Enrico Lotito Dg settore giovanile e Lazio Women

Aperto da Paris jr., 18 Dic 2025, 10:36

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Citazione di: DinoZ il 18 Dic 2025, 18:30
io non condivido nulla di questo articolo, una gran bella marchetta intrisa di valori da Libro Cuore, vabbè che siamo a Natale però c'è un limite a tutto... .
Stampa di regime

kelly slater

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Citazione di: RubinCarter il 18 Dic 2025, 18:06
LA LAZIO, IL NASDAQ E IL NODO IRRISOLTO DEL CALCIO EUROPEO (E GRAZIE, ENRICO)

La presenza della Lazio al Nasdaq di New York ha fatto discutere. Per qualcuno è stata solo una passerella simbolica, per altri un segnale preciso. La verità è che l'episodio racconta molto più di quanto sembri: racconta il rapporto complicato tra calcio europeo e finanza globale, e apre interrogativi che riguardano non solo la Lazio, ma l'intero sistema.

La Lazio, va ricordato, è quotata in Borsa Italiana dal 1998, prima società calcistica italiana a farlo. Eppure il titolo resta poco liquido e marginale per i grandi investitori. Il motivo non è misterioso: gli investitori americani non amano mettere capitali in società dove la governance è bloccata, dove il controllo è totale e dove non esiste una reale scalabilità del progetto industriale.

Nel caso della Lazio, il controllo è saldo e concentrato. Questo rende la società di fatto non scalabile, un concetto chiave per chi ragiona in termini di mercati finanziari.

Non è un giudizio, è un dato tecnico: senza apertura del capitale, senza diluizione, senza spazio per nuovi soci con peso reale, il titolo non può diventare attrattivo per la finanza internazionale.

Ed è difficile pensare che Claudio Lotito non lo sappia.

Anzi, è proprio qui che l'episodio Nasdaq assume un significato più interessante, soprattutto per quella parte di tifoseria che da tempo chiede l'ingresso di nuovi investitori.

Perché se davvero la Lazio volesse un domani guardare a una quotazione su un mercato come il Nasdaq, le strade sarebbero obbligate: o mettere sul mercato parte delle azioni oggi in mano al socio di controllo, oppure trovare finanziatori forti disposti a entrare tramite un grande aumento di capitale, rafforzando la società e diluendo inevitabilmente il peso dell'attuale proprietà.

In entrambi i casi, sarebbe un passaggio strutturale, non cosmetico.

Il confronto con lo sport americano aiuta a capire meglio. NBA, NFL e MLB funzionano perché sono sistemi chiusi, senza retrocessioni, con ricavi condivisi e regole pensate per garantire stabilità. Le squadre sono franchigie, asset di intrattenimento, aziende progettate per crescere anche senza vincere. È per questo che piacciono alla finanza.

Il calcio europeo, invece, resta legato a un modello opposto: solo chi accede alla Champions League incassa davvero, mentre gli altri restano esposti a una precarietà strutturale. Un sistema che, così com'è, rischia nel tempo di perdere interesse economico, soprattutto fuori dall'Europa.

A rendere il quadro ancora più distorto c'è il ruolo dominante delle pay-tv. Oggi il sistema è di fatto sostenuto quasi esclusivamente dai diritti televisivi, e questo genera una pressione evidente: tenere economicamente a galla solo i club con le tifoserie più grandi, quelli in grado di garantire abbonamenti, audience e numeri. Gli altri sopravvivono, ma faticano a progettare.

In questo contesto si inserisce il tema dello stadio Flaminio e la collaborazione con Legends, colosso americano specializzato nella valorizzazione di impianti sportivi. Non si tratta solo di architettura o restyling, ma di un cambio di mentalità: stadi vissuti tutto l'anno, hospitality, eventi, naming rights, ricavi indipendenti dal risultato della domenica. È esattamente il linguaggio che gli investitori americani capiscono.

La giornata al Nasdaq, quindi, non è stata un'IPO (Initial Public Offering, cioè l'offerta pubblica iniziale con cui una società si quota per la prima volta in Borsa) né una quotazione imminente.

