Generazioni Laziali

Aperto da FatDanny, 30 Lug 2024, 10:27

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E tu a quale generazione appartieni?

Generazione Maestro: io quel 12 maggio all'Olimpico c'ero ('70)
35 (27.6%)
Generazione Fiorini: io quel 21 giugno all'Olimpico c'ero ('80)
46 (36.2%)
Generazione Cragnotti: io quel 19 maggio al Villa Park c'ero ('90)
33 (26%)
Generazione Lotito: io quel 26 maggio all'Olimpico c'ero (2004-2024)
13 (10.2%)

Totale votanti: 127

FatDanny

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* 41.060
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In molte discussioni mi sembra abbastanza evidente che le posizioni siano condizionate dalla generazione di laziali a cui si appartiene.
L'esperienza vissuta ha forgiato modi diversi di essere laziali che fiscono per significare tante cose e che tornano  nei post che evocano e rimandano a questa o  quella Lazio. E che magari ad altri tifosi non  dicono assolutamente nulla, perché semplicemente non c'erano.
Aver visto le porte dell'inferno come negli anni Ottanta o le vette del calcio europeo come nei Novanta porta a percezioni molto diverse nel giudizio del presente, così come magari essere tanto giovani da non aver vissuto una Lazio diversa da quella di Lotito.

Ovviamente quando parlo di generazioni forgiate si fa riferimento alla prima Lazio vissuta, perché  di base è quella di cui si fa esperienza da bambine/i o da adolescenti che poi - di solito - lascia il segno.
è evidente che chi c'era nei '70 o negli '80 c'era anche dopo.  Ma ha vissuto quel dopo con il ricordo di quanto avvenuto prima e sempre  memore di questo.
Vale per chi oggi nel relativizzare le "colpe" di Lotito ricorda che c'è ben di peggio, così come nel disperarsi ricorda che c'è ben di meglio avendo ancora impressa nella memoria la squadra "più  forte d'Europa", usando le parole di Ferguson.

Apro  il  sondaggio e il topic (in cui poter riportare anche elementi caratteristici ed esperienze specifiche di ogni generazione) per due motivi.
Il primo è la curiosità di vedere come siamo distribuiti qui sopra come generazioni e se c'è  dunque una correlazione con le posizioni espresse.
Il secondo è  perché penso che sia necessario un reciproco riconoscimento che renda  più comprensibile posizioni diverse dalle nostre. Ossia invece di guardare il vecchiodemmerda cresciuto negli anni Ottanta come quello cheppalle che tira fuori fiorini ancora oggi per dire quanto ce la rischiavamo, di farlo vedendo un (o una) laziale che hanno ben presente quali siano i  rischi e che spesso si dà per scontato quel che non lo è affatto (ma cosi sembra a chi ha vissuto sempre e solo una Lazio da  un certo livello in sù).
Viceversa, capire da parte dei primi che chi ha vissuto  solo la Lazio - e il calcio - contemporaneo non è il ragazzino viziato che non si accontenta ma è figlio del suo tempo e che quindi magari vuole andare oltre anche per vedere un domani  diverso dal presente, esattamente come lo sono stati i 90 dopo gli 80.

Insomma, riconosciamoci. Poi torniamo a scazzare, ma con un minimo di consapevolezza in più di quella grande pluralità che rappresenta il tifo laziale.

:ssl

Achab77

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* 19.994
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Topic interessante e intelligente, utile anche a capire certe sfumature, bravo fat.

