Citazione di: trax_2400 il 19 Dic 2025, 06:40
In generale Fat avresti ragione, però nel caso specifico, non sapendo che tipo di problemi ha Enrico, vai a sapere.
Magari al di là delle manifestazioni evidenti i suoi problemi non gli impediscono di fare quel tipo di lavoro.
Invece mandarlo come rappresentante a manifestazioni pubbliche mi sembra sbagliato, lo esponi al pubblico inutilmente.
Ma non serve avere competenze sulla malattia, sto dicendo che è proprio questo modo di pensare a non garantire un trattamento normale.
Il fatto che tu pensi di aver bisogno della diagnosi puntuale per capire se è in grado quando non ci fossero questi problemi l'evidenza ti farebbe dire che non lo è, è esattamente un modo per riaffermare una disparità, per quanto benevola possa apparire.
Oh ma ci rendiamo conto che parliamo non solo di rappresentanza ma di incontri commerciali e finanziari?
Io non me la sentirei di rappresentare la Lazio in una roba del genere anche se penso di avere ringraziando il cielo un bel po' più di testa, francamente vorrei almeno la stessa cura da parte di chi ne detiene la proprietà
No RC chi ha visto quelle immagini non ha visto il logo della Lazio, o almeno non solo.
Ha visto un dirigente che pareva ebete. Gli ebeti esistono. Non è che se non lo diciamo per carineria sono meno ebeti.
Mi sembra assurdo che il giusto diritto alla normalità diventi negazione (solo per i privilegiati ovviamente, torno a sottolineare che per gli altri il lavoretto da ritardato* va più che bene e gli si fa pure l'applauso).
Allora secondo me il diritto alla normalità è invece trattare la persona con una normale valutazione delle sue capacità e dei suoi limiti e non metterlo né a scaldare la sedia (sminuire) né a dargli compiti volti indirettamente a negare quella condizione sorvolando su un giudizio sulle capacità.
È l'affermazione che la loro condizione non impedisce che abbiano il loro sviluppo individuale. Ma questo ha sempre dei limiti, sennò potrei dire che io mi sento adeguatamente riconosciuto solo se riesco a giocare come calciatore professionista pure che sono una pippa clamorosa e fisicamente non idoneo al calcio professionistico. E se qualcuno me lo nega mi sta bullizzando.
No, c'è un limite oggettivo nel mio fisico (in altri mentale) che mi impedisce quel lavoro, pur permettendomi di farne brillantemente altri.
* uso termini brutali e scorretti Proprio per sgomberare il campo dagli orpelli ipocriti.