Claudio Lotito (Topic ufficiale)

Aperto da gentlemen, 10 Ago 2014, 01:36

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Aquila Romana

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Citazione di: fish_mark il 13 Ott 2014, 17:40

La cazzata per cui una volta andavamo tutti allo stadio oggi no perché c'è la pay è priva di fondamento storico.
Lazio-Bari del 1982 ebbe 6000 presenti: SEIMILA.
6 mesi dopo, con Giordanoe Manfredonia, 70 mila per il Milan all'Olimpico.
Se cominci a macinare sul campo, Canigiani può pure mettersi in ferie: la gente accorrerà allo stadio, senza sconti e facilitazioni.


Ultimamente, da secondi in classifica, abbiamo affrontato il Chievo con 15.000 presenze

PS: sicuro di quei 6.000 contro il Bari ? Solo con la curva ne facevamo ben oltre 10.000, la Tevere era sempre piena almeno per metà e la Maestrelli ancora ben frequentata (nonostante quello sia stato il peggior campionato della nostra storia)

gaizkamendieta

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Citazione di: DajeLazioMia il 13 Ott 2014, 17:16
A me sfugge un concetto.
Fermo restando quello che dici/dite che mi sembra abbastanza ovvio, ma allora i 30k col Sassuolo sono o non sono un ottimo risultato?
Vi risulta che la società chieda i 60k spettatori? Stanno provando a spingere l'asticella a 35 k (sarebbe il pubblico di Juve-Riomma!!! Lo stadio della Juve è più piccolo, ma è stato fatto apposta così, visto che oggi parte del grande pubblico sta a casa davanti alla tv).
Se la Lazio le ultime 5 partite in casa starà lottando per il terzo posto faremo i 40k.
Vedete un'anomalia Lazio? Se sì dove?
ma 30000 per lazio sassuolo son tanti! chi dice che son pochi? io dico che  per arrivare a 40  o addirittuta di piu (come vorrebbe qualcuno... anzi tutti..) non bastano le iniziative ma c'è bisogno di qualcosa di piu dal campo!

fish_mark

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Citazione di: Aquila Romana il 13 Ott 2014, 17:56
Ultimamente, da secondi in classifica, abbiamo affrontato il Chievo con 15.000 presenze

PS: sicuro di quei 6.000 contro il Bari ? Solo con la curva ne facevamo ben oltre 10.000, la Tevere era sempre piena almeno per metà e la Maestrelli ancora ben frequentata (nonostante quello sia stato il peggior campionato della nostra storia)

Lazio Chievo? So a cosa ti riferisci, ma tieni conto di qualche dato di contesto:

Sabato 26 gennaio 2013 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Chievo 0-1, inizio partita ore 18.00

Questo spiega secondo me molto dei 25.000 presenti circa.


Andavo a memoria.

Domenica 6 giugno 1982 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Varese 3-2



Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie B 1981/82 - XXXVII giornata

LAZIO: Moscatelli, Spinozzi, Chiarenza, Pochesci, Pighin, Sanguin, Vagheggi, Badiani, D'Amico, De Nadai, Surro (62' Bigon). A disp. Marigo, Mirra, Montesi, Meluso. All. Clagluna.

VARESE: Rampulla, G.Vincenzi, Salvadè (78' Palano), Strappa, Limido, Cerantola, Di Giovanni, Mauti (32' Scaglia), Mastalli, Bongiorni, Turchetta. All. Fascetti.

Arbitro: Sig. Agnolin di Bassano del Grappa.

Marcatori: 6' Turchetta, 14' Bongiorni, 26' D'Amico (rig), 28' D'Amico, 73' D'Amico (rig).

Note:

Spettatori: 6.000 circa

Aquila Romana

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Citazione di: fish_mark il 13 Ott 2014, 18:01
Lazio Chievo? So a cosa ti riferisci, ma tieni conto di qualche dato di contesto:

Sabato 26 gennaio 2013 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Chievo 0-1, inizio partita ore 18.00

Questo spiega secondo me molto dei 25.000 presenti circa.


Andavo a memoria.

