Vorrei chiarire due cose:
1) il discorso di gazza66 l'ho condiviso fino a qualche mese fa. È una persona che si nutre del successo e del conflitto, e la Lazio (molto più della politica) gli dà entrambe le cose. E fin qui ci siamo. Poi subentra però anche un'analisi contestuale: il calcio sta cambiando e in fretta, si è lanciato in un'impresa (quella del Flaminio) che non è da lui, ovvero un'operazione molto complessa che prevede tutta una fitta serie di trappole che rischiano di inchiodarlo sia a livello di immagine che soprattutto di costi. È un percorso che prevede un'esposizione importante sotto i riflettori, dove può davvero rischiare per la prima volta di ritrovarsi con una mano davanti e una dietro, e dovrà necessariamente coinvolgere investitori e partner variegati. Ma quando mai in 21 anni Lotito si è messo nelle condizioni di dover dipendere da altri e di dover fare operazioni del genere? Abbiamo sempre detto che al massimo avrebbe sfruttato i suoi terreni sulla tiberina, e ci ha provato in tutti i modi. Ha come alternativa l'Olimpico, che tra l'altro con l'uscita di scena delle merde in sostanza diventerebbe il "suo" stadio, sapendo tra l'altro di essere l'unico inquilino pagante (e quindi con molti più margini di aumentare sponsorizzazioni e di rinegoziare il canone). E invece sta pure facendo in fretta per il Flaminio, conoscendo i suoi tempi. Perché?
2) Per rispondere a un altro netter, il discorso del "quando" post autorizzazione a procedere per il nuovo stadio è relativo: paradossalmente mollare quando hai tutti gli ok formali e istituzionali avrebbe un vantaggio, ovvero quello di sottoporre all'acquirente nuovo tutta la procedura e il percorso per ristrutturare il Flaminio, magari anche con un colosso come Legends che si presenta con un parterre di investitori già pronti, ma sostanzialmente incassando il prezzo comprensivo di quel mostruoso valore aggiunto senza di fatto essersi immerso nel casino organizzativo e mediatico dell'effettiva realizzazione.
Vi pare poco?
In sostanza: è vero che Lotito è un narcisista patologico, un malato di protagonismo e soprattutto che si sente il padre padrone della Lazio, da cui assorbe tutta la sua notorietà.
È altrettanto vero, però, che non è stupido, che ha un'età "importante", che sa che la famiglia probabilmente non ha le risorse per mantenere il suo livello di controllo (e forse è un segnale anche il fatto che Lotito non abbia costruito nessuna figura che possa in futuro fare le sue veci lavorando accanto a lui in questi anni, anche solo per affiancare Enrico in futuro) ma soprattutto che in questo momento il jackpot che si sta profilando è di quelli che non ha mai fatto in vita sua.
Se tutti questi elementi concorreranno realmente a una sua cessione nessuno lo sa.
Quello che però non si può ignorare è che per la prima volta in più di un ventennio i segnali sembrano molto diversi rispetto al passato.