Claudio Lotito (moderato: ban immediato 1 mese)

Aperto da Lazio.net, 13 Lug 2026, 13:51

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unicamenteLazio

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Lazionetter
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Citazione di: zorba il 07 Ago 2026, 14:54Forse è quella che appare in un post su X (visto questa mattina) dove un "simpatico" giovinotto, spacciandosi per operatore di Vivaticket chiede a Lotito spiegazioni sull'improvvisa corsa all'abbonamento da parte dei tifosi laziali che ha causato un blocco della piattaforma.
Immaginatevi la reazione del senatore dormiente...

:=)) :=)) :=))
Il pensiero rifugge.

laziolello

*
Lazionetter
* 2.217
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Citazione di: unicamenteLazio il 05 Ago 2026, 15:00Magari, poi, potresti anche indicare in cosa poi consisterebbero a tuo parere le responsabilità della tifoseria
Le colpe del tifoso? Secondo me ce ne sono diverse, e dirlo non significa certo assolvere Lotito dalle sue responsabilità.
La prima è aver abbandonato la squadra proprio nel momento di difficoltà in cui aveva più bisogno del suo pubblico. Se per anni ci siamo raccontati che il tifoso è il "dodicesimo uomo", allora dobbiamo anche ammettere che, quando quel dodicesimo uomo decide di non esserci o trasforma ogni partita in una contestazione, qualcosa alla squadra lo toglie.
La seconda è aver indebolito la Lazio dall'interno. Una società già in difficoltà diventa ancora più vulnerabile quando tutto l'ambiente è spaccato: società contestata, giocatori sotto pressione, allenatore coinvolto indirettamente nella protesta, stadio ostile o vuoto. E chi sta dall'altra parte percepisce perfettamente quando una squadra è sola e senza un ambiente compatto alle spalle.
Vale anche per il settore arbitrale. Non sto dicendo che gli arbitri sbaglino volontariamente, ma è evidente che un ambiente forte, presente e capace di fare rumore mette molta più pressione su certi errori. Quando invece intorno alla Lazio si parla quasi esclusivamente della guerra interna, anche episodi arbitrali pesanti finiscono in secondo piano e chi sbaglia viene messo molto meno in discussione.
Poi c'è un altro aspetto: questa battaglia permanente ha consentito a chiunque di speculare sulla Lazio. Basta una voce, una polemica, una notizia negativa e immediatamente viene amplificata e rilanciata dagli stessi laziali. Siamo arrivati al paradosso di diventare noi stessi i principali diffusori di tutto ciò che può danneggiare l'immagine della nostra squadra.
Contestare un presidente è assolutamente legittimo. Contestare la gestione è legittimo. Pretendere che venda la società è legittimo. Ma quando la lotta contro una persona finisce per danneggiare la squadra che dici di amare, allora qualche responsabilità bisogna assumersela.
Perché esiste anche quel patto, scritto o non scritto, che ogni tifoseria rivendica orgogliosamente: "non sarai mai sola".
E invece, in alcuni dei momenti più difficili, la Lazio sola ci è rimasta davvero.
Lotito passerà, come passano presidenti, allenatori e giocatori. La Lazio resterà.
Ma questa macchia sulla maglia della Lazio rimarrà. E non ci sono giustificazioni che tengano dicendo che l'obiettivo era Lotito e non la Lazio, perché quando per colpire il presidente finisci per colpire anche la squadra, il risultato non cambia: il danno alla Lazio è stato fatto.
Si può discutere sulle intenzioni, non sulle conseguenze. E certe responsabilità non si cancellano semplicemente dicendo: "ce l'avevamo con Lotito".