Domenica 6 giugno 1982 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Varese 3-2



Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie B 1981/82 - XXXVII giornata

LAZIO: Moscatelli, Spinozzi, Chiarenza, Pochesci, Pighin, Sanguin, Vagheggi, Badiani, D'Amico, De Nadai, Surro (62' Bigon). A disp. Marigo, Mirra, Montesi, Meluso. All. Clagluna.

VARESE: Rampulla, G.Vincenzi, Salvadè (78' Palano), Strappa, Limido, Cerantola, Di Giovanni, Mauti (32' Scaglia), Mastalli, Bongiorni, Turchetta. All. Fascetti.

Arbitro: Sig. Agnolin di Bassano del Grappa.

Marcatori: 6' Turchetta, 14' Bongiorni, 26' D'Amico (rig), 28' D'Amico, 73' D'Amico (rig).

Note:

Spettatori: 6.000 circa

Ero presente ad entrambe le partite

Oggi il calcio italiano è questo, lo hanno venduto chiavi in mano alle TV ed un sabato alle 18:00 non giustifica 15.000 presenze da secondo in classifica in serie A (perchè quelli eravamo, checchè ne dicano le statistiche al lordo dei famosi cuccioloni)

Come esempio dell'epoca pre-pay tv hai preso la partita disputata nel momento più basso mai toccato dalla Lazio in oltre 114 anni di storia (anche se fu una giornata "epica" che ricordo con molto affetto), il nostro peggior campionato di serie B, senza neppure penalizzazioni..

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DajeLazioMia

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Citazione di: gaizkamendieta il 13 Ott 2014, 17:59
ma 30000 per lazio sassuolo son tanti! chi dice che son pochi? io dico che  per arrivare a 40  o addirittuta di piu (come vorrebbe qualcuno... anzi tutti..) non bastano le iniziative ma c'è bisogno di qualcosa di piu dal campo!
Siamo abbastanza d'accordo, ma credo quasi tutti.
35k con uno sforzo e con un coinvolgimento a tutti i livelli (positività, passa parola) li puoi raggiungere, puoi provarci.
Oltre serve l'evento, la partita, l'obiettivo da raggiungere.
Ma oltre i 35k (solo Laziali) sei a numeri che in Italia li fanno in pochissimi.

robylele

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Citazione di: fish_mark il 13 Ott 2014, 17:40

La cazzata per cui una volta andavamo tutti allo stadio oggi no perché c'è la pay è priva di fondamento storico.

secondo me non é una cazzata.
anzi, mi meraviglio di leggere ancora queste cazzate, contro ogni logica.

cosa c'entrano Lazio-Varese e Lazio-Milan poi... ma come si fa a prenderle come esempio?  :roll:
mah...


fish_mark

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Citazione di: Aquila Romana il 13 Ott 2014, 18:13
Ero presente ad entrambe le partite

Oggi il calcio italiano è questo, lo hanno venduto chiavi in mano alle TV ed un sabato alle 18:00 non giustifica 15.000 presenze da secondo in classifica in serie A (perchè quelli eravamo, checchè ne dicano le statistiche al lordo dei famosi cuccioloni)

Come esempio dell'epoca pre-pay tv hai preso la partita disputata nel momento più basso mai toccato dalla Lazio in oltre 114 anni di storia (anche se fu una giornata "epica" che ricordo con molto affetto), il nostro peggior campionato di serie B, senza neppure penalizzazioni..

Il calcio italiano viene venduto esclusivamente come prodotto televisivo. Chiedere di andare allo stadio alle 18 del sabato è un insulto alla ragione per le famiglie molte delle quali sono impegnate inaltre cose. I grandi numeri con quegli orari non li fai.
In GErmania fanno sempre orari fissi, ore 15 oppure i posticipi (un paio) alle 17.

HO preso il punto più basso ma mi ricordavo fu una delle cose più dolorose. Allo stesso modo il riferimento è valido per dimostrare, ancora una volta, che se non hai una "storia da raccontare" allo stadio i numeri grandi non li fai. Ovvio e banale.

robylele

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Citazione di: fish_mark il 13 Ott 2014, 19:31
Il calcio italiano viene venduto esclusivamente come prodotto televisivo. Chiedere di andare allo stadio alle 18 del sabato è un insulto alla ragione per le famiglie molte delle quali sono impegnate inaltre cose. I grandi numeri con quegli orari non li fai.
In GErmania fanno sempre orari fissi, ore 15 oppure i posticipi (un paio) alle 17.

