ROMA (20 settembre) - André Dias, Ledesma, Hernanes. I tre cavalieri della Lazio. Tre figure importanti, non c'è dubbio. Tre giocatori che per Edy Reja formano la spina dorsale della squadra. Sono loro tre gli insostituibili di questa squadra. E non certo perché hanno sempre giocato sin dall'inizio della stagione senza mai essere sostituiti, anche perché non sono gli unici, ovviamente. Per il tecnico di Gorizia, però, da un punto di vista tattico e soprattutto per alcuni movimenti di base e di partenza la formazione non può prescindere dall'inserimento di questi tre ragazzi. Fondamentale, ad esempio, l'apporto del centrale brasiliano. Non sembra, ma per Edy, che da qualche anno si sta specializzando in questo senso, avere un difensore dai piedi buoni su cui puntare per far nascere l'azione se non è vitale, poco ci manca.
Uno dei motivi, non dare alcun punto di riferimento, a maggior ragione quando si deve ripartire dopo aver bloccato l'azione degli avversari. Un conto è stoppare l'attaccante di turno e lanciare in avanti (un po' quello che faceva Siviglia, per intenderci), un altro è fermare l'avversario, andare palla a terra e avere un'idea. Una specie, ma neanche tanto, di primo regista. E in questo Dias è bravissimo. Un vero e proprio punto di forza, tanto è vero all'allenatore bastarono pochi minuti per capire che il brasiliano era il difensore che voleva. I numeri, poi, non tradiscono mai e quelli dell'ex centrale del San Paolo sono illuminanti. Poche palle perse, 22, ben 55 recuperate, ma il dato che fa capire l'importanza che André ha per Reja è sui palloni giocati, addirittura 102, con una media di circa 38,5 a gara. E' la più alta della serie A, almeno per queste prime tre giornate. Ed è significativo perché il brasiliano è un difensore, non certo un centrocampista.
Poco più avanti c'è Cristian Ledesma. Dell'argentino si sa tutto e di più, se non altro perché gioca nella Lazio da quattro anni, anche se la prestazione che ha offerto tre giorni fa a Firenze è senza dubbio da ricordare come una delle più belle e importanti da quando è a Roma. Capita spesso che André Dias e Ledesma si scambino il pallone in verticale. Curioso, ad esempio, ma neanche tanto, che nell'azione del pareggio tutto sia cominciato da un intervento del brasiliano che ha consegnato palla a Cristian per l'inizio della fase offensiva. Che poi tra batti e ribatti si è conclusa con la rete del pareggio. Un caso in questa circostanza, ma il più delle volte la Lazio riparte proprio dai due. Una volontà precisa di Reja che chiede ai suoi ragazzi di giocare sempre palla a terra e con ordine. L'argentino, poi, ha dei dati incredibili, soprattutto in rapporto alle palle recuperate, 28, e all'importanza che hanno avuto nelle 17 azioni pericolose, partite dai piedi di Ledesma, su un totale di 117 palloni giocati. E anche qui siamo tra le prime posizioni della serie A.
E in questo bel duetto argentino-brasiliano, che va avanti dal mese di gennaio, si è inserito un altro brasiliano. Uno che coi piedi fa quello che vuole: Hernanes. Seppur sia arrivato da poco il ragazzo di Recife si è inserito alla grande nello schema della Lazio e a maggior ragione tra i due compagni. Nelle tre partite fin qui giocate, si direbbe quasi che Ledesma abbia dialogato solo con lui. In realtà non è così, ma i due si cercano di continuo: su 85 passaggi in verticale dell'argentino, ben 68 sono nei confronti di Hernanes. Non solo. Basti pensare che pure il Profeta ha dei dati ottimi, a parte le palle recuperate, 19, o quelle perse, 29, è anche lui il primo del campionato per quel che riguarda le giocate utili: 23. Insomma, i numeri, incredibile ma vero, dicono che sono questi tre giocatori che fanno girare la Lazio. E quello che conforta di più è che in rimonta ci sono altri due dai piedi raffinati come Matuzalem e Mauri. Edy sta mettendo in piedi un bel giocattolino