Fulmineblu

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Lazionetter
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Citazione di: laziolello il Ieri alle 09:23Le colpe del tifoso? Secondo me ce ne sono diverse, e dirlo non significa certo assolvere Lotito dalle sue responsabilità.
La prima è aver abbandonato la squadra proprio nel momento di difficoltà in cui aveva più bisogno del suo pubblico. Se per anni ci siamo raccontati che il tifoso è il "dodicesimo uomo", allora dobbiamo anche ammettere che, quando quel dodicesimo uomo decide di non esserci o trasforma ogni partita in una contestazione, qualcosa alla squadra lo toglie.
La seconda è aver indebolito la Lazio dall'interno. Una società già in difficoltà diventa ancora più vulnerabile quando tutto l'ambiente è spaccato: società contestata, giocatori sotto pressione, allenatore coinvolto indirettamente nella protesta, stadio ostile o vuoto. E chi sta dall'altra parte percepisce perfettamente quando una squadra è sola e senza un ambiente compatto alle spalle.
Vale anche per il settore arbitrale. Non sto dicendo che gli arbitri sbaglino volontariamente, ma è evidente che un ambiente forte, presente e capace di fare rumore mette molta più pressione su certi errori. Quando invece intorno alla Lazio si parla quasi esclusivamente della guerra interna, anche episodi arbitrali pesanti finiscono in secondo piano e chi sbaglia viene messo molto meno in discussione.
Poi c'è un altro aspetto: questa battaglia permanente ha consentito a chiunque di speculare sulla Lazio. Basta una voce, una polemica, una notizia negativa e immediatamente viene amplificata e rilanciata dagli stessi laziali. Siamo arrivati al paradosso di diventare noi stessi i principali diffusori di tutto ciò che può danneggiare l'immagine della nostra squadra.
Contestare un presidente è assolutamente legittimo. Contestare la gestione è legittimo. Pretendere che venda la società è legittimo. Ma quando la lotta contro una persona finisce per danneggiare la squadra che dici di amare, allora qualche responsabilità bisogna assumersela.
Perché esiste anche quel patto, scritto o non scritto, che ogni tifoseria rivendica orgogliosamente: "non sarai mai sola".
E invece, in alcuni dei momenti più difficili, la Lazio sola ci è rimasta davvero.
Lotito passerà, come passano presidenti, allenatori e giocatori. La Lazio resterà.
Ma questa macchia sulla maglia della Lazio rimarrà. E non ci sono giustificazioni che tengano dicendo che l'obiettivo era Lotito e non la Lazio, perché quando per colpire il presidente finisci per colpire anche la squadra, il risultato non cambia: il danno alla Lazio è stato fatto.
Si può discutere sulle intenzioni, non sulle conseguenze. E certe responsabilità non si cancellano semplicemente dicendo: "ce l'avevamo con Lotito".
Condivido al 100%
Tutti o quasi tutti i contestatori sviliscono i nostri giocatori, la nostra maglia ( er colletto, la scritta 900...), ma senza elencare tutto e non parliamo dei social che è meglio....
Scelgono di abbandonare la Lazio per danneggiare Lotito.
Io non partecipo a questa azione per diversi motivi. Primo perché non ce la faccio ad abbandonare la Lazio. Mi sembra facile da capire.
Secondo perché non seguo nessuna delle indicazioni del tifo organizzato visto che sono gli stessi che ci hanno macchiato a vita (sapete bene perché).
Terzo perché la contestazione a fasi alterne E'anche un po confusa. In casa no fuori si al derby si in semifinale fuori ma in finale si.
Non so nato ieri e conosco ogni dinamica da una vita.
Se la chiami Lotitese in casa e boicotti allora non può essere Lazio fuori casa e tifi.
Il biglietto dell'ultimo derby io me lo incornicio.

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cippolo

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Il derby senza tifosi...................

Slasher89

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Citazione di: laziolello il Ieri alle 09:23Le colpe del tifoso? Secondo me ce ne sono diverse, e dirlo non significa certo assolvere Lotito dalle sue responsabilità.
La prima è aver abbandonato la squadra proprio nel momento di difficoltà in cui aveva più bisogno del suo pubblico. Se per anni ci siamo raccontati che il tifoso è il "dodicesimo uomo", allora dobbiamo anche ammettere che, quando quel dodicesimo uomo decide di non esserci o trasforma ogni partita in una contestazione, qualcosa alla squadra lo toglie.
La seconda è aver indebolito la Lazio dall'interno. Una società già in difficoltà diventa ancora più vulnerabile quando tutto l'ambiente è spaccato: società contestata, giocatori sotto pressione, allenatore coinvolto indirettamente nella protesta, stadio ostile o vuoto. E chi sta dall'altra parte percepisce perfettamente quando una squadra è sola e senza un ambiente compatto alle spalle.
Vale anche per il settore arbitrale. Non sto dicendo che gli arbitri sbaglino volontariamente, ma è evidente che un ambiente forte, presente e capace di fare rumore mette molta più pressione su certi errori. Quando invece intorno alla Lazio si parla quasi esclusivamente della guerra interna, anche episodi arbitrali pesanti finiscono in secondo piano e chi sbaglia viene messo molto meno in discussione.
Poi c'è un altro aspetto: questa battaglia permanente ha consentito a chiunque di speculare sulla Lazio. Basta una voce, una polemica, una notizia negativa e immediatamente viene amplificata e rilanciata dagli stessi laziali. Siamo arrivati al paradosso di diventare noi stessi i principali diffusori di tutto ciò che può danneggiare l'immagine della nostra squadra.
Contestare un presidente è assolutamente legittimo. Contestare la gestione è legittimo. Pretendere che venda la società è legittimo. Ma quando la lotta contro una persona finisce per danneggiare la squadra che dici di amare, allora qualche responsabilità bisogna assumersela.
Perché esiste anche quel patto, scritto o non scritto, che ogni tifoseria rivendica orgogliosamente: "non sarai mai sola".
E invece, in alcuni dei momenti più difficili, la Lazio sola ci è rimasta davvero.
Lotito passerà, come passano presidenti, allenatori e giocatori. La Lazio resterà.
Ma questa macchia sulla maglia della Lazio rimarrà. E non ci sono giustificazioni che tengano dicendo che l'obiettivo era Lotito e non la Lazio, perché quando per colpire il presidente finisci per colpire anche la squadra, il risultato non cambia: il danno alla Lazio è stato fatto.
Si può discutere sulle intenzioni, non sulle conseguenze. E certe responsabilità non si cancellano semplicemente dicendo: "ce l'avevamo con Lotito".
Rispetto la tua posizione ma dici alcune inesattezze.