HO preso il punto più basso ma mi ricordavo fu una delle cose più dolorose. Allo stesso modo il riferimento è valido per dimostrare, ancora una volta, che se non hai una "storia da raccontare" allo stadio i numeri grandi non li fai. Ovvio e banale.

coi campioni l'afluenza sale, lo sanno tutti.
con gli orari fissi pure, nessuno lo nega.

detto questo allo stadio si va meno per via delle pay tv. Fattene una ragione o, se cerchi di prendere per i fondelli, sii più rispettoso almeno con te stesso.

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fish_mark

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Citazione di: robylele il 13 Ott 2014, 19:26
secondo me non é una cazzata.
anzi, mi meraviglio di leggere ancora queste cazzate, contro ogni logica.

cosa c'entrano Lazio-Varese e Lazio-Milan poi... ma come si fa a prenderle come esempio?  :roll:
mah...

era un esempio per cui "er sangue a maja er sudore" è vuota retorica che non riempie uno stadio.
Per far riempire le gradinate di gente serve una sfida e degli interpreti al massimo livello.
In sei mesi passavi da Sanguin a Giordano.

Citazione di: robylele il 13 Ott 2014, 19:36
coi campioni l'afluenza sale, lo sanno tutti.
con gli orari fissi pure, nessuno lo nega.

detto questo allo stadio si va meno per via delle pay tv. Fattene una ragione o, se cerchi di prendere per i fondelli, sii più rispettoso almeno con te stesso.

Me ne faccio una ragione?
Spiace notare come le pay tv esistano anche in Germania, Spagna e Inghilterra, dove gli stadi però sono pieni. Per motivi ancora ignoti, evidentemente.

robylele

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Citazione di: fish_mark il 13 Ott 2014, 19:56

Spiace notare come le pay tv esistano anche in Germania, Spagna e Inghilterra, dove gli stadi però sono pieni. Per motivi ancora ignoti, evidentemente.

dici che lì ci sono meno caca.caxi e più tifosi della propria squadra e non delle proprie idee?
provo a dire.

ian

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Forse è perché quegli stadi sono più confortevoli e lo spettacolo più fruibile (a prescindere dal valore e dalle fortune dei teams)?

DajeLazioMia

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Citazione di: ian il 13 Ott 2014, 20:07
Forse è perché quegli stadi sono più confortevoli e lo spettacolo più fruibile (a prescindere dal valore e dalle fortune dei teams)?
Per me non ci sono dubbi.
Stadio da 50k posti confortevole che ti garantisca una buona visione dell'evento.
Ecco che da 30k passi facilmente a 35k nelle partite "normali" e lo hai quasi riempito.
Se lotti per qualcosa di importante fai il pieno tutte le domeniche.

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Ranxerox

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Citazione di: Aquila Romana il 13 Ott 2014, 18:13

Come esempio dell'epoca pre-pay tv hai preso la partita disputata nel momento più basso mai toccato dalla Lazio in oltre 114 anni di storia (anche se fu una giornata "epica" che ricordo con molto affetto), il nostro peggior campionato di serie B, senza neppure penalizzazioni..

Però voi mette quanta Lazialita' pura si respirava in città rispetto alla mediocritas Lotitiana. Li si che la squadra era all'altezza del suo rango e della sua storia.
Nun c'è popo paragone.

Aquila Romana

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Citazione di: fish_mark il 13 Ott 2014, 19:31
Il calcio italiano viene venduto esclusivamente come prodotto televisivo. Chiedere di andare allo stadio alle 18 del sabato è un insulto alla ragione per le famiglie molte delle quali sono impegnate inaltre cose. I grandi numeri con quegli orari non li fai.
In GErmania fanno sempre orari fissi, ore 15 oppure i posticipi (un paio) alle 17.

