20 Giugno 2011 - In questa sorta di "Grande Fratello" virtuale nel quale viviamo, da qualche anno a questa parte quelli che si fermano a ragionare o che solo si pongono qualche domanda sono guardati in modo strano e, spesso e volentieri additati come disfattisti o addirittura come gufi o porta jella. Succede nella vita di tutti i giorni, succede soprattutto tra i tifosi di calcio e in modo particolare in casa Lazio, dove a quanto pare l'esperienza del passato ha insegnato poco o nulla. Durante i fasti cragnottiani, infatti, chi invitava a guardare il bilancio, chi si chiedeva come facevamo ad andare avanti incassando 100 e spendendo 150-160, veniva zittito immediatamente con un lapidario: "ma che te frega, goditi il presente, no?"
A forza di goderci il presente senza farci domande, ci siamo ritrovati praticamente senza futuro. Così, davanti a questo calcio-mercato della Lazio da "toda joja, toda beleza", quantomeno inusuale se si pensa a questi 7 anni di gestione-Lotito, è lecito porsi qualche domanda, tanto per cercare di capire. Ad esempio: siamo diventati all'improvviso ricchi senza saperlo? Abbiamo vinto al Superenalotto e nessuno ci ha avvisato? Ma, soprattutto, dove sono finiti quei famosi parametri lotitiani, primo fra tutti quello che non è vero che chi più spende più vince? Pur dando per scontato che la Lazio farà una campagna acquisti in completo autofinanziamento (ovvero vendendo almeno Lichtsteiner, Muslera e Floccari e pagando con i soldi incassati i vari Cana, Lulic, Cissé, Marchetti e il laterale destro) o magari portando a casa qualche spicciolo come un anno fa con la cessione di Kolarov, la domanda è: come fa una società che da 7 anni vive di autofinanziamento, senza che l'azionista di maggioranza mette nelle casse sociali un solo euro, a far tornare i conti aumentando in modo vertiginoso i costi di gestione senza incrementare in nessun modo le entrate? Un esempio? Nella stagione 2008-2009, la Lazio spendeva di monte ingaggi (dati presi dal bilancio) 24 milioni di euro lordi. Cifra che nella stagione 2009-2010 è salita a 34 milioni di euro e che a fine stagione 2010-2011 arriverà a toccare (considerando anche gli stipendi dei fuori rosa Manfredini e Bonetto e i 3 milioni di euro di commissioni alla Pluriel Limited da aggiungere ogni 30 giugno all'ingaggio di Zarate) i 46 milioni di euro. In due stagioni, in pratica, è più che raddoppiato il monte ingaggi, facendo passare la Lazio dall'ottavo al quinto posto della classifica di Serie A, ma non sono affatto aumentate di pari passo le entrate. Anzi. Al botteghino, ad esempio, la Lazio quest'anno chiuderà incassando meno della passata stagione e ancora meno rispetto a due anni fa (quando fu la Coppa Italia a portare un fiume di denaro nella casse societarie). Di sponsorizzazioni, neanche l'ombra e per quel che riguarda i diritti tv nella migliore delle ipotesi con la redistribuzione collettiva dei diritti la Lazio vedrà confermata la sua fetta di torta (45,5 milioni di euro nel bilancio al 30 giugno 2010). Insomma, la cifra complessiva dei diritti tv non arriva più neanche a coprire le spese relative ai soli ingaggi dei giocatori. E lo stato di sofferenza della società è evidenziato dal mancato pagamento dell'affitto dell'Olimpico (anche se viene fatto passare come una battaglia di principio), dal fatto che a gennaio non c'erano soldi per fare acquisti e che anche quest'anno prima di annunciare un acquisto bisogna fare cassa vendendo qualche pezzo pregiato.
Per carità, l'Udinese vive da anni dignitosamente con questo sistema di autofinanziamento, ma non ha certo raddoppiato il monte ingaggi nel giro di due anni. E, soprattutto, se quest'anno fatichiamo a chiudere la stagione, come possiamo pensare di arrivare al traguardo sani e salvi (economicamente parlando) se con gli acquisti annunciati e i rinnovi di contratto già firmati il monte ingaggi della Lazio è già destinato a salire ulteriormente senza vedere all'orizzonte nuove entrate? Qualcuno dirà "eh, ma ci sono i negozi, la radio, la rivista"... Da bilancio, i negozi (o meglio, le entrate relative al franchising) hanno fruttato circa 100.000 euro nella stagione 2009-2010, la rivista non arriva a 100 abbonati e la radio al momento non ha portato nulla.