Questa è la prima volta, storicamente, che il 90% dei tifosi prende una decisione del genere.

Oltre a smentire per l'ennesima volta affermazioni assurde come quelle di Fulmineblu, vorrei rimarcare come i tifosi della Lazio siano SEMPRE stati accanto alla squadra, anche con proprietà più povere e in difficoltà di quella attuale.

Chi si pone da 22 anni in maniera provocatoria e denigratoria verso i tifosi è Claudio Lotito, chi permette di speculare sulla Lazio è Claudio Lotito, se la società è vulnerabile è colpa di Claudio Lotito.

Ricordo, di nuovo e per l'ennesima volta, che l'anno scorso, nonostante il mercato bloccato, i Laziali si sono abbonati in 30k facendo segnare uno dei migliori risultati nella storia dell'attuale gestione e l'ambiente compatto che, a ragione, stai invocando deve essere costruito dalla società.

Continuare ad libitum con i sipperò sui tifosi rifocilla la narrazione lotitiana secondo la quale c'è qualcuno che vuole costringere il presidente a vendere e quindi bisogna fargli da scudo anche se può risultare antipatico.

mr_steed

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L'articolo è del Fatto ma, per chi non si fida, è ripreso dal Financial Times...

"Il gruppo Ion del miliardario Pignataro non pagava gli affitti a Sydney, Monaco e Connecticut: minacciato di sfratto"

La ricostruzione del Financial Times: la sede di Sidney aveva accumulato ritardi nei pagamenti per circa 90.000 dollari. Al personale di Monaco negato l'accesso agli uffici il mese scorso per mancato versamento di 40.000 dollari. Negli Usa il proprietario avrebbe intentato un'azione legale. Il gruppo: "Questioni risolte"

https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/08/07/undefined-30/8473340/

certo se uno affida alla AI i pagamenti...

farà così pure la Lazio considerando quello che ha detto Prostvgaard sugli stipendi "ballerini"? :=))

FrancescoAdd

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Citazione di: Slasher89 il Ieri alle 10:02Rispetto la tua posizione ma dici alcune inesattezze.

Ti invidio.
Hai esattamente 10 anni meno di me ed una maturità che io evidentemente non ho raggiunto.

Chi parla di responsabilità dei tifosi è evidentemente sbarcato da una imprecisata stella, dopo un viaggio di miliardi di anni luce.

Qui siamo all'incrocio tra "Mussolini ha sempre ragione" e "Silenzio, il nemico ci ascolta", c'è il pin rosso di Google Maps.
Tutti gli amanti delle dittature, di fronte ai disastri dei Mussolini, dei Franco, dei Pol Pot e dei Mao, richiamano il popolo alla compattezza contro l'attacco esterno, denunciano la stoltezza del popolo bue che con il suo comportamento mina le illuminate politiche del tiranno di turno.

Quindi, caro Slasher89, io non riesco ad avere la tua stessa tolleranza nei confronti di questo tipo di figuri, innamorati dell'uomo forte di turno, capaci di snocciolare colpe inesistenti di chi vede la catastrofe incombente e cerca di opporsi con le armi a disposizione. Tra l'altro pacifiche.

Dei punti in elenco è esilarante la questione arbitrale.
La Lazio è stata massacrata in ogni periodo. In 22 anni l'inettitudine di Claudio Lotito si è estrinsecata in maniera solare proprio nei rapporti con la classe arbitrale.
22 anni! 22 anni e non è riuscito a creare un rapporto che permettesse di non penalizzare la Lazio.
Un'oscena incapacità.

La Lazio è in doloroso declino, più vicina alla serie B che alla champions perché il Presidente Claudio Lotito è un imprenditorucolo da quattro soldi, senza alcun tipo di capacità che non sia aggrapparsi alle prosperose tette della cosa pubblica.

Non c'è alcuna responsabilità da condividere.

Ad oggi la linea è netta.
Ci sono i tifosi della Lazio ed i tifosi di Lotito.

Io ho una mezza idea su chi ha parlato delle responsabilità dei tifosi e chi ha anche messo il like.







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Goceano

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Citazione di: Fulmineblu il Ieri alle 09:38Condivido al 100%
Tutti o quasi tutti i contestatori sviliscono i nostri giocatori, la nostra maglia ( er colletto, la scritta 900...), ma senza elencare tutto e non parliamo dei social che è meglio....
Scelgono di abbandonare la Lazio per danneggiare Lotito.
Io non partecipo a questa azione per diversi motivi. Primo perché non ce la faccio ad abbandonare la Lazio. Mi sembra facile da capire.
Secondo perché non seguo nessuna delle indicazioni del tifo organizzato visto che sono gli stessi che ci hanno macchiato a vita (sapete bene perché).
Terzo perché la contestazione a fasi alterne E'anche un po confusa. In casa no fuori si al derby si in semifinale fuori ma in finale si.
Non so nato ieri e conosco ogni dinamica da una vita.
Se la chiami Lotitese in casa e boicotti allora non può essere Lazio fuori casa e tifi.
Il biglietto dell'ultimo derby io me lo incornicio.
Con tutto il massimo rispetto...Ti vedo scrive sempre colpe dei tifosi e mai colpe di Lotito, almeno Laziolello lo ha scritto che se ne dovrebbe andare...te come mai non scrivi mai una cosa del genere?