HO preso il punto più basso ma mi ricordavo fu una delle cose più dolorose. Allo stesso modo il riferimento è valido per dimostrare, ancora una volta, che se non hai una "storia da raccontare" allo stadio i numeri grandi non li fai. Ovvio e banale.

Ovvio e banale cosa ? I 70.000 di Lazio Vicenza ? Oppure i 40.000 abbonati registrati nella stagione che ci ha visto rischiare la scomparsa ? Cosa sono queste se non grandi numeri figli "di una storia da difendere" ?

Il calcio italiano non ha venduto solo i diritti ma ha venduto l'anima stessa del calcio di questo paese. Preoccupandosi esclusivamente di incassare sempre di più trascurando quella che è la sua essenza: la partecipazione popolare attorno all'evento, che ha rappresentato il segreto del suo successo nel primo secolo della sua vita.

Tutto specchio di questo paese: spremere il prodotto per incassare sempre di più

Senza curarsi di mantenere vive le radici, adeguare gli stadi, compensare la crescita delle alternative con rinunce economiche che consentissero di mantenere un equilibrio tra tv e partecipazione allo stadio, pensando solo al tutto adesso e subito e chissenefrega del domani

Hanno combattutto nello stesso tempo il campanilismo e la caratteristica di un paese "mediterraneo" tentando di imporre il più freddo stile anglosassone : via torce, megafoni, fumoni e tamburi, basta cori di discriminazione territoriale.. alle tv serve un pubblico disciplinato ma allo stesso tempo partecipe, sulla stessa falsariga del pubblico di Amici, al mio via alzate le bandiere, le scenografie si facciano ma sui seggiolini numerati e nominativi (si sa, servono per le inquadrature all'ingresso in campo tra un minispot e l'altro)

E come da copione di questo paese oggi tutti quanti sbigottiti a guardarsi fissi nelle telecamere ripetendo il mantra della "crisi del calcio italiano".. mentre con la destra continuano a firmare accordi pubblicitari per una partita all'ora di colazione (o una finale di supercoppa dall'altra parte del mondo alle sei di mattina) e con la sinistra firmano l'acquisto di giovani sconosciuti extracomunitari dal nome esotico da comprare a 2 e rivendere a 10

Poi basta disorganizzare una partita al momento opportuno, facilitare uno scontro per poter ritirare fuori il coccodrillo e gridare lo slogan politichese dell' "Ora basta con la violenza negli stadi !" Anche se poi capita che la situazione gli sfugga di mano.. ma tanto peggio tanto meglio, si può rafforzare il concetto !

E riparte il circo : Basta con la violenza negli stadi ! Servono gli stadi di proprietà ! Servono le multiproprietà ! Riportiamo le famiglie allo stadio ! Servono i Taser, daspateli tutti, le celle di sicurezza, l'inondazione, le cavallette...

Il calcio italiano è specchio dell'italia, e chi oggi vuole farlo rinascere è figlio di quella stessa classe dirigente che ha ucciso definitivamente sia il calcio che questo paese


Ranxerox

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Citazione di: Aquila Romana il 13 Ott 2014, 22:16
Ovvio e banale cosa ? I 70.000 di Lazio Vicenza ? Oppure i 40.000 abbonati registrati nella stagione che ci ha visto rischiare la scomparsa ? Cosa sono queste se non grandi numeri figli "di una storia da difendere" ?

Il calcio italiano non ha venduto solo i diritti ma ha venduto l'anima stessa del calcio di questo paese. Preoccupandosi esclusivamente di incassare sempre di più trascurando quella che è la sua essenza: la partecipazione popolare attorno all'evento, che ha rappresentato il segreto del suo successo nel primo secolo della sua vita.

