Festeggiamenti

Aperto da Adler Nest, 05 Mag 2023, 21:03

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geddie

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Il personaggio Vaccaro non e' banale pero'. Come non e' banale l'intuizione del calcio come formidabile strumento di propaganda, la passione da tifoso supera facilmente qualche confine o limite almeno in quelle due ore, ma sembra comunque andare in un altra direzione rispetto alle direttive del partito. Credo sia tra i protagonisti nell'organizzazione dei mondiali del 1934 in Italia e ha aiutato Pozzo, non so in che misura, in quel miracolo sportivo che e' l'Italia calcistica dal 1934 al 1938.

italicbold

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Citazione di: Adler Nest il 08 Mag 2023, 14:34
Ma adesso arriva IB (che ne sa tantissimo - senza ironia e con massimo rispetto -) e ti dice che è una cazzata.

:=))

neanche piccola.  :lol: :lol:

In questo interessante topic quello che sta scrivendo FD è molto aderente a quello che penso.

Il biondo

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Onori al generale Vaccaro  :ssl :ssl :ssl

jp1900

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Citazione di: vaz il 08 Mag 2023, 18:40
Non ve preoccupate, co CLAVDIO questi problemi non li avremo mai
Pensa, c'è una città impazzita di gioia che ha appena vinto lo scudetto, e che ha una società forte e sana grazie al "pappone" (disprezzato e contestato dai suddetti tifosi) che spesso ha condiviso determinate battaglie con CLAVDIO (mandando avanti lui per farli prendere i pesci in faccia)  8)

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FatDanny

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Citazione di: pan il 09 Mag 2023, 00:20
eccome se esisteva già. sbocco finale di via Cola di Rienzo, strada principale del nuovo quartiere Prati di Castel Sant'Angelo, credo la prima arteria che venne costruita.

È interessante contestualizzare anche QUELLA piazza, che ovviamente non è la stessa piazza di oggi.
Nel 1900 piazza della libertà si trova in un quartiere di recente costruzione. Assieme all'esquilino uno dei due quartieri "piemontesi", che riprende la fisionomia delle città sabaude, con il PRG a firma Viviani.
Un quartiere che ospita i colletti bianchi e funzionari della nuova capitale d'Italia.

È dunque luogo di una Roma contemporanea, non di certo di quella antica, in cui quei luoghi, sulla riva sinistra del Tevere, erano destinati alle residenze rurali del patriziato romano, quelle destinate all'otium e non al negotium.
La Lazio nasce quindi in un quartiere che non ha grandi radici col passato antico, ma che invece guarda al futuro e soprattutto all'Europa, provando a scrollarsi di dosso la provincialità di una città che invece nella sua parte storica è rimasta ferma e in cui, in molti casi, i pastori portano ancora a pascolare i greggi a pochi passi dal porto di ripa piccola.

Non a caso quei ragazzi si danno quei colori e quell'afflato che "guarda all'esterno". Per questo io insisto sul preservare quello spirito, che unisce un richiamo popolare ad uno "colto" e che rischia di essere tradito dalla volontà di rincorrere operazioni più becere e terra terra.

Capisco che risulta più comprensibile la foto davanti al Colosseo e non trovo scandaloso farla. Ma è come avere un gioiellino e perderlo mettendolo al centro di un catenone d'oro con le maglie da 5 cm, vistoso quanto esagerato.
Sticazzi dico io. Volete "esse Roma"? (Perché senza di quella semplicemente non siete altro?) Accomodatevi, noi siamo la Lazio e pur venendo da Roma restiamo un qualcosa che va ben oltre

italicbold

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Citazione di: kelly slater il 08 Mag 2023, 19:10
C'è solo il dato numerico che loro sono 2,5 volte noi,tutto qua.

Che è una proporzione che non trova, va detto, nessuna proiezione in dati più concreti. Nel senso che non fanno 2 volte e mezza le nostre presenze allo stadio, 2 volte e mezzo i nostri trofei, 2 volte e mezzo i nostri incassi.
Il che ci porta ad aggiungere una valutazione qualitativa al semplice aspetto quantitativo.
Il tifoso medio della Lazio vale, probabilmente, in termini qualitativi molto di più del tifoso delle merde.
Per gran parte delle ragioni che ha indicato FD in questo topic. C'è un'appartenenza esclusiva alla squadra di calcio che rafforza il rapporto con la nostra squadra. Perché parliamo di squadre di calcio, non di proloco. Nel 1926/27 non nascono solo Napoli e merde, nasce anche il Bari, il fascismo sfrutta il calcio come strumento per aggregare popolazioni dimenticate da aggregare attorno a simboli che ricordano entità geografiche. Tranne un sassolino in questo meccanismo che si chiama SS Lazio. Sassolino che trova la sua unica ragione di vita nell'essere quel sassolino, che poi tanti ino non è.
Mettersi a rincorrere il gonfalone, oggi, nel tempo del villaggio globale, nel tempo della partita visibile in tempo reale su uno smartphone anche in Nuova Guinea, è una stupidaggine abbastanza inutile. Anche perché partiresti su una strada senza uscita inseguendo chi già lo fa da 90 anni e, probabilmente, ci si è impantanata. L'SPQR che appare sulle loro maglie è anche, e soprattutto, il senso del loro fallimento, visto che il munifico sponsor non li paga più. Quei colori, quel simbolo, li frena più di esaltarli.
La nostra storia è una storia di una società sportiva aperta al mondo. Se è vero che nasciamo in pieno centro è anche vero che la nostra storia è una storia universale in cui le figure più importanti che hanno costruito le tappe vengono da Pisa, da Carrara, da Nerviano, da Sovico, da Torre Annunziata, da  mille altri posti che non sono Roma. Ma sono la Lazio.


