Prima di tutto grazie a IB, ottimo come sempre.
Nello specifico, che vi devo dire. Posso dire che, sostanzialmente, non me ne frega nulla se Nesta è tifoso della Lazio o no e, se sì, in quale misura. Come non me ne frega nulla se tiene più per la Lazio o per il Milan (a chi vuoi più bene, a papà o a mamma?). Gli ho voluto bene, lo rispetto, diciamo che gli ho sempre augurato il bene anche da avversario, ma avversario è diventato da quando ha lasciato la Lazio e avversario, sostanzialmente, rimane. Per quanto riguarda il suo trauma lancinante di esser stato improvvisamente ceduto al Milan, rispetto il suo dolore, ma credo che nella vita possa succederti di peggio. Se poi il suo disamore dipende dalla curva e dai quattro imbecilli che gli hanno tirato le bottigliette, ok lo posso capire. Però anche io, nel mio piccolo, continuo a tifare Lazio nonostante quella curva non mi rappresenti minimamente e mi abbia costretto più di una volta a vergognarmi di essere laziale (per fortuna sembra che le cose stiano lentamente migliorando). La dichiarazione di Lotito del 2006 poi è sicuramente infelice, forse avrebbe fatto meglio a dire la ragione vera, cioè che non potevamo permettercelo (in quel periodo credo che gli stipendi più alti fossero intorno ai 500 mln. a stagione: avrebbe accettato?).
Su un piano più generale vedo che molti laziali sono da sempre alla disperata ricerca di un giocatore simbolo, di una bandiera (si è provato ad attaccarci pure a Zarate, dico Zarate!). Ma in questo, storicamente, non siamo mai stati fortunati, le mie bandiere da ragazzino le ho dovute ammainare, per una ragione o per l'altra, in tutta fretta. Forse per questo non ne cerco più, e per me conta solo la maglia e chi, in quel momento, la indossa e la rispetta.
Con Nesta si è disperatamente cercato di trovare il leader, il condottiero, il simbolo, in una parola la bandiera. Ma per rivestire quel ruolo bisogna pure esserci tagliati: lui in ogni caso, anche se fosse restato, non lo era. Non possiamo fargliene una colpa.