Citazione di: italicbold il 11 Giu 2012, 09:25
Nel 1986 Ghirelli scopri' la sentenza preconfezionata che avrebbe sancito la retrocessione della Lazio in C e diede la notizia al TG2. Legenda vuole che grazie a quel servizio la sentenza divenne di 9 punti di penalizzazione.
IB, questa storia l'ho sentita anch'io, all'epoca avevo l'età per fare un po' di casino sotto via Allegri senza che lo sapessero a casa ma andavo molto all'ingrosso, non so quanto abbia contato il Tg2 nella successiva riduzione a 9 punti. Comunque in primo grado ci diedero la C. Ad ogni modo, se qualcuno trovasse la sentenza preconfezionata penso che ne darebbe notizia pure oggi.
Zola direi che scrisse dopo il processo e la condanna.
Citazione di: andyco il 11 Giu 2012, 05:38
http://it.wikipedia.org/wiki/Camilla_Cederna
Se avesse fatto la fine di Pinelli una Cederna la trovava pure Mauri. Perfino Valpreda ebbe maggiori difficoltà. Ma è chiaro che i giornali di oggi non sono quelli di una volta, quando l'Italia era un altro Paese e, verrebbe da dire ca22eggiando ma non troppo, "un altro mondo sembrava possibile". Qui poi parliamo dell'Espresso, se non sbaglio.
Citazione di: simcar il 11 Giu 2012, 09:14
Ma un giornale che ha voglia di indagare seriamente, come ha chiamato, oppure è andato a trovare, Ilevski a casa sua in Macedonia, potrebbe benissimo chiamare gli avvocati di Mauri, per spiegare le loro ragioni e le lori tesi difensive. Oppure è chiedere troppo?
A me non pare che gli avvocati di Mauri fossero lì, pronti a spiegare le loro ragioni, se non dopo l'arresto e l'interrogatorio, come peraltro è loro diritto sebbene un calciatore sia un personaggio pubblico. Questo ovviamente non giustifica che la vicenda, come mille altre vicende, sia stata trattata in maniera unilaterale come invece è stato fatto.
Ho detto ormai un milione di volte che in questi mesi ho seguito piuttosto da vicino il coinvolgimento di Portanova. Ben altro è stato l'atteggiamento del Bologna, dell'avvocato di Portanova e dello stesso giocatore, che naturalmente è innocente fino a prova contraria come chiunque ma non è che si ritrovi in questa storia per caso o perché qualcuno ce l'ha con lui, per quanto sia laziale. Come del resto Mauri. Anche quando non potevano parlare ci hanno dato tutti gli elementi per una valutazione più equilibrata dei fatti
Ma comunque alcuni esempi ci sono. L'inchiesta in Abruzzo su Del Turco e quella sulle maestre di Rignano Flaminio sono state fatte a pezzi quasi subito, anche se forse in base a pronunce del tribunale del Riesame sfavorevoli all'accusa, non mi ricordo con precisione.
Ad ogni modo, non siamo di fronte a un'inchiesta messa su con prove false o contraddittorie, o almeno a me non pare. C'è un quadro indiziario carente, non inconsistente. Non si può nemmeno dire che hanno indagato sulla Lazio e non su altri, non ancora almeno, visti gli elementi che hanno fatto partire l'indagine su Mauri. Magari si potrà dire più avanti, si può senz'altro ricordare che una certa selezione un po' arbitraria avvenne a Napoli nel 2006, ma ora non si può dire senza rischiare figuracce.
Si può invece dire che c'è un abuso della carcerazione preventiva, che però è perfettamente in linea con la prevalente giurisprudenza italiana. L'abuso della carcerazione preventiva è un dato strutturale del nostro sistema giudiziario, a me non piace affatto ma è così, non lo scopriamo ora. Le vere finalità della custodia cautelare sono spesso l'anticipazione della pena e l'ottenimento di confessioni e delazioni, non certo quelle indicate dal codice. E' un fenomeno che ha molti padri e molte madri, dalla durata interminabile dei processi all'esigenza delle forze di polizia di fare statistiche con gli arresti e all'ideologia della "tolleranza zero". Basta leggere oggi la lettera della presidente del Telefono rosa sul Corriere che rivendica il carcere preventivo obbligatorio per gli stupratori.
Questa realtà, insieme ad altri fattori su cui non la faccio troppo lunga, ha spostato il focus mediatico dai processi alle indagini, con tutto quello che ne consegue compresa un'elementare esigenza di prudenza dovuta all'evidente asimmetria tra l'accusa e la difesa, che spesso viene calpestata e non va bene. Ma secondo me non si risolve tagliando con l'accetta, cioè con una disciplina più rigida del segreto investigativo, perché vorrebbe dire la legge bavaglio e cioè oggi non potremmo sapere come vanno le indagini a Brindisi, con il risultato che ce la menerebbero all'infinito su chissà quale strategia della tensione.