FeverDog

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Mi sembra che si appioppa la colpa ai tifosi per sentirsi anche un po' in pace con la coscienza.
Perché altrimenti il discorso rischia di non tornare: c'è una contestazione molto forte e senza precedenti in corso, si è deciso di fare un gesto estremo, io (tifoso X) non partecipo a tale contestazione, in qualche modo devo trovare qualcosa che non va nella parte che contesta altrimenti significa che loro stanno facendo qualcosa di giusto (e doloroso) ma che io non sto seguendo.
Quindi qualcosa di sbagliato, una macchia, deve essere esserci, sennò il loop non si chiude.

ironman

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Citazione di: laziolello il Ieri alle 09:23Lotito passerà
Sì, passerà sul cadavere biancoceleste. Ma tanto con la città piena di negozi giallozozzi non se ne accorgerà nessuno, e i pochi che ricorderanno si rassegneranno limitandosi a conservare in memoria le emozioni che furono.

ironman

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Lazionetter
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Citazione di: Goceano il Ieri alle 10:50Con tutto il massimo rispetto...Ti vedo scrive sempre colpe dei tifosi e mai colpe di Lotito, almeno Laziolello lo ha scritto che se ne dovrebbe andare...te come mai non scrivi mai una cosa del genere?
Il nostro amico Fulmineblu si è espresso, almeno lui, con la massima chiarezza.

"La Lazio è come mia figlia". Se una squadra di calcio la consideri tua figlia siamo a un livello mistico, di missione sacra. Tuo figlio/a non lo abbandoni mai anche se ne ammazza 100.

Io auguro a tutti voi di essere venuti nel mondo con obiettivi vitali più nobili di quello di seguire fino alla morte una squadra sportiva.

Ma se vi sentite come Fulmineblu dovete agire esattamente come lui. Lotito o non Lotito.

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laziolello

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Citazione di: Slasher89 il Ieri alle 10:02Rispetto la tua posizione ma dici alcune inesattezze.

Questa è la prima volta, storicamente, che il 90% dei tifosi prende una decisione del genere.

Oltre a smentire per l'ennesima volta affermazioni assurde come quelle di Fulmineblu, vorrei rimarcare come i tifosi della Lazio siano SEMPRE stati accanto alla squadra, anche con proprietà più povere e in difficoltà di quella attuale.

Chi si pone da 22 anni in maniera provocatoria e denigratoria verso i tifosi è Claudio Lotito, chi permette di speculare sulla Lazio è Claudio Lotito, se la società è vulnerabile è colpa di Claudio Lotito.

Ricordo, di nuovo e per l'ennesima volta, che l'anno scorso, nonostante il mercato bloccato, i Laziali si sono abbonati in 30k facendo segnare uno dei migliori risultati nella storia dell'attuale gestione e l'ambiente compatto che, a ragione, stai invocando deve essere costruito dalla società.