Adler Nest

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Citazione di: italicbold il 09 Mag 2023, 10:23
neanche piccola.  :lol: :lol:

In questo interessante topic quello che sta scrivendo FD è molto aderente a quello che penso.
Pensa che io sono legato al marketing da bar e sono così affezionato ai pay off....
"Dove c'è gozzilla c'è casa"
Sono una firma, una identità....
:=))

italicbold

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Sei soprattutto un esempio, caro Adler.
La tua lazialità è completamente (o molto marginalmente) slegata dalla città di Roma.

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Adler Nest

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... e comunque adesso mi stampo tutto e ci scrivo una tesi o un libro.
Questo topic rischia di diventare uno dei più interessanti ultimamente....

kelly slater

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Citazione di: italicbold il 09 Mag 2023, 10:44
Che è una proporzione che non trova, va detto, nessuna proiezione in dati più concreti. Nel senso che non fanno 2 volte e mezza le nostre presenze allo stadio, 2 volte e mezzo i nostri trofei, 2 volte e mezzo i nostri incassi.
Il che ci porta ad aggiungere una valutazione qualitativa al semplice aspetto quantitativo.
Il tifoso medio della Lazio vale, probabilmente, in termini qualitativi molto di più del tifoso delle merde.
Per gran parte delle ragioni che ha indicato FD in questo topic. C'è un'appartenenza esclusiva alla squadra di calcio che rafforza il rapporto con la nostra squadra. Perché parliamo di squadre di calcio, non di proloco. Nel 1926/27 non nascono solo Napoli e merde, nasce anche il Bari, il fascismo sfrutta il calcio come strumento per aggregare popolazioni dimenticate da aggregare attorno a simboli che ricordano entità geografiche. Tranne un sassolino in questo meccanismo che si chiama SS Lazio. Sassolino che trova la sua unica ragione di vita nell'essere quel sassolino, che poi tanti ino non è.
Mettersi a rincorrere il gonfalone, oggi, nel tempo del villaggio globale, nel tempo della partita visibile in tempo reale su uno smartphone anche in Nuova Guinea, è una stupidaggine abbastanza inutile. Anche perché partiresti su una strada senza uscita inseguendo chi già lo fa da 90 anni e, probabilmente, ci si è impantanata. L'SPQR che appare sulle loro maglie è anche, e soprattutto, il senso del loro fallimento, visto che il munifico sponsor non li paga più. Quei colori, quel simbolo, li frena più di esaltarli.
La nostra storia è una storia di una società sportiva aperta al mondo. Se è vero che nasciamo in pieno centro è anche vero che la nostra storia è una storia universale in cui le figure più importanti che hanno costruito le tappe vengono da Pisa, da Carrara, da Nerviano, da Sovico, da Torre Annunziata, da  mille altri posti che non sono Roma. Ma sono la Lazio.

Ok tutto giusto, però a me sembra che nel vostro (tuo e di FD) afflato universalistico ci sia la smania di dire: "Ok Roma come simbolo ve la siete presa voi e noi siamo Altro".
Noi siamo molto più di Roma città, ma siamo ANCHE Roma città.

Adler Nest

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Citazione di: italicbold il 09 Mag 2023, 10:53
Sei soprattutto un esempio, caro Adler.
La tua lazialità è completamente (o molto marginalmente) slegata dalla città di Roma.
Dal 1900 ... legato ai colori olimpici è una scelta cldoverda perché amo andare controcorrente.
Avevo 7 anni (non nel 1900...)
:=))

vaz

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Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 10:56
Ok tutto giusto, però a me sembra che nel vostro (tuo e di FD) afflato universalistico ci sia la smania di dire: "Ok Roma come simbolo ve la siete presa voi e noi siamo Altro".
Noi siamo molto più di Roma città, ma siamo ANCHE Roma città.

Sono d'accordo, pure se secondo me la "guerra su Roma" è limitante. Si poggia su campanilismi anacronistici. Nonostante le spinte da nostalgici, il concetto di "confine" è desueto al giorno d'oggi.

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kelly slater

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Citazione di: vaz il 09 Mag 2023, 11:00
Sono d'accordo, pure se secondo me la "guerra su Roma" è limitante. Si poggia su campanilismi anacronistici. Nonostante le spinte da nostalgici, il concetto di "confine" è desueto al giorno d'oggi.