Per quanto mi riguarda: io ho ricordi un po' sfumati da piccolo e un po' mi dispiace.
Ricordo che mio padre portava me e mio fratello al vecchio olimpico, aprivamo l'ombrello quando pioveva e una volta ci andammo tutti ammassati in una Renault 4 di un nostro amico.
Mi dispiace perché ho la sensazione piacevole di uno stadio vivo e luminoso ma non capivo praticamente nulla della partita e non riuscivo ad appassionarmi, quindi non riesco a collocarlo in una sfera emozionale compiuta e dettagliata.
Invece ho ben presente due momenti: dovevo suonare in un mini saggio di violino a casa della mia insegnante che abitava dietro piazzale Flaminio, e la Lazio era tornata in serie A.
Ricordo perfettamente i colori e la festa per piazza del popolo e via del corso, mio padre mi portò a fare una passeggiata dopo aver suonato e fu meraviglioso.
La sera andammo da un nostro amico di famiglia Laziale e sulla TV scorrevano le immagini  di Lazio Taranto 3-1 mentre tutti celebravano scherzando e festeggiando.
Gli anni successivi sono stati più vividi nella mia mente: Materazzi, il Flaminio, Ruben sosa e Amarildo, le prime emozioni dei derby. Mio padre andava più spesso con mio fratello più grande allo stadio, e le mie "nuove prime volte" da adolescente coincisero con gli anni subito precedenti a Cragnotti: mi vengono in mente un Lazio Bologna con credo l'unico gol di Armando Madonna, un amaro Lazio Sampdoria che sancì l'ennesima delusione per la mancata qualificazione alla coppa UEFA , un derby finito in pareggio (ma emozionante visto dagli spalti) e un beffardo Lazio fiorentina con pareggio all'ultimo della viola.
L'anno successivo mio padre decide di fare l'abbonamento tutti insieme e da lì la storia si è ripetuta fino a poco tempo fa consecutivamente.
Anni di successi, vittorie pazzesche, gloria, trasferte a Montecarlo e Birmingham, sul campo neutro di Firenze e con l'olimpico come seconda casa.
Ho vissuto la Lazio a cavallo tra gli 80 e i 90, ma se dovessi indicare quale sia quella che mi ha reso tifoso senziente e consapevole non posso che indicare quella di Cragnotti.
E per quanto nel tempo abbia apprezzato e amato anche tutte le altre precedenti e l'importanza che hanno avuto per arrivare a quel punto, niente mi farà dimenticare quegli anni magici che rendevano magico e forse scontornavano anche i difetti di tutto ciò che ad essa era collegato.

seagull

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* 12.043
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Lazio 1 Inter 0, 1966 goal di D'Amato. Li scoccò la scintilla dell'amore, ma va anche detto che a casa mia erano tutti laziali, madre/padre/fratello e sorella. Dal 1968, anno in cui la mia famiglia si trasferì a Roma dal paesello (Mentana per inciso), stadio sempre fino al 1980 circa. In quell'anno mi sposai, poi arrivarono i figli, altre faccende, pochi soldi quindi niente stadio. 1986, trasferimento in Inghilterra per lavoro, niente tv satellitare, nada. Dal '92, grazie a Paul Gascogne Channel 4 tv iniziò a trasmettere quasi tutte le partite della Lazio, poi arrivarono le tv satellitari ed oggi sono ancora quà. A proposito, ero presente anche al Villa Park.

:since

Aregai

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* 4.371
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c'è chi come me, del '73, sta a metà del guado, un po' fiorini un po' cragnotti. da bambino-adolescente uno, da semi-adulto l'altro.
secondo me come percezione incide più la prima (oh forse nella percezione del laziale...) e quindi ho votato fiorini. :p

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RG-Lazio

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* 7.791
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Laziale per Paul Gascoigne

Classe 82, pugliese... Mio padre non seguiva il calcio, caso unico, intorno a me tantissimi juvebtini, oltre a milanisti e interisti

Certo c'era il nostro Barletta, ma dopo la serie B che sembrava la Champions ( giocammo contro il Milan di Sacchi e il Napoli di Maradona eh)

Cmq stanco di questa marea strisciata, avevo 8 o 9 anni, servizio in Tv su Gazza e decido, sarò della Lazio... Isolato, tutti tutti mi prendevano per il culo... Poi arrivò Cragnotti e la musica cambiò... Signori, Boksic, Nesta.. La storia la conosciamo... Una storia che termina con lo sguardo triste di Nesta il 28 Agosto 2002

Poi è iniziata una storia in cui forse son diventato "più Laziale ", c'era un concetto, un'idea da amare e difendere

Con lotito temevo di diventare come la Sampdoria, ma non lo temevo.

