Dover essere molto più forti

Aperto da GuyMontag, 10 Feb 2015, 10:17

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Gulp

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Citazione di: Scialoja il 10 Feb 2015, 11:21
Ma infatti la cosa importante adesso sarebbe iniziare a piagne e protestare tutta la settimana. Si mi dispiace dirlo ma lamentarsi paga. Noi con questo atteggiamento onesto e umile (che ho sempre apprezzato per carità) ne usciamo sempre danneggiati. Quindi iniziamo ad aprire i rubinetti, piangere e lagnarsi per tutta la settimana in tv e coi giornali, fare casino in lega e poi vediamo che succede...
Infatti. Ormai si è capito che il gioco è questo. Voglio cominciare a giocare anche io.

lastoriasiamonoi

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Citazione di: GuyMontag il 10 Feb 2015, 10:17
La Lazio non sta attraversando un gran momento. In un campionato, questo succede ciclicamente a tutte le squadre. Rosa non vastissima, emergenza cronica, che ormai per noi è considerata quasi la normailità, infortunati storici, giocatori appena rientrati dai quali ci si aspetta essere immediatamente decisivi. Succede.

E' in questi casi che alcune squadre (ne cito una a caso, le merde) vengono prese per mano e accompagnate ad un successo magari immeritato ma poi, i tre punti, e chi se lo ricorda più, tra un po'? L'esempio più clamoroso? Quelo roma-Sassuolo quando la squadra, presa a schiaffi da una provinciale, è stata letteralmente fatta planare verso il pari, a suon di rigori farlocchi e di fuorigiochi. Quella stessa roma per la quale, per un giocatore chiamato in Coppa d'Africa, si strillava angosciosamente all'emergenza sulle prime pagina della Gazzetta, mentre dall'altra parte i miracoli nell'arrivare là in alto con mezza squadra anzi più al palo venivano bellamente ignorati. Da noi, per primi.

Ma non è neanche questione di rigori e fuorigiochi. E' una sensazione che un intero stadio ieri ha avvertito, chiaramente, un atteggiamento ostile da una parte ed estremamente generoso dall'altra. Non mi riferisco al rigore. Il rigore c'era, una norma assurda, quella delle tre punizioni (rigore, espulsione, squalifica) che infatti la FIFA sta pensando di abolire perché troppo palesemente ingiusta e penalizzante. Regola assurda, ma c'è per tutti. No, non è quello. Ieri ce ne siamo accorti tutti, ed è curioso che anche i laziali intorno a me, notoriamente scettici, autocritici, pronti a stigmatizzare tutte le nostre mancanze, se ne siano accorti, quasi subito.

Si respirava nell'aria, mentre fioccavano i gialli, i falli genoani venivano bellamente ignorati e ogni stormir di fronde, al contrario, portava l'ineffabile giacchetta gialla a fermare, sanzionare, bloccare ogni ripartenza. Per non parlare del fallo fischiato a Klose nei primissimi minuti, che aveva mandato uno dei nostri in porta. C'era? Mi dicono di no, ma tanto - visto il plumbeo andazzo, l'omino avrebbe rimediato.

Qui non parlo delle nostre mancanze, che ci sono state e approfonditamente e spietatamente messe a nudo in altri topic. Parlo di una squadra che viene palesemente innervosita dalle decisioni arbitrali. Una squadra in cui si fa man mano strada la consapevolezza che - per vincere - non basterebbe essere più forte. Dovrebbe essere molto più forte, enormemente più forte dell'avversaria.

Mica solo ieri. Non dimentichiamoci, ad esempio, di Lazio-Milan. Perché lì la Lazio è stata enormemente più forte (o il Milan enormemente più debole, fate voi). Perché non vi dimenticate il primo tempo, col fallo su Radu, quello su Mauri, una sensazione di dover scalare l'Everest che ci attanagliava. Poi è andata bene, ma non sempre può andare bene.

Non faccio la vittima, tendenzialmente il laziale non fa la vittima, sono quelli abituati ad essere aiutati i quali - una volta che, casualmente, incappano in una direzione arbitrale non favorevole - sguinzagliano i loro sgherri della stampa e delle tivvù, si esibiscono in interrogazioni parlamentari, all'opposto cancellano fotogrammi, manipolano jpeg, mediaticamente depongono teste di cavallo nei letti dei malcapitati arbitri.