Tutto specchio di questo paese: spremere il prodotto per incassare sempre di più

Senza curarsi di mantenere vive le radici, adeguare gli stadi, compensare la crescita delle alternative con rinunce economiche che consentissero di mantenere un equilibrio tra tv e partecipazione allo stadio, pensando solo al tutto adesso e subito e chissenefrega del domani

Hanno combattutto nello stesso tempo il campanilismo e la caratteristica di un paese "mediterraneo" tentando di imporre il più freddo stile anglosassone : via torce, megafoni, fumoni e tamburi, basta cori di discriminazione territoriale.. alle tv serve un pubblico disciplinato ma allo stesso tempo partecipe, sulla stessa falsariga del pubblico di Amici, al mio via alzate le bandiere, le scenografie si facciano ma sui seggiolini numerati e nominativi (si sa, servono per le inquadrature all'ingresso in campo tra un minispot e l'altro)

E come da copione di questo paese oggi tutti quanti sbigottiti a guardarsi fissi nelle telecamere ripetendo il mantra della "crisi del calcio italiano".. mentre con la destra continuano a firmare accordi pubblicitari per una partita all'ora di colazione (o una finale di supercoppa dall'altra parte del mondo alle sei di mattina) e con la sinistra firmano l'acquisto di giovani sconosciuti extracomunitari dal nome esotico da comprare a 2 e rivendere a 10

Poi basta disorganizzare una partita al momento opportuno, facilitare uno scontro per poter ritirare fuori il coccodrillo e gridare lo slogan politichese dell' "Ora basta con la violenza negli stadi !" Anche se poi capita che la situazione gli sfugga di mano.. ma tanto peggio tanto meglio, si può rafforzare il concetto !

E riparte il circo : Basta con la violenza negli stadi ! Servono gli stadi di proprietà ! Servono le multiproprietà ! Riportiamo le famiglie allo stadio ! Servono i Taser, daspateli tutti, le celle di sicurezza, l'inondazione, le cavallette...

Il calcio italiano è specchio dell'italia, e chi oggi vuole farlo rinascere è figlio di quella stessa classe dirigente che ha ucciso definitivamente sia il calcio che questo paese

Molte cose condivisibili, per questo io scelgo di  tenermi quello vecchio.

Il nostro Giorgione

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Citazione di: fish_mark il 13 Ott 2014, 18:01
Lazio Chievo? So a cosa ti riferisci, ma tieni conto di qualche dato di contesto:

Sabato 26 gennaio 2013 - Roma, stadio Olimpico - Lazio-Chievo 0-1, inizio partita ore 18.00

Questo spiega secondo me molto dei 25.000 presenti circa.


Andavo a memoria.

Domenica 6 giugno 1982 - Roma, stadio Olimpico – Lazio-Varese 3-2



Campionato Italiano di calcio Divisione Nazionale Serie B 1981/82 - XXXVII giornata

LAZIO: Moscatelli, Spinozzi, Chiarenza, Pochesci, Pighin, Sanguin, Vagheggi, Badiani, D'Amico, De Nadai, Surro (62' Bigon). A disp. Marigo, Mirra, Montesi, Meluso. All. Clagluna.

VARESE: Rampulla, G.Vincenzi, Salvadè (78' Palano), Strappa, Limido, Cerantola, Di Giovanni, Mauti (32' Scaglia), Mastalli, Bongiorni, Turchetta. All. Fascetti.

Arbitro: Sig. Agnolin di Bassano del Grappa.

Marcatori: 6' Turchetta, 14' Bongiorni, 26' D'Amico (rig), 28' D'Amico, 73' D'Amico (rig).

Note:

Spettatori: 6.000 circa


Non sono sicuro di ricordare, ma fu una partita assurda. Turchetta sembrava Causio e Bongiorni Tardelli. Noi facevamo davvero cacare.  Ancora non somcome la sfangammo....

Il nostro Giorgione

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Citazione di: Aquila Romana il 13 Ott 2014, 22:16
Ovvio e banale cosa ? I 70.000 di Lazio Vicenza ? Oppure i 40.000 abbonati registrati nella stagione che ci ha visto rischiare la scomparsa ? Cosa sono queste se non grandi numeri figli "di una storia da difendere" ?

Il calcio italiano non ha venduto solo i diritti ma ha venduto l'anima stessa del calcio di questo paese. Preoccupandosi esclusivamente di incassare sempre di più trascurando quella che è la sua essenza: la partecipazione popolare attorno all'evento, che ha rappresentato il segreto del suo successo nel primo secolo della sua vita.