Ma vediamo, nel dettaglio, come e di quanto è destinato a salire il monte ingaggi. Rispetto alla passata stagione, la Lazio ha già tagliato tre "rami secchi", rappresentati dalla rescissione di Meghni (800.000 euro lordi a stagione) e Bonetto (700.000 euro) e dalla scadenza di contratto di Manfredini (1,2 milioni). Un risparmio di 2,7 milioni lordi, un tesoretto già svanito con l'ingaggio di Miroslav Klose che costerà qualcosa come 4 milioni di euro lordi a stagione (stando ai giornali tedeschi sarebbero 3 netti, quindi 6 lordi più bonus, ma diamo per buoni i 2 milioni netti di cui si è sussurrato a Roma). Già con queso arrivo, non compensato dalla partenza di un altro attaccante, il monte ingaggi sale di 1,3 milioni di euro. Che diventano 3,1 se si calcola che il rinnovo appena firmato da Radu, costerà alla Lazio 2,6 milioni di euro lordi (1,3 netti) contro gli 800.000 euro lordi (400.000 netti) percepiti da Radu con il vecchio contratto nei primi 4 anni di Lazio. Se dovesse arrivare Cissé al posto di Floccari, il monte ingaggi salirebbe di altri 1,6 milioni di euro, visto che il francese ne guadagnerà 2 netti (4 lordi) contro gli 1,2 netti (2.4 lordi) dell'attaccante di Vibo Valentia. E siamo già a più 4,7 milioni di euro.
Ma non è finita. L'arrivo di Lulic, se compensato dalla partenza di Garrido, porterebbe circa 1 milione di euro di risparmio (2,2 il costo lordo dello spagnolo, mentre 1,2 è quello che dovrebbe costare il bosniaco). Cifra abbondantemente rispesa nel caso di partenza di Muslera e di arrivo di Marchetti, visto che il portiere uruguagio con 800.000 euro lordi a stagione (400.000 netti) era insieme a Kozak, Radu e Diakité uno dei meno pagati della Lazio, mentre Marchetti firmerà un contratto di 5 anni da 1 milione di euro netti (2 lordi) all'anno. E Muslera in caso di rinnovo sarebbe costato anche di più. Insomma, arriviamo a 5 milioni di euro in più. L'arrivo del laterale destro, comporterà sicuramente un aggravio di spesa, visto che Lichtsteiner guadagnava 800.000 euro netti (1,6 lordi) e né Konko né Sapunaru (e tantomeno Zaccardo) costerebbero meno di quella cifra. A centrocampo, per compensare l'arrivo dato per scontato di Cana (2 milioni di euro netti a stagione, 4 lordi), la Lazio dovrebbe liberarsi (senza sostituirli) in un colpo solo di Bresciano (1 milione netto), Foggia (800.000 netti) e Del Nero (400.000). Ipotesi abbastanza remota, visto che per Foggia al limite è possibile mettere in piedi uno scambio, quindi con un ingaggio paritario o quasi a quello del piccolo fantasista napoletano. Ma senza quelle partenze (tutt'altro che scontate al momento), l'arrivo di Cana graverebbe per ulteriori 4 milioni di euro sul monte ingaggi, che aumenterebbe così di 9 milioni di euro rispetto al 2010-2011, attestandosi intorno ai 55 milioni di euro. Mentre fino a due stagioni fa, ricordiamolo, erano appena 24.
Fatta salvo la legittima soddisfazione per questa estate da "toda joja, toda beleza", alla domanda "che cosa è successo a Lotito" , che si stanno facendo in tanti (visto che mai prima della partenza per il ritiro la Lazio era stata così attiva sul mercato), se ne aggiunge un'altra: "ma da dove usciranno fuori i soldi per pagare questi ingaggi concessi con grande facilità dopo che per anni si è lottato e discusso anche per differenze di 25-50.000 euro?"
Domanda a cui qualcuno dovrebbe dare una risposta, visto che all'orizzonte non ci sono nuove sponsorizzazioni, visto che il fatturato della stagione 2010-2011 potrebbe essere addirittura inferiore agli 84 milioni di euro (lordi) della stagione 2009-2010 (in cui c'erano almeno 3 milioni di euro di entrate garantite dalla finale di Supercoppa Italiana giocata ad agosto 2009 a Pechino: circa 500.000 versati dalla Regione Lazio come sponsorizzazione e 2,5 milioni garantiti dalla Lega Calcio) e dai diritti tv non sono previste ulteriori entrate?
Articolo completo ad opera del "vate", quanti ricordi...
Non è ancora tempo purtroppo per farla finita, questi ci mangiano con la Lazio e continueranno a farlo.
Un pensiero finale per il Presidente, sò perfettamente che non è il miglior Presidente che possiamo avere, non è il più educato, non è il più ricco, ma quello che ha dovuto subire in questi anni, lo rende sicuramente il Presidente più tenace.
Daje Presidè !!!, come ai tempi del "vate" o come ai tempi degli "ungheresi".
Forza Lazio!!!