È stata piuttosto una dichiarazione d'intenti, un modo per dire che la Lazio sta guardando a un modello diverso, più industriale, più internazionale. Resta da capire se il sistema italiano ed europeo sarà disposto ad accompagnare davvero questo percorso.

Perché il nodo è sempre lo stesso: la finanza cerca stabilità e governance aperta, il calcio europeo continua a vivere di imprevedibilità e rendite televisive. Mettere d'accordo questi due mondi non è facile. Ma è una partita che, prima o poi, andrà giocata. Fuori dal campo.

******

C'è infine un dettaglio che merita di essere ricordato. A rappresentare la Lazio al Nasdaq non è stato Claudio Lotito, ma suo figlio Enrico, scelta che ha acceso una polemica dura e spesso sgradevole sui social.

Enrico Lotito è da tempo oggetto di scherno e di accuse ingiuste, alimentate da una comunicazione aggressiva che troppo spesso dimentica la misura e l'umanità. È evidente che si tratti di un ragazzo fragile, con difficoltà che emergono anche nei contesti pubblici, come è accaduto al momento del suono della campanella, quando istintivamente si è coperto le orecchie di fronte al rumore e agli applausi.

Senza etichette, senza diagnosi, senza invadere uno spazio che resta personale, è però altrettanto evidente la forza di volontà con cui Enrico Lotito sta cercando di costruirsi un percorso professionale, affrontando limiti che altri non devono nemmeno considerare e provando, con fatica e determinazione, ad affermarsi nel proprio lavoro.

E qui si innesta una riflessione che va oltre il singolo episodio.

La Lazio ama ricordare – giustamente – di essere Ente Morale fin dal 1921 (unica società sportiva al mondo), riconoscimento che accompagna la sua storia da oltre un secolo e che dovrebbe rappresentare un tratto distintivo non solo istituzionale, ma anche culturale. Un titolo che richiama valori come «rispetto», «inclusione», «responsabilità sociale».

Valori che però, troppo spesso, sembrano smarrirsi proprio nelle reazioni di una parte della tifoseria laziale.

Da padre, prima ancora che da tifoso, e da uomo prima ancora che da commentatore, non posso che dirlo con chiarezza: sono stato orgoglioso che la Lazio sia stata rappresentata da Enrico Lotito.

Perché se essere Ente Morale ha ancora un senso, questo passa anche - e forse soprattutto - dal modo in cui si guarda alle fragilità, dal rispetto per chi affronta difficoltà invisibili e dalla capacità di riconoscere il coraggio silenzioso di chi non si tira indietro.

Il Nasdaq ha messo sotto i riflettori una domanda più semplice e più scomoda: quanto siamo disposti, davvero, a essere all'altezza dei valori che diciamo di rappresentare?

"Laziali bella gente..", un tempo si diceva così e tutti ne eravamo orgogliosi.

Fabio Polli


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Dovremmo essere orgogliosi di essere rappresentati da assobomber?

O di stringere rapporti col siciliano con amicizie nelle cosche?

Ma ve siete bevuti il cervello veramente?

ironman

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La prima parte che non riguarda Enrichetto è senz'altro chiara e condivisibile. La seconda neanche la prendo in considerazione, non abbiamo bisogno di adulatori del nulla.

RubinCarter

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Citazione di: Paris jr. il 18 Dic 2025, 18:32
Che vomito.
Siete orgogliosi di Enrico Lotito?
Beati voi

Dove lo hai letto?

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Paris jr.

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Citazione di: RubinCarter il 18 Dic 2025, 18:06
LA LAZIO, IL NASDAQ E IL NODO IRRISOLTO DEL CALCIO EUROPEO (E GRAZIE, ENRICO)

La presenza della Lazio al Nasdaq di New York ha fatto discutere. Per qualcuno è stata solo una passerella simbolica, per altri un segnale preciso. La verità è che l'episodio racconta molto più di quanto sembri: racconta il rapporto complicato tra calcio europeo e finanza globale, e apre interrogativi che riguardano non solo la Lazio, ma l'intero sistema.

La Lazio, va ricordato, è quotata in Borsa Italiana dal 1998, prima società calcistica italiana a farlo. Eppure il titolo resta poco liquido e marginale per i grandi investitori. Il motivo non è misterioso: gli investitori americani non amano mettere capitali in società dove la governance è bloccata, dove il controllo è totale e dove non esiste una reale scalabilità del progetto industriale.