Un arbitro con la Lazio se la comanda. Può fare tranquillamente quello che gli pare, e alla fine riceverà un plauso dalla stampa intera e dai suoi capi. Che uomo di ferro. Non si è fatto condizionare dal clima, dall'Olimpico ribollente di cinquantamila laziali incazzati. Un eroe, insomma. Tanto lo sa, lo sanno tutti, che il giorno dopo i laziali saranno i primi a fare le pulci sulle nostre inadeguatezze, sui passaggi sbagliati, sugli schemi inceppati, e quello è una pippa, ma dove vogliamo andare co sta squadra, e lotito, e bergessio. Intanto il terzo posto si allontana, forze fresche e più presentabili si appropinquano, Milan e Inter scalpitano nelle retrovie in attesa di essere rispinte in alto.

E intanto, dopo 22 giornate, la Lazio si trova misteriosamente con un rigore all'attivo. Sbagliato. Alla prima giornata. Poi, il deserto. E sì che in area ci si arriva, 37 gol stanno a dimostrarlo, terzo attacco della Serie A. E alla fine questa, come altre, passerà nel silenzio, anche nostro, il mancato salto di qualità, eccetera. E lamentarsi sarà inutile. Alla prossima troveremo un bell'arbitro che - inflessibile - vorrà dimostrare che no, lui non si fa condizionare dalle nostre lamentele...

L'aspetto veramente sensibile e discriminante nel calcio di oggi è il controllo dell'aggressività da parte dell'arbitro. L'aggressività agonistica è la forza principale del calcio moderno, oltre la tecnica, nella tattica.

Gli arbitri condizionano le gare già solo con la modulazione dell'aggressività
(poi più platealmente nei fatti macroscopici, come da tradizione).

Consentendo o non permettendo un determinato atteggiamento, frena o accellera l'agonismo di una squadra.
Giocatori come Cana, Biglia, Parolo, Onazi (ma anche il Klose di ieri) verranno sempre "fermati" finchè non giocheranno nelle squadre "giuste".

Prendete l'aggrerssività di Vidal, determinante per i successi della Juventus e spostatela nella Lazio.
Sarebbe solo un'illusione perché il giocatore poi potrà solo adattarsi (a suon di falli e cartellini) ad un comportamento più conforme.

Ieri  l'arbitro (come tantissime volte negli ultimi anni) "ha vinto" consentendo al Genova un agonismo e un comportamento aggressivo dominante (nel senso di potere, di libertà di fare). Mentre ha costretto i giocatori della Lazio ad adattarsi ad un livello meno aggressivo, "educandoli", dirigendo come un asimmetrico semaforo.
Verde per il Genova, rosso per la Lazio. Il nervosismo è consequenziale.

Questo succede quasi in ogni partita  "Un arbitro con la Lazio se la comanda."
e tanta l'abitudine che la gente della Lazio ha ormai accettato inconsciamente questo copione, in una forma masochistica (passiva) di amore.

E la perversione è nell'accettare la competizione così.



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Citazione di: AquilaLidense il 10 Feb 2015, 11:17
La roma ci è arrivata nel tempo, ci ha lavorato. Sono stati bravi.
la politica è loro, ma sopratutto sono padroni della "comunicazione", asset importante per una impresa multinazionale.
Noi invece la comunicazione non la usiamo, se non in in rare eccezioni, sopratutto quando ce da dare addosso ai propri supporter, anzi ai propri "customer" (es. alkaseltzer)
Noi siamo puristi, siamo quelli nati nel 1900, ci abbiamo olimpia e la maglia bandiera.
Siamo superiori, per un certo senso ci abbiamo uno snobbismo che alla fine altro non è che un amplificatore per  il "rosicamento" quando settimanalmente gli arbitri ce piano a schiaffi.
molto acuto.
il purismo è l'anticamera dell'isolamento, poi si vira sul nostalgico.
quello che loro hanno fatto e faranno sempre di più non è altro che un progetto ben congeniato su cui hanno messo un bel pò di soldini, basta ricordare gli accordi con la gazzetta, con sky, con l'ansa, con agi com con chiunque.
per noi la comunicazione e tutto il cucuzzaro è sempre stato un contorno, un qualcosa di secondario.
l'associazione citta=squadra cos'altro è se non l'ennesimo tentativo di andare a dama sul medesimo progetto?
ogni cosa è fatta per scrivere il nome della città sui loro prodotti.
ieri addirittura vedevo una nota marca di biscotti al supermercato, sulla quale, si sono affrettati ad operare un restyling tutto in tema colori, citta, stemma grande come tutta la busta.
noi che siamo il 1900 neanche ci preoccupiamo di scriverlo nello stemma, e loro si vantano del 1927.
purtroppo la lotta, la guerra, perchè di questo si parla, nella nostra città è in atto da un bel pò.
e il tuo antagonista quello è.
puoi scegliere se aver voglia di scendere in campo seriamente, o puntare solo sul purismo delle origini.
ma sono scelte, sono strategie.
niente è casuale.

