Sono contento che finalmente si sia esposto smettendola con le buffonate della febbre, un giocatore come gl ialtri e via dicendo.
Sono anche convinto che Zarate sia in sovrappeso e al riguardo mi chiedo: lo scorso anno all'inizio gli è stato proibito il preparatore personale, nel finale gli è stato permesso e fisicamente ha guadagnato mille punti (tranne che sul tiro, per il quale continuo a credere che il problema sia mentale), quest'anno com'è andata? A mio modo di vedere doveva essergli imposto, a costo di chiamare Dolce e farsi dare un programma da fargli seguire ad opera dello staff tecnico (ovviamente non si può imporgli di pagare un personal trainer "esterno"), quindi vorrei sapere (se) come è stato affrontato questo specifico argomento.
Sul 4-3-3 non ho capito se parlava solo del rabotnicki, e a fatica ci posso credere, o se era un'idea tattica "generale", e francamente mi metterei a ridere...mettiamo Cissè sulla fascia proprio contro i dopolavoristi e saremmo pronti ad un 4-3-3?
Sulla dannosità del clan Zarate sono assolutamente d'accordo, mentre non ho ben capito il ruolo di Rocchi nelle parole di Reja (per quanto mi riguarda Rocchi è il capitano della Lazio come poteva esserlo Pandev, forse neanche).
Ripeto, sono contento che finalmente abbia gettato la maschera, purtroppo temo che non sortirà effetti (per motivi duplici, Zarate non mi sembra il tipo da "spalle al muro" per carattere e del resto, se veramente se ne vuole andare o non ha interesse a comportarsi con professionalità, la mancanza di effetto sarà intrinseca).
Non credo sia cedibile, come non lo credevo, e per questo dicevo, e dico tuttora, che visogna cercare il prestito o, ancora meglio, una cessione a prezzo di saldo, è inconcepibile tenere un giocatore costantemente fuori, metterlo alla berlina oggi (giusta o meno che sia) e andare in giro a chiedere 20 milioni...avviciniamoci ai 10 e qualcuno troveremo.
Ovviamente spero che Zarate trovi autostima, si prenda il preparatore e torni quello di prima, ma non mi sembra ce ne siano le condizioni, per colpa sua e di tutto ciò che lo circonda (dal raton a Reja)