Secondo me non se ne esce con la questione Lotito.
Non è mai esistito nessun altro presidente nella storia del calcio che abbia subito l'asfissiante tortura mediatica che ha subìto Lotito.
Si parla molto dei suoi difetti di comunicazione, su cui sono parzialmente d'accordo, di certo non è un valore aggiunto né la sua grossolana ironia, né tantomeno l'autoincensazione spesso stucchevole con il richiamo ai valori della patria (che poi ai senza cervello della maggior parte della curva nord potrebbe pure piacere) o alla retorica di stampo cattolico.
Ma se uno vuole intraprendere un discorso sulla comunicazione nel mondo Lazio con l'intenzione di sottolineare le lacune del presidente, allora - per onestà intellettuale - dovrebbe anche rendersi conto dei danni veri e tangibili che la comunicazione fa ogni giorno alla Lazio e ai suoi tifosi, sia da quando è arrivato Lotito, ma anche da molto prima.
I vari MP, PDC, GDA e compagnia blaterando hanno contribuito a drogare opinioni e fomentare il pressappochismo (arrivando persino a contraddire se stessi o a pateticamente omettere i meriti del presidente quando erano gli stessi meriti che loro in parte auspicavano).
Non se ne esce. Lotito potrebbe vincere lo scudetto pure domani, ma non avrà mai l'affetto né la stima dei tifosi che hanno scelto l'accanimento non terapeutico e che si sono convinti che veramente Lotito voglia "vivacchiare, la mediocrità, la lazzialità, era de la roma, vendeva i biglietti e tutte le STR.ONZATE che hanno contribuito a renderlo un personaggio malvisto dalla sua stessa tifoseria che non ha mai avuto l'onestà intellettuale di fare almeno un passo indietro una volta accertata la falsità di queste patetiche accuse.
Per quel che mi riguarda, Lotito ha fatto un grandissimo lavoro, perché l'altro ieri, nel 2004, noi non eravamo più NIENTE. Eravamo zero, kaput, morti. E in pochi anni (perché le risorse quelle sono) siamo comunque una società e una squadra che gioca tutte le domeniche nel rispetto dei risultati che la sua storia e tradizione hanno tracciato in più di un secolo.
I processi di rinascita sono lunghi e spesso nemmeno prendono in considerazione partecipazioni in champions league, o vittorie di coppe e supercoppe. Ne siano esempio le altre squadre (con progggetto) che in quegli anni hanno vissuto la stessa situazione comatosa della Lazio, con le dovute differenze, ma spesso per difetto e non per eccesso.
Tanto più che gli stessi 'soloni' e geni del calcio che ogni santo giorno che Gesù manda in terra devono spendere un insulto per Lotito sono gli stessi che nel 2004 dicevano: " a me non me importa niente di vincere, a me basta che la Lazio giochi, poi pure se lottiamo per la serie BBBB con una squadra di giovani è lo stesso"
Salvo poi cambiare parere al primo accenno di disaccordo di vedute con il presidente.
Perché a parlare siamo tutti bravi, bravissimi.
Su una cosa Lotito purtroppo ha torto, sul fatto della sparuta minoranza. perché forse sarà pure vero, ma quella sparuta minoranza che si nutre di slogan assidui, di opinioni sagaci un tanto al chilo ha trascinato anche i dubbiosi, perché la loro forma di comunicazione è più tracotante e pubblicizzabile e alla comparsa dei risultati negativi ha contagiato chiunque fosse alla ricerca del capro espiatorio (che già la ricerca di un capro espiatorio è sintomo di fesserie e ragionamento da cavernicoli - ma i tifosi di calcio non sono poi dei cavernicoli?).
Lotito non verrà mai amato, l'erba del vicino sarà sempre più verde (mi vengono in mente i casi: Adriano, lo smantellamento del Genoa che prende Ballardini, la fiorentina che non ha mai vinto manco pe sbaglio, il palermo del ricchissimo Zamparini ecc ecc ecc) e i tifosi de panza ci daranno tregua il giorno dopo che Lotito se ne andrà, chiunque verrà al suo posto, magari uno come Baraldi che fa le magliette con una mano e svuota la cassaforte con l'altra. inneggiato e idolatrato come il Chinaglia della prima e seconda ora, come paolo di canio che googleggia con la sua mano a paletta. I tifosi della Lazio amano la destabilizzazione e i danni, la tranquillità invece diventa soporifera mediocrità, allora mettiamoci l'anima in pace, perché le risorse della Lazio di Lotito, adesso, non ci permetteranno mai di giocarcela con le strisciate.
Ma aver riportato la Lazio a quella che è la sua dimensione abituale, esclusa l'era cragnotti, è e rimarrà in eterno una nota di merito per Lotito.
Che poi io, che mi sono stufato assai, vorrei che se ne andasse domani per sedermi sulla riva del fiume.
Peccato però che il cadavere di passaggio potrebbe essere la S.S. Lazio.