Citazione di: Bianchina il 03 Mag 2012, 14:07
Io non so se e' la fine della corsa, quella che e', secondo me, certa, e' la fine di un ciclo.
Un ciclo iniziato 8 anni fa, con l'arrivo di un presidente sconosciuto e del tutto nuovo nel mondo del calcio.
Un presidente che sognava uno stadio sui suoi terreni, che sapeva far di conto, che non aveva paura di nessuno, che con il suo atteggiamento spavaldo conquistava molti di noi e altrettanti se ne faceva nemici.
Un presidente dai molti "mipiace" e dai molti haters, che spaccava forum e ambiente, un presidente dal quale potevi aspettarti di tutto, anche che ti facesse tornare fra le grandi.
Oggi di questi 8 anni possiamo fare un bilancio.
Fare un bilancio dei traguardi raggiunti e degli errori fatti.
Una colonna nera per i traguardi, una rossa per gli errori.
E poi sperare che si tiri una linea e si riparta.
Con una squadra rinnovata e ringiovanita per almeno tre quarti.
Con un allenatore giovane a cui piaccia far giocare a pallone.
Con uno staff societario finalmente degno del sesto bacino di utenza italiano.
Con osservatori di mercato.
Con uno sponsor di prestigio.
Con uno ufficio legale che conosca i regolamenti del calcio e costi meno.
Con un presidente che si accontenti di fare quello che sa fare bene e che ricordi sempre che la Lazio non e' soltanto sua e che in tribuna siedono ancora quelli che gridavano Forza Lazio quando lui stava ancora attaccato al biberon e i figli e i nipoti di questi e i pronipoti e i figli dei figli che canteranno ancora Forza Lazio quando lui si godra' l'eterno e meritato riposo.
Fine di un ciclo. Almeno lo spero.
Grandissima.
Concordo con te e con altri utenti che hanno ribadito il concetto.
Perchè non esiste una squadra forte senza una società forte.
Preferirei investire meno soldi sulla prossima campagna acquisti, ma prendere in società professionisti di un certo livello.
Magari un DG di comprovata esperienza (magari fosse anche Laziale, ma non è determinante), magari un DS già navigato e con i contatti giusti, magari un'addetto stampa che sia finalmente in grado di farsi sentire.
Perchè Lazio Style Radio è bella, un bel progetto, ma noi parliamo e ci facciamo sentire solo lì, nella radio di regime.
Dopo la partita con l'Udinese c'hanno massacrato, eppure la società ha dichiarato il silenzio stampa, salvo poi parlare il giorno dopo in radio (che ha una copertura locale e viene sentita solo da Laziali).
Stesso dicasi per la storia del calcioscommesse.
Stiamo sparendo da tutti i media a carattere nazionale; veniamo nominati solamente quando ci devono sbeffeggiare o tirare fango addosso.
Dice
pure con Cragnotti succedeva. E' vero, non siamo mai stati una società simpatica agli altri, però godevamo di più rispetto, più considerazione e avevamo una presenza più forte.
Senza considerare che, come già fatto notare da altri, la bravura nel tagliare i costi è stata ampiamente superata dall'incapacità di aumentare i ricavi. Si ripete sempre che l'unica via è lo stadio di proprietà. In parte è vero, ma ci sono anche altri modi per far crescere il fatturato. Magari servono investimenti (senza spendere cifre folli), ma servono anche idee e un pò di intraprendenza.
Il main sponsor e lo sponsor tecnico sono solo gli esempi più semplici e più lampanti di come vengono trattate da noi le cose.
Ma soprattutto servirebbe che Lotito iniziasse a delegare di più, defilandosi. La gestione casareccia andava bene quando eravamo sommersi dai debiti, quando si doveva sforbiciare di tutto e di più. Adesso, con una situazione economica più rosea si può e si deve cambiare.
Conoscendo il soggetto in questione, lo ritieni possibile? Cambiare una persona a 50 anni è molto difficile.
Per questo non credo alla fine di un ciclo. O meglio, da tifosi vorremmoche fosse la fine di un ciclo, ma guardando la realtà sembra effettivamente più un loop dal quale sembre arduo uscire.
Poi la parte tecnica, che passa per l'acquisto di un allenatore ambizioso e giocatori giovani e forti, viene da sè se si crea una struttura societaria adeguata ai tempi moderni.