Nel caso della Lazio, il controllo è saldo e concentrato. Questo rende la società di fatto non scalabile, un concetto chiave per chi ragiona in termini di mercati finanziari.

Non è un giudizio, è un dato tecnico: senza apertura del capitale, senza diluizione, senza spazio per nuovi soci con peso reale, il titolo non può diventare attrattivo per la finanza internazionale.

Ed è difficile pensare che Claudio Lotito non lo sappia.

Anzi, è proprio qui che l'episodio Nasdaq assume un significato più interessante, soprattutto per quella parte di tifoseria che da tempo chiede l'ingresso di nuovi investitori.

Perché se davvero la Lazio volesse un domani guardare a una quotazione su un mercato come il Nasdaq, le strade sarebbero obbligate: o mettere sul mercato parte delle azioni oggi in mano al socio di controllo, oppure trovare finanziatori forti disposti a entrare tramite un grande aumento di capitale, rafforzando la società e diluendo inevitabilmente il peso dell'attuale proprietà.

In entrambi i casi, sarebbe un passaggio strutturale, non cosmetico.

Il confronto con lo sport americano aiuta a capire meglio. NBA, NFL e MLB funzionano perché sono sistemi chiusi, senza retrocessioni, con ricavi condivisi e regole pensate per garantire stabilità. Le squadre sono franchigie, asset di intrattenimento, aziende progettate per crescere anche senza vincere. È per questo che piacciono alla finanza.

Il calcio europeo, invece, resta legato a un modello opposto: solo chi accede alla Champions League incassa davvero, mentre gli altri restano esposti a una precarietà strutturale. Un sistema che, così com'è, rischia nel tempo di perdere interesse economico, soprattutto fuori dall'Europa.

A rendere il quadro ancora più distorto c'è il ruolo dominante delle pay-tv. Oggi il sistema è di fatto sostenuto quasi esclusivamente dai diritti televisivi, e questo genera una pressione evidente: tenere economicamente a galla solo i club con le tifoserie più grandi, quelli in grado di garantire abbonamenti, audience e numeri. Gli altri sopravvivono, ma faticano a progettare.

In questo contesto si inserisce il tema dello stadio Flaminio e la collaborazione con Legends, colosso americano specializzato nella valorizzazione di impianti sportivi. Non si tratta solo di architettura o restyling, ma di un cambio di mentalità: stadi vissuti tutto l'anno, hospitality, eventi, naming rights, ricavi indipendenti dal risultato della domenica. È esattamente il linguaggio che gli investitori americani capiscono.

La giornata al Nasdaq, quindi, non è stata un'IPO (Initial Public Offering, cioè l'offerta pubblica iniziale con cui una società si quota per la prima volta in Borsa) né una quotazione imminente.

È stata piuttosto una dichiarazione d'intenti, un modo per dire che la Lazio sta guardando a un modello diverso, più industriale, più internazionale. Resta da capire se il sistema italiano ed europeo sarà disposto ad accompagnare davvero questo percorso.

Perché il nodo è sempre lo stesso: la finanza cerca stabilità e governance aperta, il calcio europeo continua a vivere di imprevedibilità e rendite televisive. Mettere d'accordo questi due mondi non è facile. Ma è una partita che, prima o poi, andrà giocata. Fuori dal campo.

******

C'è infine un dettaglio che merita di essere ricordato. A rappresentare la Lazio al Nasdaq non è stato Claudio Lotito, ma suo figlio Enrico, scelta che ha acceso una polemica dura e spesso sgradevole sui social.

Enrico Lotito è da tempo oggetto di scherno e di accuse ingiuste, alimentate da una comunicazione aggressiva che troppo spesso dimentica la misura e l'umanità. È evidente che si tratti di un ragazzo fragile, con difficoltà che emergono anche nei contesti pubblici, come è accaduto al momento del suono della campanella, quando istintivamente si è coperto le orecchie di fronte al rumore e agli applausi.