Ma si, ma ripeto: non si tratta di rincorrerli sul loro terreno.
Non mi interessa lo spqr sulle maglie, il colosseo, i gladiatori etc etc, però neanche che dobbiamo sembrare una realtà nomade e apolide.

geddie

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Su Lazio wiki si sostiene che probabilmente i ragazzi di piazza libertà in quei giorni dello spirito olimpico e dei colori della Grecia non avevano sentito parlare. Vero e' che quei ragazzi ne erano comunque pervasi, consciamente o no poco importa, perché volevano partecipare a una corsa  Da dove arrivi tale impellente necessita', fare sport, non e' sbagliato identificarlo nello spirito olimpico.

vaz

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Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 11:03
Ma si, ma ripeto: non si tratta di rincorrerli sul loro terreno.
Non mi interessa lo spqr sulle maglie, il colosseo, i gladiatori etc etc, però neanche che dobbiamo sembrare una realtà nomade e apolide.

Secondo me un possibile modo sarebbe avere più negozi ufficiali in città e soprattutto più scuole calcio locali affiliate alla Lazio. Altra cosa, spingerei molto sulla "Lazio nelle scuole", andando però anche in quelle pubbliche non solo private. Insomma, la Lazio dovrebbe fare quello che dovrebbe fare la sinistra :lol:

italicbold

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Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 10:56
Ok tutto giusto, però a me sembra che nel vostro (tuo e di FD) afflato universalistico ci sia la smania di dire: "Ok Roma come simbolo ve la siete presa voi e noi siamo Altro".
Noi siamo molto più di Roma città, ma siamo ANCHE Roma città.

La scelta non l'abbiamo fatta io e FD ma è stata fatta 123 anni fa e ribadita 27 anni dopo.
E' stata, secondo me, una scelta lungimirante in un periodo in cui la lungimiranza era poco diffusa. Oggi, secondo me, è anche la nostra forza. Soprattutto la nostra forza. Perché siamo slegati dai destini di una città che, obiettivamente, non è più la roma imperiale né lo sarà mai più. Quando FD descrive il carattere extracalcistico dei festeggiamenti napoletani sottolinea una debolezza intrinseca, sia del Napoli calcio che della città stessa. Come sarebbe per le merde. Una città che ha bisogno di una vittoria calcistica per mostrare il suo orgoglio è una città debole, una città in difficoltà. Che deve travestirsi con il suo folklore più assordante per esistere. Il rumore degli spiccioli in tasca che spesso usiamo per identificare i romanisti. Ed è quello che accade alle merde che devono raccogliere pietre posticce del foro romano per vivere. Dal DVD del Gladiatore fino ai finti pretoriani con le sciarpette. Pietre posticce che poi, va detto, interessano solo marginalmente chi viene da fuori. Come la felpa tarocca con la scritta roma. Buona solo per una passeggiata poi usata per lavare i vetri.
La scritta sul colletto delle magliette della Lazio, "la prima squadra della capitale" è una pippetta, un piccolo e distratto pompino, che ci facciamo tra di noi. Ma alla gente che viene da altrove non puo' fregare meno di niente anche se fosse proiettata sugli schermi dello stadio. Veramente pensate che la scritta SPQR sulle maglie delle merde sposti anche solo il sopracciglio di un qualsiasi essere senziente sulla faccia della terra ?

kelly slater

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Citazione di: italicbold il 09 Mag 2023, 11:12
La scelta non l'abbiamo fatta io e FD ma è stata fatta 123 anni fa e ribadita 27 anni dopo.

Si ma la Storia se move, mica è una statua immobile.
E ripeto: non mi interessa a'romanidà: mi interessa che anche la Lazio abbia la sua dimensione popolare. Noi felici pochi anche no.
E si fa con le vittorie.
Vinciamo una coppa europea o uno scudetto e diventiamo Noi felici Tanti

Adler Nest

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Citazione di: Adler Nest il 09 Mag 2023, 10:57
Dal 1900 ... legato ai colori olimpici è una scelta cldoverda perché amo andare controcorrente.
Avevo 7 anni (non nel 1900...)
:=))

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Citazione di: kelly slater il 09 Mag 2023, 11:18
Si ma la Storia se move, mica è una statua immobile.
E ripeto: non mi interessa a'romanidà: mi interessa che anche la Lazio abbia la sua dimensione popolare. Noi felici pochi anche no.
E si fa con le vittorie.
Vinciamo una coppa europea o uno scudetto e diventiamo Noi felici Tanti

Se la dimensione popolare si fa con le vittorie che c'entra il fatto di non essere una realtà nomade e apolide ? Sinceramente non capisco l'argomentazione. In questo topic.
Come se le merde, che fieramente si aggrappano ai simboli dell'impero romano, ai colori e alle immagini più posticce di questa città, abbiano, per questa ragione, una bacheca che esplode di trofei e vittorie.



FatDanny

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esattamente, la mancata comprensione dell'argomento da parte di IB è anche la mia.
Avevo già provato ad esprimerla ieri, para para.
Non se capisce il nesso tra le due cose.

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