Bambino

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Citazione di: Gulp il 10 Feb 2015, 11:46
Infatti. Ormai si è capito che il gioco è questo. Voglio cominciare a giocare anche io.

se devo cominciare a piangere come fanno tutti gli altri per essere trattato meglio, così tutti piangono e gli arbitri accontentano una volta uno e una volta l'altro, allora cambio sport e inizio a seguirne un altro perchè diventerebbe una farsa totale, uno sport di m.erda!

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pantarei

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il primo ostacolo da rimuovere sta' dentro casa nostra.
costituisce il freno alla comunicazione, alle lamentele, alla tutela lecita o meno lecita.
ha fatto i suoi calcoli, ha soppesato tutto, je conviene cosi'.
ormai e' palese, nemico numero uno.

Gio

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Non arriviamo al paradosso di far diventare le merxe un modello da imitare.
Noi non saremo mai come le merxe perché noi per primi rifiuteremmo un aiuto del genere.
Le merxe hanno creato un sistema per avere vantaggi ingiusti, non per avere giustizia. Imitando la juve dei decenni passati. Devono sparire, non essere imitati o invidiati.
Noi vogliamo il nostro. Nulla meno, nulla più.
E se non ce lo danno, vogliamo la Lazio di Cragnotti. Che era trattata molto (ma molto) peggio di questa. Alcuni hanno la memoria corta.
Vogliamo la Lazio che in dieci dopo 6 minuti per una decisone opinabile dell'arbitro, invece di abbattersi e trovare ragionevoli giustificazioni ad una sconfitta, prende le merxe a pizze, piu' di quanto avrebbe fatto in 11.
É possibile e l'abbiamo vista.

Brujita76

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Citazione di: Bambino il 10 Feb 2015, 12:01
se devo cominciare a piangere come fanno tutti gli altri per essere trattato meglio, così tutti piangono e gli arbitri accontentano una volta uno e una volta l'altro, allora cambio sport e inizio a seguirne un altro perchè diventerebbe una farsa totale, uno sport di m.erda!
eh si, perchè invece così è un amore sto sport..... :sisisi:

eaglemiky

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Citazione di: lastoriasiamonoi il 10 Feb 2015, 11:57
L'aspetto veramente sensibile e discriminante nel calcio di oggi è il controllo dell'aggressività da parte dell'arbitro. L'aggressività agonistica è la forza principale del calcio moderno, oltre la tecnica, nella tattica.

Gli arbitri condizionano le gare già solo con la modulazione dell'aggressività
(poi più platealmente nei fatti macroscopici, come da tradizione).

Consentendo o non permettendo un determinato atteggiamento, frena o accellera l'agonismo di una squadra.
Giocatori come Cana, Biglia, Parolo, Onazi (ma anche il Klose di ieri) verranno sempre "fermati" finchè non giocheranno nelle squadre "giuste".

Prendete l'aggrerssività di Vidal, determinante per i successi della Juventus e spostatela nella Lazio.
Sarebbe solo un'illusione perché il giocatore poi potrà solo adattarsi (a suon di falli e cartellini) ad un comportamento più conforme.