Continuare ad libitum con i sipperò sui tifosi rifocilla la narrazione lotitiana secondo la quale c'è qualcuno che vuole costringere il presidente a vendere e quindi bisogna fargli da scudo anche se può risultare antipatico.
Rispetto anche io la tua posizione, ma secondo me stai spostando il discorso.
Che i tifosi della Lazio siano stati storicamente vicini alla squadra non l'ho mai negato. Anzi, è proprio per questo che considero ancora più grave ciò che sta accadendo oggi. Il fatto che sia la prima volta che una percentuale così ampia della tifoseria prende una decisione del genere non elimina la responsabilità di quella decisione: semmai ne aumenta il peso.
Possiamo attribuire a Lotito tutte le responsabilità che vuoi nei rapporti con la tifoseria, nella comunicazione, nella gestione della società e nella frattura che si è creata in questi 22 anni. Ma le responsabilità di Lotito non cancellano automaticamente quelle dei tifosi.
Dire "è colpa di Lotito se siamo arrivati a questo punto" può spiegare la protesta, ma non rende ogni forma di protesta automaticamente giusta o priva di conseguenze.
E sui 30.000 abbonati c'è un particolare importante: quei 30.000 arrivarono nonostante gli appelli iniziali della Curva a non abbonarsi. Solo quando fu evidente che tantissimi laziali avevano deciso comunque di sottoscrivere l'abbonamento, la strategia cambiò nel "ci abboniamo e lo contestiamo allo stadio". Ma inizialmente l'indicazione era quella di non abbonarsi.
Quindi quei 30.000 abbonamenti, più che dimostrare la compattezza della protesta, dimostrano che una parte enorme della tifoseria scelse comunque di mettere la Lazio davanti allo scontro con Lotito.
C'è poi un'altra narrazione che secondo me andrebbe ridimensionata: quella secondo cui "Lotito ce l'ha con i tifosi della Lazio". Con tutti? Io, per esempio, sono un tifoso della Lazio e non mi sento affatto chiamato in causa. E come me ce ne sono moltissimi. Se Lotito ha avuto e ha uno scontro con una determinata parte della tifoseria, diciamo questo. Ma quella parte non può automaticamente attribuirsi la rappresentanza dell'intero popolo laziale e parlare a nome di tutti.
Personalmente, poi, ho anche un'altra impressione: ritengo che l'inasprimento dello scontro sia avvenuto in maniera significativa in concomitanza con il progetto Flaminio. Non sto affermando che esista necessariamente un rapporto di causa-effetto, ma la coincidenza temporale per me merita almeno una riflessione. E, da uomini di mondo, sappiamo bene che quando intorno a un progetto cominciano a muoversi interessi economici importanti, inevitabilmente aumentano anche attenzioni, pressioni e appetiti. Dove girano molti soldi, gli "squali" tendono sempre ad avvicinarsi. Questo non significa accusare qualcuno in particolare, ma sarebbe ingenuo pensare che intorno a un'operazione di quella portata esistano soltanto dinamiche sportive e sentimentali.
Mi dici poi che l'ambiente compatto deve costruirlo la società. Certamente la società ha una responsabilità enorme nel farlo. Ma un ambiente non è composto soltanto dal presidente: è fatto anche da tifosi, giocatori, allenatore, stampa e da tutto ciò che ruota attorno alla squadra. Se una componente decide consapevolmente di esasperare lo scontro, non può poi sostenere di non avere alcuna responsabilità nelle conseguenze.
E soprattutto respingo l'idea che criticare alcune scelte della tifoseria significhi "fare da scudo a Lotito". È proprio questo modo di ragionare che considero sbagliato: o sei contro Lotito senza condizioni oppure sei lotitiano. No. Io posso considerare Lotito responsabile di moltissimi problemi della Lazio e, contemporaneamente, ritenere sbagliato danneggiare la Lazio per combattere Lotito.
Per me il punto resta semplicissimo: Lotito passerà, come passano tutti i presidenti. La Lazio resta.
E se per combattere Lotito si è arrivati a lasciare sola la Lazio, non basta dire che l'obiettivo era il presidente. Le intenzioni possono essere state quelle, ma il danno ricade sulla squadra.
È questa la responsabilità che contesto: non quella di essere contro Lotito, ma di aver oltrepassato il confine tra contestare il presidente e far pagare quella contestazione alla Lazio.

amor_marde

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Citazione di: laziolello il Ieri alle 09:23Le colpe del tifoso? Secondo me ce ne sono diverse, e dirlo non significa certo assolvere Lotito dalle sue responsabilità.
La prima è aver abbandonato la squadra proprio nel momento di difficoltà in cui aveva più bisogno del suo pubblico. Se per anni ci siamo raccontati che il tifoso è il "dodicesimo uomo", allora dobbiamo anche ammettere che, quando quel dodicesimo uomo decide di non esserci o trasforma ogni partita in una contestazione, qualcosa alla squadra lo toglie.
La seconda è aver indebolito la Lazio dall'interno. Una società già in difficoltà diventa ancora più vulnerabile quando tutto l'ambiente è spaccato: società contestata, giocatori sotto pressione, allenatore coinvolto indirettamente nella protesta, stadio ostile o vuoto. E chi sta dall'altra parte percepisce perfettamente quando una squadra è sola e senza un ambiente compatto alle spalle.
Vale anche per il settore arbitrale. Non sto dicendo che gli arbitri sbaglino volontariamente, ma è evidente che un ambiente forte, presente e capace di fare rumore mette molta più pressione su certi errori. Quando invece intorno alla Lazio si parla quasi esclusivamente della guerra interna, anche episodi arbitrali pesanti finiscono in secondo piano e chi sbaglia viene messo molto meno in discussione.
Poi c'è un altro aspetto: questa battaglia permanente ha consentito a chiunque di speculare sulla Lazio. Basta una voce, una polemica, una notizia negativa e immediatamente viene amplificata e rilanciata dagli stessi laziali. Siamo arrivati al paradosso di diventare noi stessi i principali diffusori di tutto ciò che può danneggiare l'immagine della nostra squadra.
Contestare un presidente è assolutamente legittimo. Contestare la gestione è legittimo. Pretendere che venda la società è legittimo. Ma quando la lotta contro una persona finisce per danneggiare la squadra che dici di amare, allora qualche responsabilità bisogna assumersela.
Perché esiste anche quel patto, scritto o non scritto, che ogni tifoseria rivendica orgogliosamente: "non sarai mai sola".
E invece, in alcuni dei momenti più difficili, la Lazio sola ci è rimasta davvero.
Lotito passerà, come passano presidenti, allenatori e giocatori. La Lazio resterà.
Ma questa macchia sulla maglia della Lazio rimarrà. E non ci sono giustificazioni che tengano dicendo che l'obiettivo era Lotito e non la Lazio, perché quando per colpire il presidente finisci per colpire anche la squadra, il risultato non cambia: il danno alla Lazio è stato fatto.
Si può discutere sulle intenzioni, non sulle conseguenze. E certe responsabilità non si cancellano semplicemente dicendo: "ce l'avevamo con Lotito".
assumi una posizione passiva poi leggi ed interpreti gli avvenimenti da quella posizione

