FORMELLO – "Dobbiamo confermarci con qualità e personalità". E' il diktat lanciato da Edy Reja alla vigilia della gara contro il Chievo. Malgrado non sia accompagnato dalle pressioni e della motivazioni tipiche di sfide dall'alto blasone, il coefficiente di difficoltà della trasferta in terra veneta richiede concentrazione massima e rispetto per l'avversario. La classifica parla chiaro, la compagine di Pioli è tra le squadre più in forma dell'intero campionato, ad un'ottima organizzazione tattica abbina qualità e aggressività. Per alimentare il trend positivo di inizio stagione vanno sono banditi cali di tensione: "E' un banco di prova vero e proprio – ha esordito il tecnico carnico in conferenza stampa - , E' normale che contro il Milan sei galvanizzato e caricato anche perché si giocava davanti al proprio pubblico. Attualmente il Chievo è la squadra migliore in circolazione. Non a caso è andata a vincere a Genova e a Napoli. Risultati così importanti non si raggiungono con fortuna, ma con valori bene precisi. Questa è una squadra attrezzata, ha consistenza fisica, ha corsa nell'attaccare gli spazi, ha un impianto di gioco razionale, ha qualità da metà campo in avanti. Ha tutto per diventare la sorpresa del campionato. Noi, dal canto nostro stiamo vivendo un momento positivo. Si affrontano due squadre in salute, dal punto di vista tattico sarà una gara dura per entrambi. Noi dobbiamo confermarci, dobbiamo trovare continuità di risultati e di prestazioni. Voglio una squadra convinta".
Ad inizio stagione si pensava ad un avvio molto delicato visto le sfide con Fiorentina e Milan. Oggi i valori in classifica sembrano opposti: "Nelle prossime due gare affronteremo Chievo e Brescia, due delle migliori squadre al momento. Allo stato attuale la difficoltà del calendario non è come pensavo. Le grandi squadra non hanno ancora trovato il passo giusto, noi invece siamo praticamente gli stessi dello scorso anno. Abbiamo già una conoscenza nel modo di giocare. La realtà attuale è questa, ora abbiamo una gara più importante dell'altra, ma ben vengano questi collaudi".
Per ribattere colpo su colpo le iniziative scaligere, Reja sta pensando di contrapporre un assetto speculare all'avversario, rispolverando il sistema a rombo con Hernanes alle spalle di due punte. Stando anche al riscontro dell'ultima rifinitura andata in scena questa mattina, l'indiziato numero uno ad affiancare Floccari è Mauro Zàrate. L'argentino è in aperto ballottaggio con Rocchi, ma al momento è in pole position: "Floccari giocherà sicuramente, gli altri due sono candidati a giocare dall'inizio. L'unico dubbio è sulla piena condizione fisica del primo, se non dovesse reggere l'intera gara ci sarebbero dei cambi in corsa. Credo che Rocchi non giocherà dall'inizio, ma ho buone soluzioni lì avanti, ci sono 5 giocatori che stanno tutti benissimo".
L'altra novità di formazione dovrebbe essere il ritorno in capo dal primo minuto di Francelino Matuzalem, con il momentaneo accantonamento di Cristian Ledesma: "C'è anche questa possibilità, è chiaro che molto dipenderà dalla disposizione che andrò a scegliere. Se dovessi optare per il 4-3-2-1 o per il 4-3-1-2, scenderà in campo uno solo dei due.
Per quanto riguarda Matuzalem è stato la più grande sorpresa di questo inizio. Adesso ho capito di che spessore è, di grande livello. Io lo chiamo il professore, ha una visione di gioco straordinaria".
Chi non ha sorpreso Reja è il giovane Cavanda. Contro il Milan lascerà il posto a Lichtsteiner, ma la scelta è strategica: "Non mi ha sorpreso, l'ho seguito anche l'anno scorso. E' un giovane e come tale va preso e abbandonato, preso e abbandonato. Non deve sentirsi arrivato perché ha fatto una buona prestazione. I giovani non devono essere caricati di grande responsabilità. Di certo sappiamo che possiamo fare affidamento su di lui. Per domani sarà sicuramente convocato, vediamo se andrà in panchina".
