La faccio corta corta.
Ieri sera, cena per il compleanno di un'amica in un ristorante del centro di Parigi.
Siamo in ritardo perché devo finire un lavoro. Mi metto la prima cosa che trovo.
Una felpa della nazionale italiana di rugby. Mia moglie e mia figlia, da sempre, mi considerano un barbone. Tralaltro pensavamo che fosse una cosa informale. Invece arriviamo e il ristorante é molto chic. Sia nel design, negli altri clienti (tutti giacca e cravatta) che nei prezzi (mortacci loro). Ma é buono.
Che io sia con una felpa di rugby me ne fotto. In fondo la cena é buona (anche se le porzioni sono da nouvelle cuisine...). Lo chef ogni tanto esce dalla cucina e ci serve lui il vino.
Quando abbiamo finito salutiamo il cameriere e vedo lo chef avvicinarsi a me e mi dice (in francese) :
"Congratulazioni per la felpa, é splendida". Capisco che é italiano e lo saluto.
La mia amica, la festeggiata, conoscendomi da più di vent'anni si gira e dice, ad alta voce :
"Ma che hai la felpa della Lazio ?"
Lo chef la guarda é gli dice, sempre in francese :
"No é dell'Italia, la Lazio é qualcosa di più grande, la Lazio é nel mio cuore".
E' di Montecassino.
Null'altro da dire vostro onore.
Semo ovunque.