non condivido nulla di quanto riportato 

QVIRIS

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Si potrebbe aprire un topic sulle presunte responsabilità dei tifosi e lasciare che qui vengano snocciolate le malefatte del tiranno? Grazie 

Laziale Pontino

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Le colpe dei tifosi. Quante se ne leggono .

Eroche..siusta

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Citazione di: laziolello il Ieri alle 12:13Rispetto anche io la tua posizione, ma secondo me stai spostando il discorso.
Che i tifosi della Lazio siano stati storicamente vicini alla squadra non l'ho mai negato. Anzi, è proprio per questo che considero ancora più grave ciò che sta accadendo oggi. Il fatto che sia la prima volta che una percentuale così ampia della tifoseria prende una decisione del genere non elimina la responsabilità di quella decisione: semmai ne aumenta il peso.
Possiamo attribuire a Lotito tutte le responsabilità che vuoi nei rapporti con la tifoseria, nella comunicazione, nella gestione della società e nella frattura che si è creata in questi 22 anni. Ma le responsabilità di Lotito non cancellano automaticamente quelle dei tifosi.
Dire "è colpa di Lotito se siamo arrivati a questo punto" può spiegare la protesta, ma non rende ogni forma di protesta automaticamente giusta o priva di conseguenze.
E sui 30.000 abbonati c'è un particolare importante: quei 30.000 arrivarono nonostante gli appelli iniziali della Curva a non abbonarsi. Solo quando fu evidente che tantissimi laziali avevano deciso comunque di sottoscrivere l'abbonamento, la strategia cambiò nel "ci abboniamo e lo contestiamo allo stadio". Ma inizialmente l'indicazione era quella di non abbonarsi.
Quindi quei 30.000 abbonamenti, più che dimostrare la compattezza della protesta, dimostrano che una parte enorme della tifoseria scelse comunque di mettere la Lazio davanti allo scontro con Lotito.
C'è poi un'altra narrazione che secondo me andrebbe ridimensionata: quella secondo cui "Lotito ce l'ha con i tifosi della Lazio". Con tutti? Io, per esempio, sono un tifoso della Lazio e non mi sento affatto chiamato in causa. E come me ce ne sono moltissimi. Se Lotito ha avuto e ha uno scontro con una determinata parte della tifoseria, diciamo questo. Ma quella parte non può automaticamente attribuirsi la rappresentanza dell'intero popolo laziale e parlare a nome di tutti.
Personalmente, poi, ho anche un'altra impressione: ritengo che l'inasprimento dello scontro sia avvenuto in maniera significativa in concomitanza con il progetto Flaminio. Non sto affermando che esista necessariamente un rapporto di causa-effetto, ma la coincidenza temporale per me merita almeno una riflessione. E, da uomini di mondo, sappiamo bene che quando intorno a un progetto cominciano a muoversi interessi economici importanti, inevitabilmente aumentano anche attenzioni, pressioni e appetiti. Dove girano molti soldi, gli "squali" tendono sempre ad avvicinarsi. Questo non significa accusare qualcuno in particolare, ma sarebbe ingenuo pensare che intorno a un'operazione di quella portata esistano soltanto dinamiche sportive e sentimentali.
Mi dici poi che l'ambiente compatto deve costruirlo la società. Certamente la società ha una responsabilità enorme nel farlo. Ma un ambiente non è composto soltanto dal presidente: è fatto anche da tifosi, giocatori, allenatore, stampa e da tutto ciò che ruota attorno alla squadra. Se una componente decide consapevolmente di esasperare lo scontro, non può poi sostenere di non avere alcuna responsabilità nelle conseguenze.
E soprattutto respingo l'idea che criticare alcune scelte della tifoseria significhi "fare da scudo a Lotito". È proprio questo modo di ragionare che considero sbagliato: o sei contro Lotito senza condizioni oppure sei lotitiano. No. Io posso considerare Lotito responsabile di moltissimi problemi della Lazio e, contemporaneamente, ritenere sbagliato danneggiare la Lazio per combattere Lotito.
Per me il punto resta semplicissimo: Lotito passerà, come passano tutti i presidenti. La Lazio resta.
E se per combattere Lotito si è arrivati a lasciare sola la Lazio, non basta dire che l'obiettivo era il presidente. Le intenzioni possono essere state quelle, ma il danno ricade sulla squadra.
È questa la responsabilità che contesto: non quella di essere contro Lotito, ma di aver oltrepassato il confine tra contestare il presidente e far pagare quella contestazione alla Lazio.
Laziolello lotito nel dire stereonzi ai tifosi della Lazio pur non intendendo te nello specifico in generale ricomprendere anche te, non è che si è messo a fare nome e cognome  di tutti noi.
Se per te va bene nulla quaestio, a me ha dato molto fastidio.
La Lazio ha un tumore maligno e la chemioterapia non è che fa troppe distinzioni quando agisce, si spera solo che funzioni, a volte va bene ed altre volte purtroppo va male.
La cura però è conseguenza non causa è la causa ha nome e cognome.
La strumentalizzazione della nostra passione fatta da questo signore negli ultimi anni è diventata talmente sfacciata che ha fatto traboccare il vaso della pazienza Laziale.
Intorno allo stadio ci sono interessi? Certo, ma la pazienza e l'inasprimento della contestazione sono dovuti al suo modo di comportarsi alla sua inadeguatezza,  all'ennesimo mercato a saldo zero, alle sue bugie ed alle sue sbruffonate.
Gli basterebbe, per rimettersi in carreggiata, che facesse davvero 2 cose che ha detto lui, manco io, portasse il giocatore 10 volte più forte di greenwood e facesse un aumento di capitale, è il presidente  della mia squadra di calcio, se lo ha detto sarà vero, io voglio credergli, anzi gli credo.