Tutto specchio di questo paese: spremere il prodotto per incassare sempre di più

Senza curarsi di mantenere vive le radici, adeguare gli stadi, compensare la crescita delle alternative con rinunce economiche che consentissero di mantenere un equilibrio tra tv e partecipazione allo stadio, pensando solo al tutto adesso e subito e chissenefrega del domani

Hanno combattutto nello stesso tempo il campanilismo e la caratteristica di un paese "mediterraneo" tentando di imporre il più freddo stile anglosassone : via torce, megafoni, fumoni e tamburi, basta cori di discriminazione territoriale.. alle tv serve un pubblico disciplinato ma allo stesso tempo partecipe, sulla stessa falsariga del pubblico di Amici, al mio via alzate le bandiere, le scenografie si facciano ma sui seggiolini numerati e nominativi (si sa, servono per le inquadrature all'ingresso in campo tra un minispot e l'altro)

E come da copione di questo paese oggi tutti quanti sbigottiti a guardarsi fissi nelle telecamere ripetendo il mantra della "crisi del calcio italiano".. mentre con la destra continuano a firmare accordi pubblicitari per una partita all'ora di colazione (o una finale di supercoppa dall'altra parte del mondo alle sei di mattina) e con la sinistra firmano l'acquisto di giovani sconosciuti extracomunitari dal nome esotico da comprare a 2 e rivendere a 10

Poi basta disorganizzare una partita al momento opportuno, facilitare uno scontro per poter ritirare fuori il coccodrillo e gridare lo slogan politichese dell' "Ora basta con la violenza negli stadi !" Anche se poi capita che la situazione gli sfugga di mano.. ma tanto peggio tanto meglio, si può rafforzare il concetto !
:agree:
E riparte il circo : Basta con la violenza negli stadi ! Servono gli stadi di proprietà ! Servono le multiproprietà ! Riportiamo le famiglie allo stadio ! Servono i Taser, daspateli tutti, le celle di sicurezza, l'inondazione, le cavallette...

Il calcio italiano è specchio dell'italia, e chi oggi vuole farlo rinascere è figlio di quella stessa classe dirigente che ha ucciso definitivamente sia il calcio che questo paese

:agree: :agree:



gaizkamendieta

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Citazione di: robylele il 13 Ott 2014, 20:02
dici che lì ci sono meno caca.caxi e più tifosi della propria squadra e non delle proprie idee?
provo a dire.
mah .... è innegabile che la pay tv influisca e parecchio ma nel 2000/01, quando il calcio tedesco era in crisi ed i campioni scarseggiavano la media era 30000, http://www.calcio.com/spettatori/bundesliga-2000-2001/1/ , oggi è 43000, una bella differenza direi, http://www.calcio.com/spettatori/bundesliga-2013-2014/1/ . Forse i campioni qualcosa contano no?
Son sempre più di noi perché è anche ovvio che la cultura calcistica è assolutamente diversa, ma anche li' è lo spettacolo ed il campo che determina la notevole differenza di cifre.

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fish_mark

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Lazionetter
* 15.968
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Citazione di: Aquila Romana il 13 Ott 2014, 22:16
Ovvio e banale cosa ? I 70.000 di Lazio Vicenza ? Oppure i 40.000 abbonati registrati nella stagione che ci ha visto rischiare la scomparsa ? Cosa sono queste se non grandi numeri figli "di una storia da difendere" ?

Il calcio italiano non ha venduto solo i diritti ma ha venduto l'anima stessa del calcio di questo paese. Preoccupandosi esclusivamente di incassare sempre di più trascurando quella che è la sua essenza: la partecipazione popolare attorno all'evento, che ha rappresentato il segreto del suo successo nel primo secolo della sua vita.

