In molte discussioni mi sembra abbastanza evidente che le posizioni siano condizionate dalla generazione di laziali a cui si appartiene.
L'esperienza vissuta ha forgiato modi diversi di essere laziali che fiscono per significare tante cose e che tornano nei post che evocano e rimandano a questa o quella Lazio. E che magari ad altri tifosi non dicono assolutamente nulla, perché semplicemente non c'erano.
Aver visto le porte dell'inferno come negli anni Ottanta o le vette del calcio europeo come nei Novanta porta a percezioni molto diverse nel giudizio del presente, così come magari essere tanto giovani da non aver vissuto una Lazio diversa da quella di Lotito.
Ovviamente quando parlo di generazioni forgiate si fa riferimento alla prima Lazio vissuta, perché di base è quella di cui si fa esperienza da bambine/i o da adolescenti che poi - di solito - lascia il segno.
è evidente che chi c'era nei '70 o negli '80 c'era anche dopo. Ma ha vissuto quel dopo con il ricordo di quanto avvenuto prima e sempre memore di questo.
Vale per chi oggi nel relativizzare le "colpe" di Lotito ricorda che c'è ben di peggio, così come nel disperarsi ricorda che c'è ben di meglio avendo ancora impressa nella memoria la squadra "più forte d'Europa", usando le parole di Ferguson.
Apro il sondaggio e il topic (in cui poter riportare anche elementi caratteristici ed esperienze specifiche di ogni generazione) per due motivi.
Il primo è la curiosità di vedere come siamo distribuiti qui sopra come generazioni e se c'è dunque una correlazione con le posizioni espresse.
Il secondo è perché penso che sia necessario un reciproco riconoscimento che renda più comprensibile posizioni diverse dalle nostre. Ossia invece di guardare il vecchiodemmerda cresciuto negli anni Ottanta come quello
cheppalle che tira fuori fiorini ancora oggi per dire quanto ce la rischiavamo, di farlo vedendo un (o una) laziale che hanno ben presente quali siano i rischi e che spesso si dà per scontato quel che non lo è affatto (ma cosi sembra a chi ha vissuto sempre e solo una Lazio da un certo livello in sù).
Viceversa, capire da parte dei primi che chi ha vissuto solo la Lazio - e il calcio - contemporaneo non è il ragazzino viziato che non si accontenta ma è figlio del suo tempo e che quindi magari vuole andare oltre anche per vedere un domani diverso dal presente, esattamente come lo sono stati i 90 dopo gli 80.
Insomma, riconosciamoci. Poi torniamo a scazzare, ma con un minimo di consapevolezza in più di quella grande pluralità che rappresenta il tifo laziale.