Il giovane belga-angolano si giocherà un posto con il recuperato Garrido: "Sta bene, è 15 giorni che lavora con il gruppo. Mi piacerebbe portarlo in panchina e dargli la possibilità di inserirsi gradualmente".
Matuzalem, Hernanes, Mauri e Zàrate, qualità tecnica al servizio della squadra: "Chi prevarrà sul possesso di palla può avere ragione in questo tipo di partita. Sarà molto importante la capacità di attaccare la profondità e di smarcamento senza palla. Avrà ragione chi riuscirà in questo".
Nonostante i buoni risultati, con Fiorentina e Milan, la Lazio hanno lasciato delle perplessità per quanto riguarda l'approccio mentale alla gara: "Carburiamo dopo, ma è una questione di caratteristiche. Non abbiamo giocatori dal cambio di passo a metà campo, entrano tutti in gara piano piano. Siamo una squadra macchinosa, ci mettiamo prima apposto, studiamo il contesto e poi carburiamo".
La tendenza del momento è quella di variare assetto ed interpreti in relazione all'avversari oche di volta in volta di va ad affrontare. Un turn over ragionato che permette al tecnico carnico di sfruttare in pieno tutto l'organico a sua disposizione: "
E' una strategia che ho voluto insieme al presidente e a Tare. Serviva una rosa adeguata in maniera che ci sia concorrenza leale, in modo che nessuno si senta arrivato. È un problema di società e prospettiva, questa squadra deve competere ad alti livelli e per fare questo servono 20 giocatori più meno sullo steso piano. In futuro la Lazio deve per forza di cose stare nelle prime 6 posizioni di classifica. La mia volontà era quella di imporre questo tipo di linea, quella di creare un gruppo di giocatori che possono garantire un futuro roseo. Certo, la gestione poi non è facile, ma questo è un problema che riguarda me personalmente".
Tutti possono scendere in campo dal primo minuto e tutti possono restare momentaneamente ai margini: "Questa volta resta a casa Foggia, non perché ha fatto male, ma per far capire al gruppo che tutti hanno delle possibilità".
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Conferenza a mio parere ottima, schietto e diretto come sempre.
Dice che andremo lì per fare possesso e imporre il nostro gioco, nello stesso tempo mette la squadra sull'attenti ricordandole che Chievo e Brescia non sono squadrette da prendere sottogamba sull'onda emotiva dell'appagamento (annoso problema della Lazio).
Poi dice chiaramente che Rocchi partirà in panchina e Foggia andrà in tribuna, quindi spazio a Zarate.
La cosa che dice su Matuzalem e che ho evidenziato a mio parere è fondamentale. Se ha veramente capito che il fulcro del centrocampo deve essere Matuzalem e non Ledesma stiamo veramente un passo avanti. Non è da tutti dichiarare di aver capito solo adesso di che spessore sia un proprio calciatore. Chapeau di nuovo alla schiettezza e all'apertura mentale.
Poi infine la cosa che dice sulla società è importantissima.
Qui parrebbe proprio emergere il fatto che alla fine il famoso "proggetto™" ci sia.
Qui pare che si stia veramente lavorando in prospettiva per riportare la Lazio "dove le compete" (ari™).
Si è allestita una rosa assolutamente livellata, per la prima volta da tanti anni a questa parte abbiamo una panchina più che decente e basta su un turn-over vero, si stanno inserendo velocemente e con sapienza i giovani della primavera in prima squadra (e sia tare che lotito hanno già dichiarato che il prossimo sarà Ceccarelli, e lì finalmente dopo tanti anni avremo di nuovo un talento assoluto romano e laziale in squadra, e io già mi lecco i baffi all'idea

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Insomma, pur non avendo condiviso alcune scelte di queste prime uscite, a me Reja continua a ispirare grossa fiducia.
Sta dimostrando di non avere preconcetti e di essere pronto a cambiare le proprie idee, e chissà che le scelte prese finora (compresi alcuni atteggiamenti "minestrari") non facciano veramente parte di un suo progetto per trovare gradualmente la quadratura sia tattica che psicologica del cerchio.
Io sono dell'idea che ci siamo vicini. Basta poco, pochissimo.