Tutto specchio di questo paese: spremere il prodotto per incassare sempre di più

Senza curarsi di mantenere vive le radici, adeguare gli stadi, compensare la crescita delle alternative con rinunce economiche che consentissero di mantenere un equilibrio tra tv e partecipazione allo stadio, pensando solo al tutto adesso e subito e chissenefrega del domani

Hanno combattutto nello stesso tempo il campanilismo e la caratteristica di un paese "mediterraneo" tentando di imporre il più freddo stile anglosassone : via torce, megafoni, fumoni e tamburi, basta cori di discriminazione territoriale.. alle tv serve un pubblico disciplinato ma allo stesso tempo partecipe, sulla stessa falsariga del pubblico di Amici, al mio via alzate le bandiere, le scenografie si facciano ma sui seggiolini numerati e nominativi (si sa, servono per le inquadrature all'ingresso in campo tra un minispot e l'altro)

E come da copione di questo paese oggi tutti quanti sbigottiti a guardarsi fissi nelle telecamere ripetendo il mantra della "crisi del calcio italiano".. mentre con la destra continuano a firmare accordi pubblicitari per una partita all'ora di colazione (o una finale di supercoppa dall'altra parte del mondo alle sei di mattina) e con la sinistra firmano l'acquisto di giovani sconosciuti extracomunitari dal nome esotico da comprare a 2 e rivendere a 10

Poi basta disorganizzare una partita al momento opportuno, facilitare uno scontro per poter ritirare fuori il coccodrillo e gridare lo slogan politichese dell' "Ora basta con la violenza negli stadi !" Anche se poi capita che la situazione gli sfugga di mano.. ma tanto peggio tanto meglio, si può rafforzare il concetto !

E riparte il circo : Basta con la violenza negli stadi ! Servono gli stadi di proprietà ! Servono le multiproprietà ! Riportiamo le famiglie allo stadio ! Servono i Taser, daspateli tutti, le celle di sicurezza, l'inondazione, le cavallette...

Il calcio italiano è specchio dell'italia, e chi oggi vuole farlo rinascere è figlio di quella stessa classe dirigente che ha ucciso definitivamente sia il calcio che questo paese

Caro Aquila
stai dicendo le stesse cose che voglio dire io e pertanto credo che non ci siano divisioni da registrare.

Piuttosto, citi ancora esempi di "storie da raccontare".
Come classificare i 70.000 matti (tra cui il sottoscritto) che vanno a vedere uno spareggio salvezza, per non andare in serie C?
Oppure che dire dei 40.000 abbonati registrati nella stagione post cragnottiana in cui c'era da recuperare un sogno, per quanto vacuo, ma comuinque affascinante, quello di poter continuare ad alti livelli "all together"?

Oggi quale è il sogno che stiamo per vivere? Il settimo posto? La qualificazione in EL? Quale è la prova d'amore che si chiede al laziale e soprattutto per cosa? Quale è lo zeitgeist del laziale odierno?

Norberto

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Citazione di: gaizkamendieta il 14 Ott 2014, 08:33
mah .... è innegabile che la pay tv influisca e parecchio ma nel 2000/01, quando il calcio tedesco era in crisi ed i campioni scarseggiavano la media era 30000, http://www.calcio.com/spettatori/bundesliga-2000-2001/1/ , oggi è 43000, una bella differenza direi, http://www.calcio.com/spettatori/bundesliga-2013-2014/1/ . Forse i campioni qualcosa contano no?
Son sempre più di noi perché è anche ovvio che la cultura calcistica è assolutamente diversa, ma anche li' è lo spettacolo ed il campo che determina la notevole differenza di cifre.

Penso che in Germania la notevole media di spettatori sia dovuta principalmente ad una visione del calcio ben diversa dalla nostra. In Germania, come in altri paesi europei soprattutto del nord, il calcio è uno spettacolo.
Da noi è ben altro. E' passione, è un fenomeno sociale incredibilmente ampio, fino alle periferie. Mitizzato dai media e vissuto da noi come qualcosa in più della semplice partita domenicale. Lo stadio non è, quindi, il teatro dove godersi lo spettacolo, ma è il luogo in cui si convoglia questa passione, trasformandolo in un posto meno adatto al tifoso più moderato o a quello meno coinvolto. E in questo le paytv ci sguazzano, vista l'enorme offerta che propongono.
Aggiungi che in Germania la qualità degli stadi e il livello di vita è decisamente superiore e ottieni questo risultato. Anche perchè in Bundes (escluso il Bayern e, in parte, il Dortmund) non è che girino tutti sti campioni.

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