Laziale Pontino

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Lazionetter
* 117
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È anche, a mio modesto parere, quasi assurdo parlare di "colpe" quando ci si riferisce a un gruppo di 40.000 o più persone che semplicemente decidono di protestare per qualcosa che sentono come una serie di ingiustizie e vessazioni.

Possono avere delle colpe 2, 3 o 100 persone, ma quando i numeri sono questi diventa davvero inconcepibile parlare di "colpe" riferendosi a una tifoseria nel suo complesso.

Quando sento parlare del fatto che si stia "lasciando sola" la Lazio, allora credo che bisognerebbe essere un po' più concreti. La Lazio è una società sportiva, un'entità che ha un valore enorme per NOI tifosi.

Forse lasciamo sola la squadra allo stadio, sì. Ma faccio davvero fatica a empatizzare con una categoria di persone che viene, giustamente, profumatamente pagata per GIOCARE a pallone e che difficilmente può cadere nella disperazione se vede gli spalti vuoti.

Quindi, forse, non c'è neanche da empatizzare con giocatori che, una volta finita la partita, magari stanno già pensando alla prossima supercar da acquistare.

Posso ammettere che, senza la spinta dei tifosi, una squadra possa rendere meno, questo sì. Ma lo sappiamo e lo abbiamo messo in conto.

Ci potrebbe costare 15 punti a fine campionato? Chi lo sa. Sicuramente, però, una squadra forte non va in Serie B per lo sciopero dei tifosi.

Quindi, senza entrare nel merito della sociologia — che, oltretutto, non è il mio campo — credo che sia davvero un non senso parlare di "colpe dei tifosi".

Perché, alla fine, stiamo parlando degli unici che AMANO la propria squadra e che, soprattutto, PAGANO per vederla giocare.

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Lazionetter
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Mi perdonerà laziolello, ma credo che sarebbe stato più onesto iniziare con la premessa che a lui Lotito piace (o almeno non dispiace).
Non c'é niente di male nell'essere vicini al Lotito pensiero , ma essendo onesti almeno si capisce il perché della incompatibilità di certe posizioni.
Cosi invece pare che la posizione di partenza sia la stessa e che ci sia una divergenza di vedute solo sul ripartire le percentuali di responsabilità, ma uno che ringrazia Lotito ogni volta e che è d'accordo quando prende Tudor, quando non esonera Tudor, quando lo fa e prende Baroni, quando prende Sarri, quando decide di rescindere il rinnovo di contratto alla ragazza incinta di Lazio Women e che crede che Sarri non facesse giocare Ratkov per ripicca, parte dall'assunzione che Lotito faccia la scelta giusta e poi ci fa il ragionamento sopra o almeno parte sempre con il beneficio del dubbio.
Come detto, niente di sbagliato in sè, anzi, mi sta sulle palle questa voglia di voler per forza voler essere tutti d'accordo, ma mi pare chiaro che non si possa riconciliare tutto questo con la protesta. Anzi, credo di aver letto pure che te dormivi tranquillissimo con Lotito presidente: ecco, la speranza è che continuiamo tutti a farlo, io ho più di qualche dubbio.
Al massimo, si potrebbe discutere su questo punto, non sul resto, che mi pare che siamo proprio su pianeti diversi.