Senza etichette, senza diagnosi, senza invadere uno spazio che resta personale, è però altrettanto evidente la forza di volontà con cui Enrico Lotito sta cercando di costruirsi un percorso professionale, affrontando limiti che altri non devono nemmeno considerare e provando, con fatica e determinazione, ad affermarsi nel proprio lavoro.

E qui si innesta una riflessione che va oltre il singolo episodio.

La Lazio ama ricordare – giustamente – di essere Ente Morale fin dal 1921 (unica società sportiva al mondo), riconoscimento che accompagna la sua storia da oltre un secolo e che dovrebbe rappresentare un tratto distintivo non solo istituzionale, ma anche culturale. Un titolo che richiama valori come «rispetto», «inclusione», «responsabilità sociale».

Valori che però, troppo spesso, sembrano smarrirsi proprio nelle reazioni di una parte della tifoseria laziale.

Da padre, prima ancora che da tifoso, e da uomo prima ancora che da commentatore, non posso che dirlo con chiarezza: sono stato orgoglioso che la Lazio sia stata rappresentata da Enrico Lotito.

Perché se essere Ente Morale ha ancora un senso, questo passa anche - e forse soprattutto - dal modo in cui si guarda alle fragilità, dal rispetto per chi affronta difficoltà invisibili e dalla capacità di riconoscere il coraggio silenzioso di chi non si tira indietro.

Il Nasdaq ha messo sotto i riflettori una domanda più semplice e più scomoda: quanto siamo disposti, davvero, a essere all'altezza dei valori che diciamo di rappresentare?

"Laziali bella gente..", un tempo si diceva così e tutti ne eravamo orgogliosi.

Fabio Polli


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Eh l'ho letto qua. Però volendo ve lo chiedo direttamente? Siete orgogliosi di Enrico Lotito come rappresentate?

Gio

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La forza di volontà ... uno che sta lì dove sta perchè è il figlio del proprietario. Che lo mandano al Nasdaq e manco sa parlare l'inglese.
Al limite uno che sta provando a meritarsi il cuxo del privilegio che ha avuto.

Balde89

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Ultimamente l'orgoglio sembra vada per la maggiore. Ilariox2 ha avuto un raccapricciante siparietto dove si diceva orgoglioso.

Orgoglioso di un progetto in Brasile che non ha portato nulla.
Orgoglioso di un rappresentante della Lazio che sviscida dietro foto di Onlyfanser.
Orgoglioso di un dirigente della Lazio che si fa sfottere da tutta Italia.

Questi articoli sono spazzatura, disgustosi come il presidente che cercano di difendere


Fiammetta

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Come giustamente è stato affermato in precedenza, queste sono marchette. Vorrei trovare un termine equipollente a quello usato in spregio delle donne che vendono il proprio corpo, ma non c'è. Non vi stupite più se vado al manicomio quando leggo i soliti schifosi insulti rivolti alle "signorine", perché metterci il corpo non è facile e non riesco nemmeno a concepire cosa sia, ma vendere il cervello, l'onestà e la libertà fa molto più schifo.

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RubinCarter

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Citazione di: Paris jr. il 18 Dic 2025, 20:34
Eh l'ho letto qua. Però volendo ve lo chiedo direttamente? Siete orgogliosi di Enrico Lotito come rappresentate?

Per quanto riguarda ovviamente l oggetto della discussione, e cioè il video incriminato io sto dalla parte di chiunque venga discriminato. È questo che non vedo più ,qui dove se non erro le discriminazioni vengono condannate.

Fosse stato Enrico Hartono figlio del Presidente del Como ,avresti reagito allo stesso modo?
L' autore di quel papiro non so chi sia ,e non credo al fatto che se una cosa non è condivisibile,in automatico sia una marchetta. Ma forse anche quello è un riflesso.
Su questa storia secondo me c e molto da riflettere. In profondità. Ma non ci si riesce perché come ho letto qui sopra , si è arrivato ad un punto tale che il nervo è scopertissimo e qualsiasi cosa si dica ,basta quel cognome e si parte con le bordate.

Io sono orgoglioso del detto "Laziali bella gente" che un po' ,ma poco, ci differenziava.

Per i Bot , sto difendendo Enrico Lotito in questa situazione. Come l' ho condannato quando ha sbagliato.

