzione, le capacità cognitive, addirittura il modo di lavorare.
Una volta un netter addirittura mi rispose che lui veniva pagato per insegnare e spiegare certe cose e quindi non poteva perdere tempo e riportarle gratis su un forum (per i pezzenti come me, credo intendesse alla fine della fiera).
Ci ho messo un po', poi però ho capito chi mi ricorda tutto questo.
E comprendo meglio il perché di una certa affinità/simpatia per il personaggio al di là delle questioni di Lazio e di squadra.
Fine, volevo solo ringraziarti per avermi finalmente aiutato a codificare meglio certi passaggi, si sa che noi che non sappiano né campare né lavorare abbiamo bisogno di tempo per arrivare alle scontate verità.
:beer:

Libero di interpretare come vuoi.
Io sono solo disgustato dalla violenza verbale e dell'assolutismo che si riscontra solo su questi forum, nella vita "reale" (che non voglio insegnare a nessuno ma solo ricordare che esiste) sta roba che si legge qui non si potrebbe trasportare perché ci sarebbero le strade in fiamme... Ma se non si riesce a capire che si è andati ben oltre la "realtà" e che è tutto sfuggito di mano... Pazienza.

Non è che devo sta sopra per forza... Quando finalmente mi saro' stufato staccherò e torno alla realtà che è ne più ne meno quella spiegata da ranx poco fa.


Palo

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Premessa 1
Lotito, se imparasse a stare zitto ci guadagnerebbe in mortacci sua!
Premessa 2
Citazione di: Ranxerox il 07 Mag 2024, 00:02
I tifosi hanno contestato duramente anche Lenzini e Maestrelli.
Peraltro, estrapolare 8 secondi su un discorso che magari durava due minuti e fuori del contesto della domanda è proprio l'arte della mistificazione dei contenuti.
Ma è normale, la guerra è guerra, ognuno spara quello che può e come può.

Per chi si vuole togliere lo sfizio, e capire come è andata in quei momenti, questo è tratto da Laziowiki che mi pare fonte autorevole:

Uscita con le ossa rotte dal campionato 1970/71 che vede la Lazio retrocedere in Serie B e dopo innumerevoli diatribe fra la presidenza e l'allenatore, le strade di Juan Carlos Lorenzo e Umberto Lenzini si dividono con l'esonero del trainer da parte del contestatissimo presidente. Lenzini, dopo aver sondato il terreno con alcuni allenatori (Pugliese, Helenio Herrera, secondo i giornali), opta a sorpresa per Tommaso Maestrelli fresco anch'egli di retrocessione con il Foggia e, secondo la stampa ed i tifosi, nome di secondo piano nel panorama calcistico. La rottura del rapporto con Lorenzo provoca, da parte dell'allenatore, numerose polemiche velenose che, alimentate dai giornali, rendono l'ambiente elettrico.

A nulla vale la vittoria ottenuta nella Coppa delle Alpi per stemperare gli animi surriscaldati che si addensano a Via Col di Lana. Malgrado un ottimo precampionato e la qualificazione in Coppa Italia (unica squadra di Serie B a qualificarsi) con una clamorosa vittoria nel derby, la ritrosia verso Maestrelli da parte di una frangia del tifo laziale non sembra sopirsi, anzi monta giorno dopo giorno e si aspetta la scintilla giusta per accendere il fuoco della contestazione.
Maestrelli e Lenzini i bersagli.
Martedì 5 ottobre i giocatori biancazzurri che si allenano allo stadio Flaminio vengono fatti oggetto di una violenta contestazione che costringe Maestrelli a sospendere la seduta. Il tecnico senza nessun timore, va ad affrontare i tifosi inferociti, iniziando a discutere con loro guardandoli negli occhi. La folla vuole le dimissioni di Lenzini reo, secondo loro, di essere la rovina della Lazio, per sostituirlo con un nuovo presidente e chiedono il ritorno di Lorenzo che, intanto, non smette di inviare parole di fuoco a mezzo stampa. Lenzini, da parte sua, pensa seriamente di lasciare la mano ad Andrea Ercoli o al dirigente delle minori Fabrizio Di Stefano. Inoltre le disastrose finanze della Lazio stanno convincendo il presidente a cedere Giuseppe Massa e Giorgio Chinaglia per fare cassa, e ciò porta ancora più sconforto nell'ambiente laziale.

Sbardella denuncia persino un settimanale sportivo, reo di aver scritto che sia stato lo stesso direttore generale a bloccare la cessione di Chinaglia nel luglio precedente, quando sarebbe già stato tutto concordato con una squadra del nord. La situazione nel frattempo si fa giorno dopo giorno sempre più insostenibile. Le contestazioni avvengono domenicalmente allo stadio con insulti e minacce rivolti al presidente. Scritte offensive appaiono sui muri in città, assieme a volantini firmati dal sedicente gruppo "La Coscienza della Lazio" che racchiude una parte degli oppositori alla dirigenza e all'allenatore. In soccorso del presidente arrivano i due fratelli Aldo ed Angelo che portano un po' di soldi freschi che scongiurano cessioni eccellenti. Per aumentare la rosa a disposizione dell'allenatore si ricorre agli acquisti di due giocatori sulla via del tramonto: Carlo Facchin e Giambattista Moschino.