Per me uno shock fu l'arrivo di dicanio. Fino a quel momento il problema fascismo era marginale nei miei pensieri di tifoso... dicanio arrivò proprio in cui la mia militanza politica e intellettuale si interessava al fascismo come fenomeno da analizzare e combattere. Fu ed è dura.

Ps: ho sempre invidiato voi romani per la possibilità di seguire la Lazio allo stadio... Son sempre stato distante... Solo 3 volte dal vivo... 3 sconfitte... Forse è meglio così  :since

Adler Nest

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* 41.616
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La Lazio mi ha scelto un giorno del 1971, io di 7 anni in un paese veneto.
Senza alcuna radice laziale.
Sono quindi di prima generazione.
Quelle indicate da FD le ho viste tutte e fanno parte della mia evoluzione come persona.
Il mio gol più bello è stato aver trasmesso questa passione a mio figlio.

biancocelestedentro

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* 16.901
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Mi colloco nel gruppo più anziano perché in modo forse un po' artificioso faccio iniziare il mio tifo per la Lazio da Lazio-Milan del campionato 1972-73 (più di mezzo secolo!) e quindi quel 12 maggio c'ero.
Ma non c'ero allo stadio, che ho iniziato a frequentare sistematicamente 10 anni più tardi, Lazio-Genoa 2-1 campionato 1983-84, assolata domenica di fine gennaio, ed era un periodo più riconducibile a quel 21 giugno nel quale è culminato.
Tuttavia non mi sento in nessun guado, senza incertezze appartengo alla prima generazione del sondaggio perché nella mia infanzia e nella preadolescenza la mia consapevolezza dell'essere laziale era già molto forte.
I tempi attuali li vivo con un po' di disagio ma allo stesso tempo con il distacco che l'età e le diversissime epoche calcistiche vissute mi consentono.

Gio

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* 10.898
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Io sono partito con la B (la prima B). In realtà, il primo anno allo stadio è stato quello in cui arrestarono i giocatori della Lazio. Le prime partite che ricordo sono quelle con tanti ragazzi della primavera in campo e mio padre che mi spiegava il perché. Poi i 3 anni di B fatti a scuola come unico Laziale in mezzo a tutti romanisti, i due anni di A ed ancora la B, prima di Cragnotti.
Quindi ho votato Fiorini, anche se per la mia generazione la Lazio di Cragnotti è stata la riscossa per quello che abbiamo vissuto in precedenza e quella che ci resterà dentro per sempre. Una Lazio che, anche nei momenti più bui, mai ci è sembrata impossibile. Bei tempi andati ...

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baroncino

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* 698
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Sono del 1962 e quindi la Lazio del Maestro e di Long John me la sono vissuta con gli occhi disincantati di un bambino.
Famiglia di laziali, ogni anno 4 abbonamenti in curva nord, stesso rituale ogni 15 gg: si partiva dalle due alle quattro ore prima (dipendeva dal match), in macchina da Piazza Bologna (per la precisione Via Pisa, dietro la caserma dell'allora Accademia della Guardia di Finanza), si arrivava nei parcheggi antistanti la Farnesina, poi passeggiatina fino allo stadio dopo aver comprato fusaje e noccioline dagli ambulanti, 100 lire con mamma che si raccomandava di "non spenderle tutte", si sceglieva sempre più o meno lo stesso posto (non troppo distante da quello che fu del povero Paparelli, ed è da allora che il derby è l'unica partita che si salta...)
Era un altro calcio, e lo si viveva in maniera più spensierata, poi il tempo è passato, il calcio è cambiato, la società è cambiata, ma quello che mai è cambiato è l'amore per questi colori e questa maglia, che nessuno potrà mai spegnere