Ieri  l'arbitro (come tantissime volte negli ultimi anni) "ha vinto" consentendo al Genova un agonismo e un comportamento aggressivo dominante (nel senso di potere, di libertà di fare). Mentre ha costretto i giocatori della Lazio ad adattarsi ad un livello meno aggressivo, "educandoli", dirigendo come un asimmetrico semaforo.
Verde per il Genova, rosso per la Lazio. Il nervosismo è consequenziale.

Questo succede quasi in ogni partita  "Un arbitro con la Lazio se la comanda."
e tanta l'abitudine che la gente della Lazio ha ormai accettato inconsciamente questo copione, in una forma masochistica (passiva) di amore.

E la perversione è nell'accettare la competizione così.
D'accordissimo. Proprio cio' che ho visto ieri in campo

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Nesta idolo

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In campo bisognerebbe farsi sentire di più, siamo troppo molli nei confronti dell'arbitro. Ieri bisognava fare un putiferio dentro al campo però, così serve a poco.

Cliath

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Citazione di: AguilaRoja il 10 Feb 2015, 11:31
...
Non voler vedere l'unica spiegazione possibile è da ciechi.

Quindi, in realtà, non si vuol colpire direttamente la Lazio, ma Lotito in quanto vice presidente di Lega (dato che Tavecchio non ha squadre di riferimento).  8)

ottocento

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Citazione di: lastoriasiamonoi il 10 Feb 2015, 11:57
L'aspetto veramente sensibile e discriminante nel calcio di oggi è il controllo dell'aggressività da parte dell'arbitro. L'aggressività agonistica è la forza principale del calcio moderno, oltre la tecnica....

Bravo. È questo che non capisce chi ancora parla dei singoli episodi. ...
Ed è questo che hanno detto nel dopo partita sia Pioli che Parolo mentre gasperini se la rideva sotto i baffi e spostava l'attenzione sul rigore...

orchetto

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Quando la sensazione che hai è che se fai il putiferio in campo per le decisioni dell'arbitro te becchi altri cartellini, allora è meglio che i nostri si stanno zitti. Altro discorso è il dopo partita; lì si, se sei convinto di aver subito un torto, devi alzare il casino mediatico.

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Bianchina

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Citazione di: Gio il 10 Feb 2015, 12:09

É possibile e l'abbiamo vista.

l'hai vista anche a Lazio Milan.

ancora ci credevano.

poi...

Zoppo

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C'hai una sfiga che te se porta via. Oltre all'arbitro, la società e la squadra.
Ieri quel tiro di Mauri entra e poi vediamo...

Er tiro di defrel da 30 metri...


Nesta idolo

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Citazione di: GuyMontag il 10 Feb 2015, 10:17
Non faccio la vittima, tendenzialmente il laziale non fa la vittima, sono quelli abituati ad essere aiutati i quali - una volta che, casualmente, incappano in una direzione arbitrale non favorevole - sguinzagliano i loro sgherri della stampa e delle tivvù, si esibiscono in interrogazioni parlamentari, all'opposto cancellano fotogrammi, manipolano jpeg, mediaticamente depongono teste di cavallo nei letti dei malcapitati arbitri.

Un arbitro con la Lazio se la comanda. Può fare tranquillamente quello che gli pare, e alla fine riceverà un plauso dalla stampa intera e dai suoi capi. Che uomo di ferro. Non si è fatto condizionare dal clima, dall'Olimpico ribollente di cinquantamila laziali incazzati. Un eroe, insomma. Tanto lo sa, lo sanno tutti, che il giorno dopo i laziali saranno i primi a fare le pulci sulle nostre inadeguatezze, sui passaggi sbagliati, sugli schemi inceppati, e quello è una pippa, ma dove vogliamo andare co sta squadra, e lotito, e bergessio. Intanto il terzo posto si allontana, forze fresche e più presentabili si appropinquano, Milan e Inter scalpitano nelle retrovie in attesa di essere respinte in alto.

