Citazione di: gaizkamendieta il 09 Ago 2011, 19:30
anch'io......... ed ero un un bel regazzetto...

Non ho mai segnalato nessuno al moderatore, ma potrei esordire con te

Quella stagione, 1986-87, inizia per me una sera di agosto quando, in vacanza al paesello, sbuca uno di quei riommici infidi, viscidi e squalificanti l'intera razza umana rivelandomi con ghigno diabolico e sbavante che la Lazio era stata spedita in serie C. Se non sbaglio anche quella sentenza fu firmata da tal Vigorita, uno che starà in qualche girone dell'inferno a gridare' rigorepeaarooooooma' mentre un satiro laziale gli frusta il deretano e lo obbliga a vedere e rivedere il gol di Poli che è il mio aggancio per Lazio-Campobasso.
Quella partita la seguii a casa, dopo il fallimento della mia spregiudicata trasferta a Napoli con il Taranto di cui mi ricordo il gol in fuorigioco dei pugliesi, un palo tremante di Brunetti e l'odio viscerale dei borbonici nei nostri confronti.
Andare in Serie C per un gol in fuorigioco del Taranto: fa tanto laziale.
La mia scaramanzia mi impose di starmene a casuccia il giorno della madre, ma che dico la nonna di tutte le partite.
La mia scaramanzia mi impose di ricordarmi come diavolo ero vestito la settimana prima di Lazio-Vicenza (quella partita, al gol di Fiorini, dopo che ero stato fermo nella stessa posizione per 10 ore, mi voltai e vidi mio fratello saltare come il miglior Kalle Riedle: ma non uno, cinque balzi consecutivi, rosso in volto, lineamenti deformati, occhiali sulla punta del naso).
La mia scaramanzia mi impose di vestirmi tutti i giorni alla stessa maniera, per una settimana, fino alla conclusione della partita col Campobasso. Era agosto, non vi dico: un barbone in confronto lo avrebbero assunto da Tiffany. Mia madre non fece una piega, abituata da anni ai rituali più assurdi, da parte mia di mio fratello e del mio povero papà.
Una signora, altro che la Juve.
Mi ricordo l'orgoglio di e per quella squadra. Immenso. Coi riommici che viaggiavano in altri lidi (cioè nei lidi ci viaggiano sempre, giù da marzo) eppure ci sentivamo, mi sentivo tifoso di una corrazzata, testimone di un'impresa.
E ringrazio, ringrazierò per sempre il nostro portiere di allora, Terraneo.
Quando, prima del gol di Poli, un giocatore del Campobasso colpì la palla di testa più o meno dall'altezza del calcio di rigore beh... furono i decimi di secondo più diarroici della mia vita. Interminabili istanti di puzza, poi quella palla bloccata dai guanti del baffuto portiere della Lazio.
Il resto è storia, pure un po' nebulosa. Mi pare Acerbis che passò la palla a Piscedda sulla sinistra, altezza del vertice dell'aria di rigore, cross, colpo di testa di Fabio Poli e quella palla che mica si insacca.... noooo! colpisce la traversa, mezzo palo, un chilo di aria e poi sbatte oltre la linea.
Sul divano di casa, a 40 gradi, con i vestiti di una settimana.
Grazie a tutti quegli eroi. Vi vorrò sempre bene.