La Lazio comunque balbetta e non gioca bene. C'è malumore continuo anche se la squadra, in definitiva, non si allontana mai dalle posizioni di vertice. Maestrelli è più volte contestato e rischia l'esonero. La fermezza di Lenzini lo mette però al riparo da ogni pericolo.

Ma chi c'è dietro a tutte queste contestazioni? Non è mai stato chiarito. Nell'ambiente si vocifera che sia lo stesso Lorenzo, assieme ad alcuni dirigenti biancazzurri ed ad alcuni giornalisti a manovrare i fili della contestazione facendo leva su alcuni capitifosi a lui fedeli. La tifoseria smentisce seccamente quest'ipotesi, ma il sospetto rimane e non si fa molto per chiarire la situazione. C'è anche la sensazione che in società si abbia una sorta di timore di qualche ritorsione se si fosse scavato a fondo sui mandanti. L'inverno in casa biancoceleste è duro per l'altalena di risultati e per le dure dichiarazioni di Lorenzo dopo ogni sconfitta. La squadra ne risente ed è emblematica la ribellione del portiere Rosario Di Vincenzo che ha un violento alterco con l'allenatore durante una partita di allenamento. Insomma si va avanti così fino alla primavera quando, il 25 marzo 1972, Lorenzo accetta di allenare il San Lorenzo de Almagro facendo così ritorno in Argentina. Di colpo si calmano le contestazioni e svaniscono nel nulla anche i contestatori della Coscienza della Lazio. I buoni risultati della squadra in lotta per la promozione fanno sì che la tifoseria si schieri finalmente con Maestrelli mettendo così una pietra tombale su dissidi e contestazioni di ogni sorta.


Questa era la situazione a fine stagione 1971/1972. Appena promossi in A.
Molte analogie e situazioni che si ripetono identiche.
Non c'era una lira, acquisti di giocatori a fine corsa per rimpolpare la rosa e la contestazione a Lenzini che era "il male della Lazio" perché non faceva sognare i tifosi costruendo una squadra competitiva.
A me, a dir la verità, non sembra una situazione nella quale si stesse programmando lo scudetto per arrivarci due campionati dopo.
Che "la coscienza dei tifosi della Lazio", cuore pulsante della contestazione, invece non c'ha capito un cazzo, visto quello che è accaduto dopo due anni, appare abbastanza evidente.
Ma sicuramente avranno festeggiato pure loro lo scudetto di Lenzini che era "il male della Lazio"


Io c'ero, avevo già una decina di anni di stadio è quasi venti di età. Ed è andata proprio così. Ricordo che parlando con papà (ricordo che stavamo camminando in via Tigrè, il corsport ripiegato sotto il suo braccio), gli chiesi se era d'accordo nel contestare Lenzini, Sbardella e Maestrelli. Con Lenzini ce l'aveva un po', Sbardella guai a chi glielo toccava, Maestrelli era l'ex capitano della asroma, quello che la aveva guidata in serie B, ma Lorenzo anche basta, eh!

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Quella Lazio fu un fulmine improvviso. Nessuno se l'aspettava e tutti, per parecchio tempo durante la stagione (parlo della 72/73) eravamo convinti che sarebbe finita. Ma quella Lazio vinse 4 derby di fila. Io, a memoria viva, ricordavo (male per la verità) quello di Rozzoni, che per papà divenne un incrocio tra Piola e Valentino Mazzola, e quello di D'Amato (ero allo stadio). Erano gli unici vinti dalla Lazio di Palo (qualcosa era successo quando andavo all'asilo, ma francamente, non ricordo nulla).
Dietro alla Lazio di Maestrelli, Lenzini e Sbardella c'era un incastro di capacità, caratteri, competenze e circostanze favorevoli che possono essere paragonati ai mitici allineamenti astrali. Era un equilibrio così straordinario e, purtroppo, così instabile, che una volta alterato (dalla malattia del Maestro, dalla tragedia di Re Cecconi, dalla fuga di Chinaglia) si è dissolto.
Esattamente 50 anni fa, mi stavo mettendo d'accordo con un amico per andare la domenica allo stadio. Tevere non numerata, lato curva nord. Che tempi, che gioia... aggiungiamoci che avevo 20 anni...

Di quella Lazio nessuno ha mai sottolineato che c'era una parte importante che arrivava dal settore giovanile. Ecco, se dovessi prendere qualcosa di quegli anni, in termini prospettici, prenderei gli Oddo, i D'Amico, Giordano, Manfredonia, Agostinelli, Di Chiara... c'era pure uno che si chiamava Tarallo.

Io mi preparo a celebrare il 50mo anniversario di quella domenica come una festa. Voi fateve il sangue amaro pensando al "despota" ladro di sogni.
Il vino buono per festeggiare l'arrivo del nuovo proprietario della Lazio io ce l'ho da parte. Spero di poterlo aprire, ma non me ne faccio un'ossessione. Una bottiglia, forse meno pregiata, era pronta per l'accesso alla Champions... peccato, magari la apro per festeggiare una importante vittoria della mia squadra di basket o la sconfitta della asroma.

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