Avendo già in passato paragonato Lotito a un personaggio uscito dalla penna di Guareschi, sorvolo sul lessico vintage del comunicato che ben si associa a un uomo fuori dal tempo. Considerando la panza, direi che ha pure problemi di spazio.
Per quanto riguarda il contenuto e la discussione che ne è scaturita ho letto molti post bellissimi ma vorrei partire da quello di Filippo 3 che giustamente avrebbe voluto che questo livore Lotito lo avesse riversato sui nemici esterni alla Lazio e non sul fuoco amico o presunto tale.
Ha ragione. Una delusione cocente.
Mentre noi ci sbattiamo per difendere la Lazio da tutto ciò che possa destabilizzarla, lui in questo momento getta benzina suo fuoco.
Perché?
Questo comunicato delinea l'ennesimo errore grossolano del presidente che – come dice Bianchina – non sta perdendo solo i tifosi della curva ma anche gli altri: i canuti, quelli di Lazio-Vicenza, degli spareggi a Napoli etc etc.
E se non gli interessasse perdere o guadagnare tifosi?
E poi non credo che li stia perdendo del tutto, a dire la verità. Ai laziali basta una spintarella e te li ritrovi allo stadio fomentati come non mai.
L'entità Lazio ancora ci scalda i cuori, del resto, se passiamo il tempo libero a leggere ordinanze deliranti o a setacciare transfer market alla ricerca di un difensore che Tare sicuramente non conoscerà.
La difesa del fortino è la nostra vocazione. Non scherziamo.
Certo, lavorare per la Lazio da casa, non sarà mai una chiamata all'appello come quel Lazio-Vicenza, ma è pur sempre sentimento, attaccamento, passione.
Però poi sento il bisogno di allinearmi a Gesulio perché la paura che la spaccatura insanabile ci possa far sprofondare nel baratro è tangibile.
Siamo sul ciglio di un burrone. Ci basta un alito di vento e caschiamo di sotto.
Mi sento quindi di fare due inviti, forse folgorato dall'atmosfera natalizia.
Il primo a noi tifosi, compresi quella della curva: la puzza di bruciato ci impone di rimettere al centro (del villaggio... ops...) il bene supremo che è la Lazio. Da oggi. Consideriamo questo comunicato una specie di punto zero che ci ha fatto capire da che parte stare. Non contro Lotito ma dalla parte della Lazio. Perché Lotito sta per andarsene.
Lasciamo da parte le precisazioni, gli appunti, le rivendicazioni. Tanto nessuno ha ragione al cento per cento. I tre milioni per Alfaro, quelli per Perea, sì però Olympia, i casalesi.
Roba vecchia.
Basta con l'elenco dei trofei vinti vs gli anni che abbiamo rischiato la B.
Basta con Vignaroli vs però ci ha preso Hernanes.
Se non riesce a girare pagina Lotito, giriamo pagina noi. Che se aspettiamo lui, stiamo freschi.
Non incaponiamoci sulle ripicche.
Giriamo pagina.
Come diceva G.B. Shaw: se non riesci a sbarazzarti di uno scheletro nell'armadio, ti conviene insegnargli a ballare.
Da oggi. Ci state? Chi ha voglia di estendere questo invito ai tifosi della curva?
Il secondo invito è quello di leggere questo comunicato per quello che è. Il lamento di un uomo ferito che sta per abbandonare la nave. Io così lo interpreto. Uno dei tanti segnali, come un certo disinteresse recente, come una certa debolezza nel prendere decisioni importanti. Come la legge sullo stadio.
Lotito fra poco non sarà più il presidente della Lazio e mi piacerebbe che non ci disabituassimo al tifo per la Lazio, accorgendoci quel giorno di aver dedicato troppa energia a un uomo e non al bene supremo.
Non vi avvelenate per qualcuno che sta per passare, concentriamoci sulla Lazio.
Ad esempio, alla cena, mentre voi vi ingozzavate, io e Fish Mark parlavamo di Drogba.

Buon Natale!
FORZA LAZIO
Sti cazzi de Lotito, daje!