E intanto, dopo 22 giornate, la Lazio si trova misteriosamente con un rigore all'attivo. Sbagliato. Alla prima giornata. Poi, il deserto. E sì che in area ci si arriva, 37 gol stanno a dimostrarlo, terzo attacco della Serie A. E alla fine questa, come altre, passerà nel silenzio, anche nostro, il mancato salto di qualità, eccetera. E lamentarsi sarà inutile. Alla prossima troveremo un bell'arbitro che - inflessibile - vorrà dimostrare che no, lui non si fa condizionare dalle nostre lamentele...
Parole sante. Alla fine mi viene da pensare che facciano bene, se questi ormai sono i Laziali che non pretendono neanche più di essere giudicati correttamente e non in malafede come per esempio è accaduto ieri, ma invece non vedono l'ora di andare contro Lotito per ogni cosa. Non riusciamo manco più a difendere la squadra, mah, che delusione. Rispetto per chi era allo stadio e si è fatto sentire. Non hanno capito molti che non vedono l'ora di darci contro e noi continuiamo tra di noi a litigare. Fate pure eh, ma sarà sempre peggio.

GuyMontag

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Le vostre considerazioni mi deprimono un po'.
Le condivido appieno, ovviamente.

Mi deprimono perché io ho un'idea romantica del calcio, come gioco e sport, come insegnante di vita, come portatore di valori sani, la competizione, il rispetto delle regole e dell'avversario, e il rendermi conto alla mia veneranda che si tratta solo di illusioni alimentate dalle letture, che ti franano ogni volta di fronte agli occhi quando ti rendi conto che i giochi (il gioco...) si fa altrove e non sul rettangolo di gioco è molto triste.

Triste come la constatazione che - pantarei? - le nostre rabbie, il nostro avvertire l'ingiustizia palese, il doppiopesismo, non smuovono più di tanto chi ci dovrebbe rappresentare. Il quale - forse - si è ben reso conto che o mangi questa minestra o salti dalla finestra. E allora preferisce - gli basta, ne ha un tornaconto - racimolare i rimasugli di questa minestra. Sempre con la sicurezza che un altro - chiunque altro, foss'anco il ben più "potente" Cragnotti - a questa tavola sempre ad avanzi è dovuto annà...

Tarallo

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I rigori non c'entrano niente, Guy. Magari il problema fossero i rigori, a meno che tu non li usi come cartina di tornasole.
Ci massacrano ogni olta, dici bene, perche' e' cosi' che si fa carriera, perche' nessuno il giorno dopo ti dara' addosso, perche' il Lazio Club Montecitorio non esiste, le interrogazioni non si fanno, i giornali e le TV sono occupate.

Io non ce la faccio piu' di farmi massacrare, davvero non ce la faccio piu'. E almeno posso risparmiarmi i commenti TV italiani.

gentlemen

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Citazione di: GuyMontag il 10 Feb 2015, 10:17
La Lazio non sta attraversando un gran momento. In un campionato, questo succede ciclicamente a tutte le squadre. Rosa non vastissima, emergenza cronica, che ormai per noi è considerata quasi la normailità, infortunati storici, giocatori appena rientrati dai quali ci si aspetta essere immediatamente decisivi. Succede.

E' in questi casi che alcune squadre (ne cito una a caso, le merde) vengono prese per mano e accompagnate ad un successo magari immeritato ma poi, i tre punti, e chi se lo ricorda più, tra un po'? L'esempio più clamoroso? Quelo roma-Sassuolo quando la squadra, presa a schiaffi da una provinciale, è stata letteralmente fatta planare verso il pari, a suon di rigori farlocchi e di fuorigiochi. Quella stessa roma per la quale, per un giocatore chiamato in Coppa d'Africa, si strillava angosciosamente all'emergenza sulle prime pagina della Gazzetta, mentre dall'altra parte i miracoli nell'arrivare là in alto con mezza squadra anzi più al palo venivano bellamente ignorati. Da noi, per primi.

Ma non è neanche questione di rigori e fuorigiochi. E' una sensazione che un intero stadio ieri ha avvertito, chiaramente, un atteggiamento ostile da una parte ed estremamente generoso dall'altra. Non mi riferisco al rigore. Il rigore c'era, una norma assurda, quella delle tre punizioni (rigore, espulsione, squalifica) che infatti la FIFA sta pensando di abolire perché troppo palesemente ingiusta e penalizzante. Regola assurda, ma c'è per tutti. No, non è quello. Ieri ce ne siamo accorti tutti, ed è curioso che anche i laziali intorno a me, notoriamente scettici, autocritici, pronti a stigmatizzare tutte le nostre mancanze, se ne siano accorti, quasi subito.