PARISsn

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* 22.495
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mia prima partita  allo stadio nel 1969, avevo 7 anni, anno di retrocessione, fu un Lazio - Vicenza 0 a 1 con gol di Cinesinho su punizione ( a  proposito erano altri tempi, altra sensibilita' e attenzione verso certe cose, i buu a Cinesinho che era di colore era fragorosi ), una cartolina della Lazio costava 10 lire, poi ne avevo 11 ai tempi della banda Maestrelli, andavo a scuola a petto in fuori, me magnavo compagni di classe romanisti o interisti o juventini...giocavo a pelletta in casa, nel corridoio, rivisitavo azioni spettacolari e in cui il finale  era  il tiro di Chinaglia e goooooo e mia madre usciva dalla cucina con la cucchiarella perche temeva rompessi il vetro della porta, allo stadio andavo poco perche  mio padre la domenica lavorava ( era tipografo al Paese Sera, lavorava con De Grandis grande giornalista e grande laziale che  mi fece avere una foto di Chinaglia autografata ) ma riuscimmo a non mancare nei momenti salienti, Lazio-Juve 3 a 1 e il Lazio-Foggia finale...poi chiaramente ho vissuto gli anni bui, ero agli spareggi a Napoli ( facevo all'epoca  il corso sottufficiali a Caserta ) e mi sono goduto l'epoca Cragnottiana, sinceramente devodire che sono stato anche  un otitiano convinto fino ad oggi, proprio perche ne ho viste cosi' tante che avere 20 anni di fila di tranquillita', senza rischiare fallimenti, retrocessioni e vincendo pure qualcosa mi stava benissimo, ora pero' no, mi piacerebbe vivere almeno un periodo esaltante ancora  una volta prima de stira' le zampe ( che mentre  lo scrivo mi tocco e spero arrivi piu' tardi possibile ) ma con questa gestione rischio seriamente di non vederlo mai...

Pergianluca

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* 6.896
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Guardando l'esito del sondaggio vedo che siamo tutti proprio vecchi. Ben oltre la soglia del vdm

Palo

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La mia prima Lazio recitava Cei Zanetti Garbuglia... Boomer purosangue (quest'anno sono 70, di cui almeno 63 di Lazio)

Mi sono fatto tutti e 11 gli annidebbì e, forse anche per questo detesto mortalmente chi esagera dicendo "magari-in-b-se-serve-a-mandare-via-lotito". Per me stare stabilmente nella colonna di sinistra è meraviglioso.

Gli anni di Maestrelli me li sono fatti da Pescara, e guidando la 500 di mamma sulla Salaria e la Tiburtina...

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Gulp

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La prima Lazio di cui ho ricordi è quella di Zaccheroni

Magari questo spiega molto  :D

FatDanny

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Citazione di: Pergianluca il 30 Lug 2024, 13:11
Guardando l'esito del sondaggio vedo che siamo tutti proprio vecchi. Ben oltre la soglia del vdm

secondo me è significativo vedere come ci siano tre macrogruppi, mentre l'unico decisamente sottorappresentato è quello dei nati sotto il segno di Lotito.
Quando si leggono alcune valutazoni rispetto allo stato  della Lazio mi sembra utile riflettere sul fatto che queste non vengano necessariamente da un posizionamento ideologico su Lotito, ma da come si è sviluppata e concepita la Lazialità in ognun@ di noi.
E dunque magari  i relativamente giovani hanno più il piglio di voler tornare al godimento originario di cragnotti, mentre  quelli più anzianotti ricordano bene la paura originaria, vera, del rischio di sparire.

Non siamo solo quel che mangiamo, ma certamente siamo quel che viviamo. Anche come laziali.
E dovremmo forse tenerlo presente e tenere presente che questo non significa che qualcuno sia più laziale di altri (ma che lo sia da più tempo si, con tutto quel che  implica).