Condanno il padre e la madre che lo espongono a questi attacchi , ma non per la sua situazione,ma per quello che poi si viene a creare.


Ps. Finalmente come richiesto da tanti e da tempo  qui sopra ,si stanno ungendo le persone giuste visto che doppia rajo si è schierata apertamente.
Questa si che sembra una marchetta. Volevamo questo no?

Ps 2. Non è polemica,non sto polemizzando e non voglio polemizzare. Ripeto però che il tema è molto delicato.

Apro un altra piccola parentesi sul discorso NASDAQ.
Siamo ostaggio di un despota in un calcio che non gli appartiene per gestione e visione. Ho letto per anni come si doveva gestire la società,grafici tabelle previsioni Ricette sicure delisting e quanto altro. Mai però a memoria mia ,fallace sicuramente,avevo sentito sviluppare il discorso Nasdaq come nell' articolo qui sopra. Non so se è farina della società, non so come svilupperà e se svilupperà la cosa o farà la fine dell accademia ,so però che siamo pionieri anche lì ,e se il mondo ci guarda io sono contento. Non posso solo considerare le figure demmerda per criticare.

Forse prima del Vendi e Vattene , dobbiamo essere messi in vetrina. E fosse questo il passo americano?

Achab77

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Il tuo discorso RC io lo condivido anche.

Però diciamo che per quanto riguarda Enrico Lotito sono solo un po' preoccupato perché gli stanno facendo bruciare velocemente le tappe per un passaggio di consegne che secondo me arriverà prima di quanto pensiamo.
Se dobbiamo riaprire la questione umana e di rispetto per la persona allora mi taccio, ma credo di non offendere nessuno se dico che non è una figura all'altezza. Non è un imprenditore che ci mette i soldi e l'expertise suoi, che a quel punto può anche parlare in ciociaro sbagliando i verbi e mi interesserebbe poco; non è un fine oratore con uno charme capace di acchiappare il pubblico anche se di fatto non ha alcuna competenza. Non è un navigato e comprovato esperto di calcio e/o di politica e finanza che può sopperire alle sue lacune con un vissuto denso e variegato.
Quindi semplicemente lo vorrei dietro una scrivania, magari anche intervistato in merito al settore di sua competenza, e in qualche foto di rappresentanza, non in eventi focali e rappresentativi a livello mediatico della società. Non mi esalta il fatto che lo stiano utilizzando come frontman per la mia squadra. Credo che lo si possa dire senza tirare in ballo psichiatria e medicina generale.

Sul NASDAQ la presenza di Palella per me mette sta storia su un piano diverso ma che mi provoca la stessa paura di quello di Chinaglia, gli ultras e i casalesi. Un mezzo delinquente già noto alle cronache di inchiesta coinvolto da una cricca già poco trasparente di per sé in un contesto, quello del mercato azionario, che spesso è una fucina di affaristi improvvisati e di speculatori senza scrupoli. Tanto perché a molti Lotito piace perché non è né un fondo di investimento straniero né un magnate venuto dall'estremo oriente o dall'America.
Non capisco però perché questo non metta un brivido lungo la schiena anche ai meno preoccupati a differenza delle situazioni passate.

Chiudo con una mia curiosità: la fiorentina fece la stessa cosa nel 2019 al Nasdaq. Che tipo di storia e benifici ha avuto successivamente?

amor_marde

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Citazione di: Achab77 il 18 Dic 2025, 22:27
Chiudo con una mia curiosità: la fiorentina fece la stessa cosa nel 2019 al Nasdaq. Che tipo di storia e benifici ha avuto successivamente?

sicuro abbia fatto la stessa cosa ? non trovo riscontri in merito

Achab77

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Citazione di: amor_marde il 18 Dic 2025, 22:38
sicuro abbia fatto la stessa cosa ? non trovo riscontri in merito

https://x.com/pegnarol/status/1139647833458597889?s=20

Da quello che leggo in giro sembra che il Nasdaq ospiti spesso anche solo eventi specifici di endorsement o sponsorizzazione non legati all'ingresso in quel mercato. Nell'occasione Commisso annunciò la conferma di Montella (ma per il "Pepito Rossi Day" fece una partnership con Brera Holdings che è una società quotata al Nasdaq).