AutumnLeaves

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Lazionetter
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Citazione di: laziolello il Ieri alle 12:13Rispetto anche io la tua posizione, ma secondo me stai spostando il discorso.
Che i tifosi della Lazio siano stati storicamente vicini alla squadra non l'ho mai negato. Anzi, è proprio per questo che considero ancora più grave ciò che sta accadendo oggi. Il fatto che sia la prima volta che una percentuale così ampia della tifoseria prende una decisione del genere non elimina la responsabilità di quella decisione: semmai ne aumenta il peso.
Possiamo attribuire a Lotito tutte le responsabilità che vuoi nei rapporti con la tifoseria, nella comunicazione, nella gestione della società e nella frattura che si è creata in questi 22 anni. Ma le responsabilità di Lotito non cancellano automaticamente quelle dei tifosi.
Dire "è colpa di Lotito se siamo arrivati a questo punto" può spiegare la protesta, ma non rende ogni forma di protesta automaticamente giusta o priva di conseguenze.
E sui 30.000 abbonati c'è un particolare importante: quei 30.000 arrivarono nonostante gli appelli iniziali della Curva a non abbonarsi. Solo quando fu evidente che tantissimi laziali avevano deciso comunque di sottoscrivere l'abbonamento, la strategia cambiò nel "ci abboniamo e lo contestiamo allo stadio". Ma inizialmente l'indicazione era quella di non abbonarsi.
Quindi quei 30.000 abbonamenti, più che dimostrare la compattezza della protesta, dimostrano che una parte enorme della tifoseria scelse comunque di mettere la Lazio davanti allo scontro con Lotito.
C'è poi un'altra narrazione che secondo me andrebbe ridimensionata: quella secondo cui "Lotito ce l'ha con i tifosi della Lazio". Con tutti? Io, per esempio, sono un tifoso della Lazio e non mi sento affatto chiamato in causa. E come me ce ne sono moltissimi. Se Lotito ha avuto e ha uno scontro con una determinata parte della tifoseria, diciamo questo. Ma quella parte non può automaticamente attribuirsi la rappresentanza dell'intero popolo laziale e parlare a nome di tutti.
Personalmente, poi, ho anche un'altra impressione: ritengo che l'inasprimento dello scontro sia avvenuto in maniera significativa in concomitanza con il progetto Flaminio. Non sto affermando che esista necessariamente un rapporto di causa-effetto, ma la coincidenza temporale per me merita almeno una riflessione. E, da uomini di mondo, sappiamo bene che quando intorno a un progetto cominciano a muoversi interessi economici importanti, inevitabilmente aumentano anche attenzioni, pressioni e appetiti. Dove girano molti soldi, gli "squali" tendono sempre ad avvicinarsi. Questo non significa accusare qualcuno in particolare, ma sarebbe ingenuo pensare che intorno a un'operazione di quella portata esistano soltanto dinamiche sportive e sentimentali.
Mi dici poi che l'ambiente compatto deve costruirlo la società. Certamente la società ha una responsabilità enorme nel farlo. Ma un ambiente non è composto soltanto dal presidente: è fatto anche da tifosi, giocatori, allenatore, stampa e da tutto ciò che ruota attorno alla squadra. Se una componente decide consapevolmente di esasperare lo scontro, non può poi sostenere di non avere alcuna responsabilità nelle conseguenze.
E soprattutto respingo l'idea che criticare alcune scelte della tifoseria significhi "fare da scudo a Lotito". È proprio questo modo di ragionare che considero sbagliato: o sei contro Lotito senza condizioni oppure sei lotitiano. No. Io posso considerare Lotito responsabile di moltissimi problemi della Lazio e, contemporaneamente, ritenere sbagliato danneggiare la Lazio per combattere Lotito.
Per me il punto resta semplicissimo: Lotito passerà, come passano tutti i presidenti. La Lazio resta.
E se per combattere Lotito si è arrivati a lasciare sola la Lazio, non basta dire che l'obiettivo era il presidente. Le intenzioni possono essere state quelle, ma il danno ricade sulla squadra.
È questa la responsabilità che contesto: non quella di essere contro Lotito, ma di aver oltrepassato il confine tra contestare il presidente e far pagare quella contestazione alla Lazio.
Non hai mai "suggerito" come, secondo te, andrebbe fatta una contestazione che porti qualche risultato. Probabilmente perché sai che sono già state provate tutte. Ma, nonostante questo, insisti nell'affermare che quella attuale sia solo a danno della Lazio. Che poi di quale Lazio parli? La squadra? Quella composta da quelli che "c'hanno la merda in testa (cit.)" oppure quella che "se c'avessero le palle che c'ho io (cit.)"? L'altra Lazio, se mai esista, "ha un nome e cognome (cit.)" e no, quella non c'entra niente, zero assoluto, con quella dietro la quale difendi la tua legittima scelta di andare allo stadio. Ma evita la commovente retorica citando frasi dell'inno o che "i presidenti passano la Lazio resta" DOPO 22 ANNI.
Sarebbe molto, ma molto più semplice, sostenere che non sei d'accordo con la protesta perché l'operato della società ti sta benissimo e perché ti piace andare allo stadio. E ci sarebbe poco da obiettare. Ribaltare le colpe o, peggio ancora, dividerle a metà tra società e tifoseria e senza proporre alternative, significa semplicemente cercare di spostare l'attenzione sull'aria fritta.
Se il 90% dei tifosi abitualmente paganti ha preso questa direzione, vuol dire che ad andare contromano in autostrada non sono loro.

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