EDIT: come forse dovremmo tener presente l'assenza qui dei più giovani e di come loro percepiscono la cosa. Ad esempio non mi sembrerebbe assurda la voglia di provare altro rispetto a Lotito, qualsiasi cosa questo significhi. Tendo a leggere diversamente un cinquantenne che dice "meglio la B" rispetto a se lo  dice un ventenne. Secondo me l'affermazione è la stessa, ma i significati sono diversi.

GiPoda

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Citazione di: FatDanny il 30 Lug 2024, 13:26
secondo me è significativo vedere come ci siano tre macrogruppi, mentre l'unico decisamente sottorappresentato è quello dei nati sotto il segno di Lotito.
Quando si leggono alcune valutazoni rispetto allo stato  della Lazio mi sembra utile riflettere sul fatto che queste non vengano necessariamente da un posizionamento ideologico su Lotito, ma da come si è sviluppata e concepita la Lazialità in ognun@ di noi.
E dunque magari  i relativamente giovani hanno più il piglio di voler tornare al godimento originario di cragnotti, mentre  quelli più anzianotti ricordano bene la paura originaria, vera, del rischio di sparire.

Appartengo alla generazione "Fiorini" e la riflessione che faccio (che ho fatto già in passato) è constatare come la maggioranza dei miei coetanei sembra invece appartenere a quella di Cragnotti; ovvero come quel breve periodo abbia cambiato per sempre, e radicalmente, le aspettative nei confronti della propria squadra.

vaz

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In realtà sarei geneazione Calleri  :=))

Comunque d'accordo su tutto il post di Fat.

Citazione di: GiPoda il 30 Lug 2024, 13:46

Appartengo alla generazione "Fiorini" e la riflessione che faccio (che ho fatto già in passato) è constatare come la maggioranza dei miei coetanei sembra invece appartenere a quella di Cragnotti; ovvero come quel breve periodo abbia cambiato per sempre, e radicalmente, le aspettative nei confronti della propria squadra.


Questo mi sembra pure normale, ogni standard si basa sulle 'nuove' conquiste. È così nel lavoro, nella tecnologia, nella scienza. Pure nella società (nonostante la presenza di buzzurro retrogradi)

DaMilano

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Scusa Fat, perché 21 giugno San Paolo?
Io al San Paolo c'ero, ma il 27 giugno (non riuscii anche col Campobasso e la vidi a casa)....
Il 21 era Olimpico.... 😊😊😊

GiPoda

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* 5.050
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Citazione di: vaz il 30 Lug 2024, 13:49
In realtà sarei geneazione Calleri  :=))

Comunque d'accordo su tutto il post di Fat.

Questo mi sembra pure normale, ogni standard si basa sulle 'nuove' conquiste. È così nel lavoro, nella tecnologia, nella scienza. Pure nella società (nonostante la presenza di buzzurro retrogradi)
Certo, ma non avrei mai creduto che un lasso di tempo così breve ed unico della ns storia, riparametrasse cosi' tanto le aspettative in chi, per esperienza vissuta, sapeva che quello era stato un fatto eccezionale altrimenti avremmo avuto la maglietta a strisce.

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maumarta

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Citazione di: DaMilano il 30 Lug 2024, 13:57
Scusa Fat, perché 21 giugno San Paolo?
Io al San Paolo c'ero, ma il 27 giugno (non riuscii anche col Campobasso e la vidi a casa)....
Il 21 era Olimpico.... 😊😊😊

Appunto.

Io ho votato quel 21 giugno all'Olimpico con Fiorini.

Vedo con piacere che c'è una discreta maggioranza di VDM...

COLDILANA61

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* 17.367
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Generazione Maestrelli .

Prima e dopo .

Allo stadio fino al 1980.

La Lazio era la domenica da cui si partiva in 4 da Ple Clodio .

Poi la vita mi ha portato altrove per tanti motivi .

Sono legato a quella Lazio , perché sono legato ad un infanzia felice e spensierata (come tutti ovvio  :=)) )





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