Non capisco nulla di economia, né di gestione aziendale - e il post potrebbe anche chiudersi qui - ma non capisco secondo alcuni quali sarebbero le armi contro Lotito se non, pur a malincuore, il danneggiamento volontario della Lazio per un bene superiore.
Della manifestazione fine a se stessa se ne sbatte come ha sempre fatto con qualunque tipo di protesta. Non è una persona empatica, che ragiona sullo stesso nostro livello, con cui si possa parlamentare. È un muro gelido, preso unicamente dai suoi affari e tornaconti, non ha sensibilità né passione per questo sport, non tifa Lazio e delle sorti sportive di questa squadra, fintanto che galleggia, non gliene frega nulla.
L'unico danno che può accusare è quello economico. Da qui, ripetendo il mio incipit - non so nulla di economia e di gestione aziendale - l'unico ragionamento spicciolo che mi sento di fare è che se la Lazio dovesse calare ulteriormente di prestigio e piazzamenti, a causa di fondi che calano e gente sempre più (almeno apparentemente) disinteressata, anche la sua immagine subirebbe il colpo e forse, dico FORSE, la Lazio non risulterebbe più per lui un mezzo così efficace per sostenere le sue aziende e rimpolpare la sua immagine pubblica. Solo allora, FORSE, potrebbe pensare di mollare.
Si tratta di tagliarsi le palle da soli, è vero. Ma sarebbero palle che potrebbero poi ricrescere più fertili e feconde, un danneggiarsi oggi per stare meglio domani. Io non ho la risposta se questo sia giusto, desiderabile, auspicabile, fattibile; ma come mi ha fatto calare la passione Lotito, penso niente e nessuno mai, e forse anche la mancanza di voglia di stargli ancora appresso, sapendo che non si sta andando da nessuna parte, mi renderà più facile smettere di foraggiarlo per sperare in un mondo migliore domani, dovessimo anche passare dagli inferi.