Il "not in my name" rivolto a Lotito, per quanto mi riguarda, indica che da queste parti lo abbiamo sgamato, in molti, da tempo.
Le battaglie di Lotito sono le battaglie DI LOTITO PER LOTITO.
Lo dimostrano i FATTI.
Ieri, alla Domenica Sportiva, sentivo parlare di questo signore come dell'uomo più potente del calcio italiano (testuale) mentre scorreva la sovrimpressione della classifica.
Ebbene, al netto della sua fulminante (ed inequivocabile) carriera nella "cupola" calcistica la sua "creatura", la squadra di cui dovrebbe essere presidente (anche se non l'unica per impicci che lui vuole sdoganare approfittando della sua nuova posizione) figurava al 5° posto, in una delle sue migliori stagioni, a 10 punti dalla seconda e 17 dalla prima.
Ecco perchè "not in my name".
Perchè a lui è servito e serve il nome Lazio come grimaldello, come passe-par-tout per entrare nel salotto buono ed accomodare le sue larghe chiappone sulla poltrona migliore.
Alla Lazio il nome Lotito è servito per sfruttare, a suo tempo (10 anni tondi tondi), una legge dello stato.
Bravo, bene, bis.
So' passati DIECI anni.
OGGI il nome Lotito SERVE alla Lazio per tenersi stretto il suo 5°/6° posto?
Oppure un 5°/6° posto a Roma, in questa Serie A, lo potrebbero garantire tanti altri senza essere la fiammella sempre accesa di una guerra interna che prima o poi ci ucciderà?