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RubinCarter

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Citazione di: Achab77 il 18 Dic 2025, 22:27
Il tuo discorso RC io lo condivido anche.


Non c'è nessun però. È andato a "rappresentare". O qualcuno pensa che decida qualcosa? L' imperatore* al tempo mise Zoff a fare il Presidente. Ma che ruolo effettivo era oltre la grande immagine nel mondo ?
Quello che poi paventi sono "ipotesi" soggettive. Più paure che altro.
Niente altro.

;)

*Sempre sia lodato ma non ripartiamo coi confronti.

Achab77

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Citazione di: RubinCarter il 18 Dic 2025, 23:17
Non c'è nessun però. È andato a "rappresentare". O qualcuno pensa che decida qualcosa? L' imperatore* al tempo mise Zoff a fare il Presidente. Ma che ruolo effettivo era oltre la grande immagine nel mondo ?
Quello che poi paventi sono "ipotesi" soggettive. Più paure che altro.
Niente altro.

;)

*Sempre sia lodato ma non ripartiamo coi confronti.

Cioè tu veramente non noti che Enrico Lotito sia passato nel giro di pochi anni dall'essere un dirigente generico al ruolo di responsabile del settore giovanile & women e ora DG?
Che in un momento topico di difficoltà, a fronte di un evento importante come l'apparizione al Nasdaq, dopo il coinvolgimento di un nuovo responsabile della comunicazione, sia stato mandato lui proprio lui a parlare e a rappresentare la Lazio?
Dopo che era parso chiaro a tutti sia ai sorteggi di EL che alla presentazione della targa per Bigiarelli che non fosse esattamente uno che si mangiava telecamera e microfono?
E mi fai il paragone con Zoff, dimenticandoti che Enrico è il FIGLIO del proprietario della Lazio, che ha spesso ripetuto che sarà il suo successore?
Qui il tema non è il potere decisionale di Enrico Lotito, ma l'investitura che sta ricevendo mentre dietro Palella e Floridi se la ridono dandosi il cinque.
Ma veramente questo non ti causa neanche un leggero brivido di terrore?
Anche solo "ipotetico"?

RubinCarter

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Ma Enrico lotito adesso è il direttore generale della Lazio?

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Citazione di: tommasino il 18 Dic 2025, 23:28
Ma Enrico lotito adesso è il direttore generale della Lazio?

Del settore giovanile. Formalmente però sta rappresentando la Lazio in situazioni dove difficilmente si vede un responsabile del settore giovanile (sorteggi EL, ieri al NASDAQ, etc.). Aspetta un anno o due e poi ne riparliamo.

Achab77

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Citazione di: RubinCarter il 18 Dic 2025, 23:27
Lasciamo perdere.

Quindi la risposta è "no", per te è tutto normale e comprensibile.
Che ti devo dire, probabilmente è solo un abbaglio.
Seguendo il tuo ragionamento, quindi, è stato sbagliato anche fargli i complimenti quando si diceva che con lui e Fabiani ad occuparsi della Primavera fossimo risaliti in serie A.
Se non decide nulla, deduco che anche lì abbia un ruolo fantasma.

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Citazione di: Achab77 il 18 Dic 2025, 23:35
Del settore giovanile. Formalmente però sta rappresentando la Lazio in situazioni dove difficilmente si vede un responsabile del settore giovanile (sorteggi EL, ieri al NASDAQ, etc.). Aspetta un anno o due e poi ne riparliamo.
Quindi ad oggi non è DG.
Fra un anno o due magari sarà anche presidente e proprietario.
Chissà

RubinCarter

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Citazione di: Achab77 il 18 Dic 2025, 23:36
Quindi la risposta è "no", per te è tutto normale e comprensibile.

A quale delle sei domande?

Lascio perdere perché,personalmente sto "analizzando" questa situazione. Non prevedendo il futuro
Ribatti con tue paure e ipotesi. Non mi interessa il soggettivo. Ne l ipotetico.
Parliamo di oggi. La Lazio è a New York.


Ti piace questo?  O ti vergogni?

https://x.com/i/status/2001639500208881785

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