Citazione di: Il nostro Giorgione il 10 Gen 2015, 01:51
Non è poco. O no?
Si sarà reso conto anni dopo.
Insomma, lui non era un giocatore qualsiasi della Lazio, un Fuser o un Perrone. Era uno dei golden boy, uno che ha dato tanto (nel bene e nel male) alla Lazio, rappresentando un pezzo grande della nostra storia.
E' romano, conosce Roma come le sue tasche e non poteva non sapere i rischi che avrebbe corso, rischi di vivibilità che riconosce nella intervista postata.
Immaginati un Bruno Conti o un De Rossi che vengono a Formello ...
Il bello è che questo da conto di una nostra aria viziata, di una città che sembra spaccata in due come una mela, mentre in altre città cambi di casacca sono meglio digeriti. Ma noi siamo romani: unici, nel bene e nel male. Staremo sempre a fa a sassate tra Monticiani e Trasteverini.