Citazione di: maumarta il 29 Ott 2012, 14:04
Era chiaramente una estremizzazione.
Ho un po' troppo semplificato il concetto, mettiamola così.
La mam immagine del Laziale è sempre contrapposta a quell'altri.
Non in senso di antagonismo ma di distinzione.
Se al piano di sopra smontano il palazzo ad ogi gol daaaa maggica (o al gol del Genoa contro di noi) io non gli faccio sentire la mia presenza nemmeno con gli ultrasuoni, che in quanto canidi sentirebbero perfettamente.
Non dico che il Laziale tipo, per me, non deve dire ch è della Lazio, dico che un occhio neutrale non lo deve capire al primo sguardo o, come succede con loro, anche senza guardarti.
Al momento giusto glielo sbatti in faccia ma non c'ho bsogno di infilarmi il felpone di due taglie più gradi con la scritta Lazio che fa due giri.
Loro lo sbattono in faccia? Infilano la loro brucaggine pure nell'antico testamento?
Io no.
Lo tengo per me, lo custodisco e, al momento giusto, te stronco!
Per me Sandro rappesenta quel tipo di Laziale, in senso assoluto.
Poi l'esperienza milanese, i pesci in faccia pesi dalle nostre parti a ripetizione dal 2002 ad oggi, la sua professionalità ed il suo carrattere lo possono anche aver portato ad ammorbidirsi.
Nelo specifico di una partita che, all'ottava giornata, non decideva un caxxo, gli è venuto spontaeno tutelare i suoi (freschi) affetti milanesi rispetto ad un ambiente dove dentro c'è chi lo ha bollato come finito e fuori chi gli ha intimato di non avvicinarsi alla curva.
Non era Lazio-Milan in quel momento, ma amici contro estranei (parlando degli attori in campo e negli spogliatoi).
Io non ce l'avrei fatta,in nessun caso, forse solo con mio figlio in campo.
Lui ha avuto quest tipo di approccio... e lo ha detto.
Aveva capito che il suo interloctore era Laziale che tutto l'incontro aveva una valenza Laziale,però lo ha detto lo stesso.
Poteva essere ruffiano, poteva fare 0-0, invece ha detto quello che è successo.
E' meno Laziale per questo.
In quel Lazio-Inter famoso io aspettavo il gol nerazzurro come una liberazione ma quando è arrivato non ho esultato, ho semplicemente ricominciato a respirare e ho spento la TV.Qualcuno,che era allo stadio e non in salotto come sto tifoso da tastiera, si è pure infilato il nerazzurro addosso nell'esultanza.
Io no.
Eppure magari io capisco e accetto il discorso fatto da Nesta, mgari quello con la sciarpetta del'Inter addosso gli vuole insegnare ad essere Laziale...
(non ce lho con te Italic, è un discorso generale)
come non citarti fratellino.
Il sorriso di Nesta e "in becco all'aquila" di Nesta avrebbero dovuto chiudere definitivamente questa diatriba che è montata come panna, come forse solo a Roma.
Non esistono bandiere Est (tranne una, che sputtana il suo essere bandiera stessa).
Maldini trattato a pesci in faccia dai milanisti non è stato tenero neppure lui.
Forse è meglio così. Le bandiere sventolano arroganti sospinte dalla passione dei tifosi veri e dall'imbecillità di quelli che contestano e non rispettano.
In ogni caso qui si tratta di un sentimento intimo, da non sbandierare (scusate il gioco di parole).
Per me Nesta era, è e sarà un Laziale vero
.E nel momento che lo scrivo mi rendo conto, comunque, di limitare un sentimento.
E come tali questi sono personali, soggettivi.
Ognuno ama e odia come gli pare.
Giusto così, ma non facciamo classifiche di lazialità, ve ne prego, perchè rischiamo solamente di offendere la nostra intelligenza.