Si respirava nell'aria, mentre fioccavano i gialli, i falli genoani venivano bellamente ignorati e ogni stormir di fronde, al contrario, portava l'ineffabile giacchetta gialla a fermare, sanzionare, bloccare ogni ripartenza. Per non parlare del fallo fischiato a Klose nei primissimi minuti, che aveva mandato uno dei nostri in porta. C'era? Mi dicono di no, ma tanto - visto il plumbeo andazzo, l'omino avrebbe rimediato.

Qui non parlo delle nostre mancanze, che ci sono state e approfonditamente e spietatamente messe a nudo in altri topic. Parlo di una squadra che viene palesemente innervosita dalle decisioni arbitrali. Una squadra in cui si fa man mano strada la consapevolezza che - per vincere - non basterebbe essere più forte. Dovrebbe essere molto più forte, enormemente più forte dell'avversaria.

Mica solo ieri. Non dimentichiamoci, ad esempio, di Lazio-Milan. Perché lì la Lazio è stata enormemente più forte (o il Milan enormemente più debole, fate voi). Perché non vi dimenticate il primo tempo, col fallo su Radu, quello su Mauri, una sensazione di dover scalare l'Everest che ci attanagliava. Poi è andata bene, ma non sempre può andare bene.

Non faccio la vittima, tendenzialmente il laziale non fa la vittima, sono quelli abituati ad essere aiutati i quali - una volta che, casualmente, incappano in una direzione arbitrale non favorevole - sguinzagliano i loro sgherri della stampa e delle tivvù, si esibiscono in interrogazioni parlamentari, all'opposto cancellano fotogrammi, manipolano jpeg, mediaticamente depongono teste di cavallo nei letti dei malcapitati arbitri.

Un arbitro con la Lazio se la comanda. Può fare tranquillamente quello che gli pare, e alla fine riceverà un plauso dalla stampa intera e dai suoi capi. Che uomo di ferro. Non si è fatto condizionare dal clima, dall'Olimpico ribollente di cinquantamila laziali incazzati. Un eroe, insomma. Tanto lo sa, lo sanno tutti, che il giorno dopo i laziali saranno i primi a fare le pulci sulle nostre inadeguatezze, sui passaggi sbagliati, sugli schemi inceppati, e quello è una pippa, ma dove vogliamo andare co sta squadra, e lotito, e bergessio. Intanto il terzo posto si allontana, forze fresche e più presentabili si appropinquano, Milan e Inter scalpitano nelle retrovie in attesa di essere rispinte in alto.

E intanto, dopo 22 giornate, la Lazio si trova misteriosamente con un rigore all'attivo. Sbagliato. Alla prima giornata. Poi, il deserto. E sì che in area ci si arriva, 37 gol stanno a dimostrarlo, terzo attacco della Serie A. E alla fine questa, come altre, passerà nel silenzio, anche nostro, il mancato salto di qualità, eccetera. E lamentarsi sarà inutile. Alla prossima troveremo un bell'arbitro che - inflessibile - vorrà dimostrare che no, lui non si fa condizionare dalle nostre lamentele...

Sottoscrivo tutto, ieri è stato, come avviene da inizio campionato, un arbitraggio scientifico....basta io butto la spugna, questo calcio è finto, è guidato dagli interessi di sky, delle lobby degli arbitri, dei procuratori.....è uno schifo, Gervasoni è stato in totale malafede, che schifo.

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kelly slater

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Citazione di: Jeffry il 10 Feb 2015, 11:31
Che il piagnisteo paghi, in riferimento alla Lazio, non ne sarei così convinto?!

ma tanto piu' de cosi' che ce possono fa'?
io mi ricordo UN arbitraggio palesemente a favore ( palermo-Lazio )
un paio diciamo neutri e il resto tutti palesemente a sfavore, nella gestione complessiva, nei provvedimenti disciplinari ineguali e negli episodi chiave.
ci mancano minimo 6/7 punti.
se ce lamentiamo ce ne levano 13? esticazzi

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